Firenze, 29 ottobre 2026 – Supera la soglia di 1,32 miliardi di euro la DOP economy della Toscana (1,14 miliardi nel vino e 187 milioni nel food), trainando un comparto agroalimentare da 5,5 miliardi di euro. Forte del primato italiano di 90 prodotti a denominazione protetta, il settore delle IG si conferma una leva decisiva di valore per oltre 16.700 operatori; radicata, inoltre, la presenza, dell’imprenditoria femminile che vede coinvolte oltre il 30,4 % delle aziende agricole complessive. È la fotografia emersa questa mattina durante il convegno “Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni DOP e IGP”, svoltosi nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze in occasione dell’ottava edizione di BuyFood Toscana, manifestazione promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, organizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana in sinergia con la rete di Vetrina Toscana.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’assessore regionale all’Agricoltura ed Economia Leonardo Marras, del consigliere delegato della Città Metropolitana di Firenze Carlo Boni e del presidente della Camera di commercio di Firenze Massimo Manetti. La visione strategica dell’evento è stata approfondita nella sessione dedicata al network organizzativo da Gennaro Giliberti (Regione Toscana), Aldo Cursano (PromoFirenze) e Francesco Palumbo (Fondazione Sistema Toscana). I numeri del comparto sono stati illustrati nel dettaglio da Fabio Del Bravo (Direzione Filiere e Analisi dei Mercati di ISMEA), sulla base del report economico elaborato ad hoc dall’istituto per BuyFood Toscana 2026.
LA TENUTA ECONOMICA DELLE DENOMINAZIONI: IL VALORE DEL FOOD E DEL WINE. Il sistema toscano delle Indicazioni Geografiche analizzato dall’ ISMEA presidia con solidità i vertici nazionali: con 90 riconoscimenti complessivi registrati a livello europeo oltre a due spiriti, la Toscana consolida il primato italiano per patrimonio certificato. Di questi, ben 32 appartengono al comparto Food (equamente suddivisi in 16 DOP e 16 IGP), a cui si sommano 58 denominazioni vitivinicole e 2 bevande spiritose IG. La Toscana si conferma la terza regione d’Italia per impatto economico del vino IG (1,139 miliardi di euro) e si colloca stabilmente tra le prime dieci realtà del Paese per il cibo a denominazione, attestandosi a 187 milioni di euro alla produzione con un tessuto di 11.327 operatori impegnati sul territorio.
L’EXPORT AGROALIMENTARE TOSCANO TRA MERCATI GLOBALI E CANALI DELLE IG. La proiezione internazionale si conferma uno dei principali punti di forza dell’agroalimentare toscano, forte della reputazione delle sue produzioni e di una costante domanda estera di qualità. Con un valore di 3,6 miliardi di euro, la quota regionale di export agroalimentare sul totale nazionale è pari al 5% e pesa per il 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana. Nel 2025 il comparto ha registrato una contrazione del -7,8%, muovendosi in controtendenza rispetto alla media dell’agroalimentare nazionale (+4,9%) e al dato dell’export toscano complessivo (+21,3%, trainato dalla manifattura). Sull’andamento hanno pesato più che altrove le incertezze geopolitiche, le barriere tariffarie negli Stati Uniti – mercato da cui dipende quasi un quarto delle vendite toscane – e il fisiologico rientro dei prezzi dell’olio extravergine d’oliva dopo i rincari record del 2024 per carenza di prodotto. A testimoniare la tenuta e l’alto livello di distintività del paniere toscano è il confronto sui valori medi all’esportazione, con le produzioni regionali che battono la media nazionale dei prezzi in ben 7 categorie su 11, a partire dai vini fermi in bottiglia fino ai formaggi stagionati e ai prodotti di panetteria e pasticceria.
Sul piano geografico, Stati Uniti, Germania e Francia concentrano il 44,8% delle vendite estere regionali. Gli USA restano il primo sbocco (23,2% dell’export regionale e oltre l’11,2% del food&wine italiano verso il Paese): qui l’olio EVO italiano a trazione toscana presidia il 36,9% delle quote d’importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai competitor spagnoli e tunisini. In Germania (13,4% dell’export toscano), i prodotti regionali presidiano posizioni di vertice: i prodotti da forno e pasticceria sono secondi fornitori esteri (16,3% del mercato), anche i salumi e insaccati si posizionano al secondo posto con il 23,7% e i formaggi stagionati si attestano al terzo con l’11,2%.
A questo quadro si affianca l’export delle sole IG del cibo toscano, che raggiunge i 91 milioni di euro. Il 53% del valore viaggia verso i Paesi Extra-UE, trainati da Stati Uniti (34 milioni di euro), Regno Unito (6 milioni) e Canada (4 milioni). I mercati dell’Unione Europea pesano per il restante 47%, guidati da Germania (31 milioni di euro), Francia (3 milioni) e Paesi Bassi (2 milioni). Nel paniere delle denominazioni esportate spicca l’olio EVO certificato (46% del valore), seguito dai prodotti a base di carne (25%) e dai dolciari e panetteria (24%): filiere che mantengono un trend espansivo e solide prospettive di penetrazione sui mercati mondiali.
