La logistica dell’ultimo miglio nelle aree urbane è uno dei nodi più critici della transizione verso città a zero emissioni. In Europa oltre 320 zone a bassa emissione limitano già l’accesso ai veicoli più inquinanti e le proiezioni della Commissione europea indicano un’ulteriore espansione delle zone a emissioni zero entro il 2030. In questo contesto, le eCargo Bike stanno emergendo come soluzione strutturale per la distribuzione di merci nei centri urbani. La partnership tra Bosch eBike Systems e Bagoo, startup milanese specializzata nella ciclologistica per l’hospitality, è un caso concreto di questo cambio di paradigma
Il segmento delle eCargo Bike per l’ultimo miglio è uno dei più dinamici dell’intera mobilità sostenibile. A livello globale, il mercato delle eCargo Bike per le consegne ha raggiunto 1,84 miliardi di dollari nel 2024 e, secondo le stime, crescerà a un tasso annuo composto del 18,6% fino al 2033, quando potrebbe superare i 9,6 miliardi.
L’Europa si conferma l’area geografica più avanzata, con una quota superiore al 38% del mercato globale nel 2024, sostenuta da politiche di mobilità urbana progressiva e da infrastrutture ciclistiche consolidate.
Il mercato europeo delle eCargo Bike è atteso a 1,1 miliardi di dollari entro il 2033, rispetto ai 570 milioni del 2024, con un tasso di crescita annuo del 7,5%.
La componente commerciale – corrieri, logistica urbana, servizi alle imprese – ha rappresentato il 54,66% dei ricavi nel 2025, con la i servizi professionali che cresceranno al ritmo più elevato, pari al 6,25% annuo.
A guidare questa espansione non è solo la domanda di mercato. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, in Europa sono attualmente operative oltre 320 zone a bassa emissione, che limitano progressivamente l’accesso ai veicoli a combustione interna secondo gli standard Euro.
Parigi ha già vietato l’accesso ai veicoli non elettrici sotto le 3,5 tonnellate nel proprio centro, mentre Bruxelles applica dal 2025 l’obbligo di consegne a zero emissioni per i pacchi nell’ultimo miglio.
La Commissione europea prevede che le città espandano significativamente queste zone entro il 2030, rendendo di fatto obbligatorio il passaggio a mezzi alternativi per la logistica urbana.
La pressione dell’e-commerce sulle città italiane
In Italia, il contesto è segnato da una crescita sostenuta del commercio digitale che si scarica direttamente sulle infrastrutture urbane. Secondo i dati di Netcomm, nel 2025 il valore dell’e-commerce B2C ha raggiunto 62 miliardi di euro, raddoppiando in cinque anni, mentre i pacchi consegnati hanno toccato quota un miliardo, con il 65% legato al segmento business-to-consumer.
Il risultato è una pressione crescente sullo spazio stradale: più furgoni in circolazione, più soste brevi, più doppia fila nelle aree ad alta densità.
Le eCargo Bike, in questo scenario, non sono una risposta ideologica alla congestione: sono una risposta operativamente vantaggiosa. Studi aggiornati sulla logistica dell’ultimo miglio stimano che le biciclette da carico elettriche possano ridurre le emissioni di gas serra fino al 90% rispetto ai furgoni tradizionali.
Sul fronte dei costi, i motori elettrici abbattono le spese di manutenzione e carburante in modo strutturale, con un vantaggio competitivo che cresce all’aumentare dell’intensità d’uso.
In Italia, le cargo bike elettriche rappresentano ancora una quota marginale del mercato complessivo delle e-bike – circa l’1% delle vendite a pedalata assistita nel 2024 – ma la tendenza è in netta accelerazione, sostenuta da politiche locali e dal crescente interesse delle imprese della logistica.
Sul fronte delle politiche pubbliche, la Regione Emilia-Romagna ha finanziato con 9 milioni di euro (tra il 2023 e il 2025) l’acquisto di biciclette e cargo bike a pedalata assistita, con un contributo tra i 500 e i 1.000 euro per mezzo: in poco più di un mese, le domande per il solo 2023 avevano esaurito un budget di 3,8 milioni di euro.
