Si riapre il caso della morte di Pito Pito, il boa di Cicciolina vittima di un utilizzo scorretto durante uno spettacolo porno?

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Sono passati quasi 26  anni da quando il 13 ottobre del 1993 un’agenzia stampa annunciava la morte di Pito Pito, il boa constrictor di Cicciolina, il serpente che allora la porno star piu conosciuta al mondo utilizzava nei suoi spettacoli (“cosa che oggi non sarebbe più possibile per le normative contro il maltrattamento di animali”, spiega l’AIDAA in una nota) in maniera non propriamente casta. La notizia – secondo quanto riportato allora dall’ADNKronos – venne data dal manager di Ilona Staller mentre si trovava in ospedale. Secondo quanto riporta oggi un comunicato dell’AIDAA, Riccardo Schicchi disse testualmente : “E’ successo due giorni fa ma la storia tra il topo e Tinta (il nome del serpente) era iniziata una settimana prima. Come al solito abbiamo messo il topo nella piramide di cristallo di Tinta che ha cominciato a ingoiarlo dopo una breve lotta. Tutto come doveva andare. Il mattino dopo però abbiamo visto che il topo era riuscito a uscire dalla bocca del boa, anche malconcio e con le orecchie mangiucchiate. per una settimana i due si sono ignorati, ognuno in un angolo della piramide, finche una sera abbiamo notato che Tinta non si muoveva più: aveva gli occhi rosicchiati e parte del fianco mangiata“.

Secondo la ricostruzione di Schicchi il topo aveva vinto la sua epica battaglia contro il boa, notizia questa che aveva causato i festeggiamenti di un altra pornodiva che allora si professava vergine, vale a dire quella Mercedes Ambrus, fatto questo che aveva causato le irritazioni non certo bonarie di Cicciolina. Ma secondo una testimonianza da noi raccolta in questi giorni le cose non andarono affatto cosi, e il povero Pito Pito non fu ammazzato dal topo, ma morì in seguito ad un uso diciamo cosi “non corretto” durante l’utilizzo in uno spettacolo all’allora Teatrino di Milano che allora si trovava dove oggi sorgono le poste in largo Corsia dei Servi a pochi passi da piazza Duomo“, si legge nel comunicato diffuso dall’AIDAA.

Secondo quanto mi è stato personalmente raccontato da un personaggio che allora conosceva bene i segreti di quel mondo– afferma in un comunicato il presidente dell’AIDAA Lorenzo Croceil boa quando fu messo nella teca era già morto e solo per quel motivo il topo potè rosicare parte del suo corpo, ora purtroppo è tardi per intraprendere una causa per maltrattamento di animali contro la ex pornodiva o comunque contro chi ha messo in quegli anni a repentaglio la vita del serpente, ma sicuramente la verità è giusto che venga a galla e questo caso potrebbe essere un volano per i controlli ai serpenti che anche oggi vengono utilizzati nel mondo dello spettacolo, compresi quelli usati nei circhi. La fonte che vuole rimanere rigorosamente anonima-conclude Croceha confermato anche che la signora Staller non ha mai avuto nessun rapporto sessuale con cavalli o altri equidi come per anni si è voluto far credere“.

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