STRUTTURA PRODUTTIVA, BIOLOGICO E IL MODELLO AGRITURISTICO. Dietro il valore economico c’è un tessuto vivo di 41,5 mila imprese e 67 mila addetti tra campi e laboratori industriali, forte di un primato virtuoso: quasi un’azienda agricola su tre (il 30,4%) è guidata da donne, una presenza superiore alla media nazionale (27,8%). Una rete produttiva che custodisce 549 mila ettari di territorio, suddivisi per due terzi tra cereali e foraggi e per un quarto tra gli iconici oliveti e vigneti toscani. Su questo paesaggio la Toscana fa da battistrada europeo per la transizione ecologica: con 238 mila ettari coltivati a biologico, la quota bio tocca il 33,1% della SAU regionale (contro il 19,4% medio italiano). Un risultato che supera con largo anticipo gli obiettivi UE per il 2030, sostenuto da 13 distretti biologici e dalla seconda filiera d’Italia per aziende integrate tra coltivazione e trasformazione. A completare il modello del “buon vivere” è l’accoglienza rurale: con 5.859 strutture, la Toscana è saldamente la prima regione d’Italia per offerta agrituristica (oltre il 22% nazionale). Un turismo indissolubilmente legato alla tavola, dove la metà delle strutture produce direttamente DOP o IGP e oltre il 40% è biologico, attirando 1,4 milioni di arrivi e più di 5 milioni di presenze (per oltre il 70% internazionali) alla ricerca di esperienze autentiche a km zero.
DAL GUSTO AL BENESSERE: IL TALK SUL MODELLO TOSCANO E LA QUALITÀ MOLECOLARE. Momento centrale del confronto a Palazzo Medici Riccardi è stato il talk “Dal gusto alla destinazione: un viaggio nel viaggio”, che ha visto la conduttrice Licia Colò a confronto con l’assessore Leonardo Marras sul principio del “fare bene fa bene”: la visione in cui cura della terra, salute e tutela del paesaggio si traducono in identità e valore per chi vive e visita la Toscana, arricchita dalla testimonianza culinaria dello chef Simone Cipriani. A dare una base scientifica al binomio tra salute e territorio è stato il professor Pier Luigi Rossi (medico specialista in Scienza dell’Alimentazione e docente dell’Università di Siena), invitando a superare il mero calcolo calorico per guardare alla “qualità molecolare” del cibo. Il nostro organismo non si nutre di calorie, ma di molecole bioattive – come polifenoli e antiossidanti – capaci di favorire longevità e prevenzione. Composti che nascono dalla vitalità del terreno e da pratiche agricole non intensive, trasformando il terroir delle DOP e IGP toscane in una precisa garanzia di benessere a tavola.
SOSTENIBILITÀ, RICERCA E AREE INTERNE: IL PROGETTO SOFIG E L’ANALISI IRPET. Sul fronte della sostenibilità, il professor Giovanni Belletti dell’Ateneo fiorentino ha illustrato il progetto SOFIG, sostenuto dalla Regione Toscana che ha coinvolto la Fondazione PIN di Prato e 14 Consorzi di tutela. Un percorso concreto per dotare le filiere DOP e IGP di parametri oggettivi e condivisi con cui certificare le buone pratiche ambientali e sociali, trasformando la rendicontazione richiesta dall’Europa in un vantaggio competitivo sui mercati globali. A completare la sessione scientifica è stata l’analisi presentata da Sara Turchetti (IRPET) sul ruolo insostituibile delle Indicazioni Geografiche nelle aree interne e montane della Toscana: un presidio economico e identitario fondamentale per contrastare lo spopolamento e l’abbandono del territorio, la cui efficacia si moltiplica quando la tutela della denominazione si integra in reti di cooperazione locale, servizi diffusi e turismo enogastronomico.
GLI ANNIVERSARI DEI CONSORZI: DA 10 A 30 ANNI DI ECCELLENZA. La mattinata ha celebrato il lavoro, la continuità e la reputazione dei Consorzi di tutela toscani con la consegna degli attestati di riconoscimento per gli anniversari di fondazione e riconoscimento delle denominazioni. Traguardo storico dei trent’anni per sei pilastri dell’enogastronomia regionale: Pecorino Toscano DOP, Prosciutto Toscano DOP, Pecorino Romano DOP, Farro della Garfagnana IGP, Marrone del Mugello IGP e Fungo di Borgotaro IGP/DOP. Riconoscimento per i venticinque anni ai Salamini Italiani alla Cacciatora DOP, affiancato dai quindici anni raggiunti da Farina di Castagne della Lunigiana DOP e Olio Extravergine di Oliva Seggiano DOP. A chiudere la cerimonia sono stati infine i riconoscimenti per il primo decennio di tutela conferiti a Cantuccini Toscani IGP (AssoCantuccini), Pane Toscano DOP e Mortadella di Prato IGP.
BuyFood Toscana 2026 è un evento di Regione Toscana in accordo con Camera di Commercio di Firenze, organizzato da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana. L’evento, alla sua ottava edizione, si avvale della sinergia di Vetrina Toscana, il progetto della Regione, in collaborazione con Unioncamere Toscana, che promuove il turismo enogastronomico; con la regia di Toscana Promozione Turistica coadiuvata da Fondazione Sistema Toscana.
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