Sul tema della ciclologistica e della gestione del trasporto urbano dell’ultimo miglio – attraverso le eCargo Bike, che oltre all’agilità di movimento e alla riduzione delle emissioni inquinanti, limitano anche le soste irregolari, favorendo una maggiore fluidità nelle strade del centro – abbiamo parlato con Federica Cudini, marketing manager Bosch eBike Systems Italy, che ci ha spiegato – alla luce della partnership con la startup milanese Bagoo – come sostenere un modello di logistica dell’ultimo miglio più efficiente, silenzioso e completamente a zero emissioni.
Bosch e Bagoo: un modello per l’hospitality urbana
È in questo quadro che si colloca la partnership tra Bosch eBike Systems e Bagoo, startup milanese che ha sviluppato un modello di ciclologistica specializzata nel settore dell’hospitality e degli affitti brevi.
L’accordo prevede la fornitura di eCargo Bike equipaggiate con il sistema Cargo Line di Bosch, progettato per un utilizzo intensivo quotidiano: coppia elevata anche a pieno carico, stabilità nelle partenze e nelle salite, autonomia adeguata a cicli operativi continuativi.
Bagoo è il primo servizio 100% green di trasporto e custodia bagagli a Milano e la prima realtà italiana specializzata in consegne di bagagli con eCargo Bike.
Il modello operativo è integralmente elettrico e centralizzato: l’ospite prenota tramite web app, un rider ritira il bagaglio all’orario concordato, lo custodisce in sicurezza negli hub Bagoo e lo riconsegna tramite un sistema di verifica con codice Otp.
Per la logistica degli affitti brevi, la startup gestisce in modo integrato biancheria, amenity e materiali operativi, con consegne sincronizzate ai turni di pulizia e ai check-in, e la possibilità di interventi on demand per le urgenze.
Il servizio, a oggi, utilizza 10 cargo ebike ma il progetto e i relativi servizi (B2b e B2c) si stanno consolidando nella città di Milano dove, a breve, Bagoo attiverà un servizio dedicato agli host che hanno 1 o 2 appartamenti con una piattaforma dedicata, attraverso la quale potranno acquistare il servizio di noleggio e consegna della biancheria per i loro appartamenti, cosi da poter usufruire di prezzi vantaggiosi, vicini a quelli delle lavanderie industriali.
Ulteriore passo di crescita, ci raccontano da Bagoo, è l’apertura del servizio a Roma, con l’obiettivo primo trimestre 2027. Scelta che conferma il positivo trend di crescita del servizio che, nel primo quadrimestre del 2026, ha fatturato una media di 18.000 euro mensili.
Per una startup nata a luglio 2025, sulla base dei piani per i prossimi 3 anni – sia a
livello di investimenti che di revenue – con l’attivazione del servizio a Roma e poi a Firenze, “pensiamo di iniziare una curva di pareggio per la fine del 2027, inizi del 2028. Stiamo aprendo un round di investimento dal mese di maggio, che possa supportare la crescita di Bagoo e di tutti i progetti a essa correlati” spiegano dalla startup.
Ztl, hub locali, dati di flotta
Il vantaggio operativo delle eCargo Bike nei centri storici è diretto: accesso libero alle Ztl, eliminazione dei problemi di parcheggio, raggiungimento diretto degli ingressi delle strutture ricettive senza soste in doppia fila. Si tratta di criticità strutturali della logistica urbana – accessi limitati, costi elevati, frammentazione tra lavanderie, magazzini e personale – che i veicoli tradizionali non riescono a risolvere, soprattutto nelle aree più dense delle città italiane.
L’ecosistema Bosch completa l’offerta con strumenti digitali avanzati per la gestione delle flotte: monitoraggio dell’utilizzo, dell’autonomia e del risparmio di CO2 a ogni viaggio. Un dato che non è solo rendicontazione Esg, ma diventa leva di ottimizzazione operativa per gli operatori che gestiscono più mezzi su più turni.
Circolarità e filiera
L’impegno di Bosch verso la sostenibilità si estende al ciclo di vita dei prodotti: l’azienda investe nella rigenerazione delle drive unit, nel riciclo delle batterie e nell’adozione di materiali e packaging a minor impatto, riducendo le emissioni indirette lungo l’intera filiera logistico-produttiva.
È un approccio che risponde alle crescenti aspettative normative europee in materia di progettazione ecocompatibile dei prodotti – la direzione verso cui spinge anche il regolamento Espr – e che posiziona la collaborazione non come operazione di marketing green, ma come scelta di sistema.
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Paolo Galli
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