Iran: “Da Usa errori di valutazione per fallimenti dell’intelligence”
“Gli Stati Uniti hanno a lungo commesso errori di valutazione a causa di fallimenti dell’intelligence. Un esempio lampante: la guerra contro l’Iran. Ora, un errore di valutazione ancora più grave sullo Stretto di Hormuz“. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi. “Peggio delle fake news è la disinformazione. Fate attenzione”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran.
Ambasciatore Usa: “Assedio dei coloni è terrorismo”
“Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti“: lo scrive su X l’ambasciatore statunitense in Israele, riferendosi ai coloni israeliani che assediano l’abitazione di due famiglie palestinesi a Qusra, in Cisgiordania. “Non ci sono scuse per un comportamento così violento”, ha scritto Mike Huckabee su X. Tra le abitazioni nel mirino c’è anche una di proprietà di un cittadino statunitense.
I palestinesi assediati: “Non lasceremo le nostre case”
“Non lasceremo la nostra casa, qualunque cosa accada”: lo ha detto Aisha Abu Rida, che fa parte dei palestinesi attualmente assediati nelle loro case dai coloni israeliani che bloccano le strade e interrompono l’erogazione di acqua ed elettricità nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania. “Siamo circondati dai coloni israeliani, ma restiamo saldi”, ha detto Abu Rida, citata dai media panarabi: “Anche se dovessimo diventare martiri, chiediamo di essere sepolti nella nostra casa, affinché rimanga a testimonianza dei crimini commessi dai coloni contro di noi e contro il popolo palestinese”, ha aggiunto.
Coloni continuano ad assediare famiglie palestinesi in Cisgiordania: tagliate acqua ed elettricità
I coloni israeliani hanno assediato tre famiglie palestinesi nelle loro case in Cisgiordania, interrompendo la fornitura di acqua ed elettricità. La notizia è stata riportata sia dai media arabi che israeliani. Immagini delle telecamere di sicurezza del villaggio di Qusra, a sud di Nablus, mostrano i coloni che circondano una delle case, riferisce Al Jazeera. I residenti intrappolati hanno affermato che i soldati israeliani non sono riusciti a disperdere i coloni. Secondo quanto dichiarano i residenti l’assedio è iniziato domenica, con i coloni che hanno bloccato tutti gli accessi alla sua casa.
Nuovi blitz di militari israeliani in Cisgiordania
Le forze israeliane hanno effettuato raid nelle prime ore del mattino in tre città e villaggi del governatorato di Nablus: lo riferisce la palestinese Wafa, precisando che durante le operazioni all’alba, veicoli militari sono entrati a Burqa, situata a nord-ovest di Nablus, a Qusra, a sud, e a Salem, a est. A Burqa, le truppe israeliane hanno fatto irruzione in diverse abitazioni, arrestando numerosi palestinesi. A Qusra sono stati dispiegati veicoli militari pesanti accompagnati da un bulldozer blindato, mentre a Salem le pattuglie hanno perquisito diversi quartieri e le strade principali. Wafa ha inoltre riferito che le forze israeliane hanno arrestato cinque palestinesi provenienti dalle città di Allar, Seida e Qaffin, a nord di Tulkarem.
Hamas: “Raid israeliano su Gaza vanifica sforzi mediatori”
Hamas ha condannato Israele per il raid aereo su Gaza – il primo in oltre una settimana – che ha causato un morto e diversi feriti. In una dichiarazione ufficiale, riportata da Al-Jazeera, il movimento ha affermato che l’attacco “conferma l’insistenza dell’occupazione nel vanificare gli sforzi dei mediatori, dei garanti e del Board of Peace per raggiungere un accordo che porti a un cessate il fuoco duraturo”.
Katz: “Israele non si ritirerà da Libano, Siria e Gaza”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che il Paese “in nessuna circostanza” si ritirerà dai territori occupati in Libano, Siria e Gaza. Lo scrive Al-Jazeera, citando la testata israeliana i24. Durante una visita alle posizioni dell’esercito in prima linea nel Libano meridionale, Katz ha affermato che le forze rimarranno a tempo indeterminato in quelle che Israele definisce “zone di sicurezza” in Libano, Siria e Gaza. Israele, ricorda Al-Jazeera, occupa territori nel Libano meridionale, più della metà della Striscia di Gaza e diverse posizioni strategiche in Siria, tra cui parte del Jabal al-Sheikh, la montagna più alta del Paese.
Capo Basij: “Hormuz è sotto controllo iraniano”
Hojjatoleslam Hossein Taeb, comandante dell’organizzazione paramilitare Basij affiliata ai Pasdaran, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è “sotto il controllo e la gestione dell’Iran“. Lo riferisce al Jazeera. “Oggi si può constatare che lo Stretto di Hormuz è sotto la gestione e il controllo della Repubblica Islamica, e il nostro Paese prosegue il proprio cammino in totale sicurezza”, ha dichiarato Taeb in un intervento riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars. Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che il suo Paese aveva il “controllo totale” di quella via navigabile strategica.
“Chiazze di petrolio da navi colpite”: allarme ambientale a Hormuz
L’Iran sta combattendo contro una fuoriuscita di petrolio al largo dell’isola di Qeshm. Le immagini satellitari, scrive Bloomberg sul suo sito, mostrano una scia scura e allungata nelle acque al largo del villaggio costiero di Shib Deraz, un’area di riproduzione per le tartarughe marine embricate in via di estinzione, oltre a depositi neri sulle spiagge. L’agenzia iraniana Isna ha riferito che sono in corso le operazioni di bonifica, ma non ha specificato la fonte dell’inquinamento. Ha affermato però che i soccorritori stanno utilizzando teli assorbenti per contenerlo e raccoglierlo. TankerTrackers.com ha commentato la fuoriuscita in un post su X, suggerendo che sia il risultato di un attacco iraniano a una nave portarinfuse all’inizio di questo mese. La fuoriuscita di petrolio segnalata si verifica proprio mentre l’Oman, a sud dell’Iran, sta affrontando un’altra chiazza di petrolio vicino alla sua costa sud-orientale, dopo che una petroliera si è incagliata. Anche l’area colpita ospita una ricca fauna marina, tra cui tartarughe, delfini e balene. Scrive Reuters che la vasta fuoriuscita ha iniziato a raggiungere la costa dell’Oman, come ha confermato l’agenzia ambientale del paese, e rischia di diventare uno dei peggiori disastri al mondo degli ultimi anni, dopo essersi diffusa in gran parte incontrollata per settimane. La petroliera Caroline Bezengi, che trasportava circa 800.000 barili di petrolio russo ed era soggetta a sanzioni internazionali, si è arenata il 30 giugno. Si sta verificando una perdita vicino a un’isola che fa parte di una riserva naturale marina dell’Oman che ospita animali selvatici tra cui le megattere del Mar Arabico e i cormorani di Socotra. La nave cisterna ha segnalato per la prima volta difficoltà al largo dello Yemen l’8 giugno, dopo che fonti marittime avevano detto che sembrava essere un’esplosione. Ad aprile era salpata dal porto russo di Novorossiysk sul Mar Nero, punto critico della guerra Russia-Ucraina. L’Ucraina ha assalito la cosiddetta flotta ombra che trasportava petrolio russo, di cui fa parte la Caroline Bezengi. Secondo l’agenzia, la fuoriuscita di petrolio potrebbe interessare un tratto di costa di 40 km (25 miglia) vicino a Ras Madraka e l’isola di Masirah; la chiazza copre un’area di oltre 2.000 chilometri quadrati, secondo uno specialista consultato da Reuters.
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Redazione Esteri
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