Ecco come ho imparato a proteggere la mia pelle dal sole: non solo d’estate, ma durante tutto l’anno. Lo consigliano anche gli esperti della Lilt
Da ragazzina le mie lentiggini erano il segno dell’estate. Comparivano sul naso e sugli zigomi dopo i primi giorni al mare, leggere, quasi dorate, e ne andavo fiera: le consideravo una specie di abbronzatura personale, qualcosa di innocuo, quasi romantico.
Non avrei mai immaginato che, con il passare degli anni, quelle stesse macchioline sarebbero diventate qualcosa di diverso: chiazze irregolari, ombre scure sulla pelle, segni difficili da mandare via.
Il cambiamento è stato lento. All’inizio non ci facevo caso. Una macchia in più sulla fronte, una zona più scura vicino agli zigomi, il colorito non uniforme dopo l’estate. Pensavo fosse normale.
In fondo, prendevo il sole da sempre e, come molti della mia generazione, ero cresciuta con l’idea che una pelle abbronzata fosse sinonimo di salute. La protezione solare era quasi un dettaglio: la mettevo i primi giorni al mare, poi passavo rapidamente agli oli abbronzanti, convinta che “ormai la pelle fosse abituata“.
La verità è che la pelle non si abitua mai davvero al sole. Semplicemente accumula danni. L’ho capito quando una dermatologa mi ha spiegato cosa stava succedendo sul mio viso.
Le lentiggini sono una risposta genetica alla luce solare: chi le ha, possiede cellule che producono melanina in modo irregolare quando vengono colpite dai raggi Uv. Per anni ho interpretato quel fenomeno come qualcosa di estetico, quasi tenero. In realtà era un segnale di sensibilità cutanea.
Con il tempo, però, non erano più solo lentiggini. Erano discromie, melasma, iperpigmentazioni causate da un’esposizione solare continua e spesso sottovalutata.
Come proteggere la pelle dai raggi solari
Il sole, soprattutto oggi, non è più quello di trent’anni fa. Le estati sono più lunghe, le temperature più alte, i raggi Uv più aggressivi e l’esposizione è continua anche in città.
Non serve stare sdraiati in spiaggia per danneggiare la pelle: basta camminare (faccio tante passeggiate), andare in bici (mi muovo tutto l’anno sulle due ruote), pranzare all’aperto o lavorare vicino a una finestra.
La parte più difficile da accettare è stata capire che il danno non è solo estetico. Le macchie sono un campanello d’allarme. Ogni volta che la pelle cambia colore, produce melanina in eccesso o si infiamma, sta cercando di difendersi. E quando questa difesa viene sollecitata troppo spesso, il rischio di invecchiamento precoce aumenta enormemente.
Ho iniziato allora a guardare la mia pelle in modo diverso. Non come una superficie da colorare con l’abbronzatura, ma come un organo che ha memoria. Una memoria lunghissima.
Oggi so che il sole emette diversi tipi di raggi ultravioletti. Gli UvB sono quelli che provocano scottature, quelli che sentiamo immediatamente sulla pelle. Gli UvA, invece, penetrano più in profondità, accelerano l’invecchiamento cutaneo e contribuiscono alla formazione di macchie e rughe.
Sono presenti tutto l’anno, anche quando il cielo è nuvoloso. Per molto tempo mi sono protetta solo dal caldo, senza capire che il vero problema era la radiazione invisibile.
La mia rivoluzione personale è partita da un gesto semplicissimo: usare la crema solare ogni giorno, non soltanto al mare. Negli ultimi mesi sto usando spesso formule leggere e ad alta protezione come Heliocare 360° Water Gel Color Spf50+, che mi aiutano a proteggere la pelle senza avere quella sensazione pesante che mi faceva rinunciare alla protezione quotidiana.
All’inizio mi sembrava eccessivo. Poi ho scoperto che la protezione quotidiana è l’unico modo efficace per prevenire nuove macchie e rallentare l’invecchiamento cutaneo.
Ho imparato a scegliere filtri ad ampio spettro, capaci di proteggere sia dagli UvA sia dagli UvB, con Spf alto, soprattutto sul viso.
Mi piacciono le texture che riescono anche a uniformare leggermente l’incarnato, perché rendono più facile usare la protezione tutti i giorni senza dover aggiungere troppo make-up.
Per questo alterno spesso le due tonalità di Heliocare 360° Water Gel Color Spf50+, Beige e Bronze, a seconda della stagione e del colore della pelle. Ho smesso di considerare la crema solare un prodotto da vacanza e ho iniziato a trattarla come parte della skincare quotidiana, esattamente come il detergente o la crema idratante.
Ma la protezione non finisce lì. Ho anche capito che la scelta del prodotto cambia molto a seconda del tipo di pelle e delle esigenze del momento. Nei periodi in cui la mia pelle diventa più lucida o compaiono piccole imperfezioni, preferisco formule specifiche come Heliocare 360° Acnimat Spf50+, pensato proprio per le pelli miste e a tendenza acneica. La differenza, per me, sta soprattutto nella leggerezza e nell’effetto opacizzante che dura per ore senza appesantire il viso.
Adottare comportamenti più prudenti al sole
Ho cambiato anche il mio rapporto con l’esposizione al sole. Evito le ore centrali della giornata, cerco l’ombra, uso cappelli a tesa larga e occhiali da sole. In estate tengo sempre una protezione in borsa, perché il sole colpisce anche mentre faccio commissioni o bevo un caffè all’aperto.
E poi c’è un aspetto di cui si parla ancora troppo poco: il sole amplifica tutto. Amplifica le infiammazioni, gli effetti di alcuni farmaci, le conseguenze di trattamenti estetici aggressivi, persino lo stress ossidativo provocato dall’inquinamento urbano.
Vivere in città non significa essere al sicuro. Anzi, la combinazione tra raggi Uv e smog può aumentare la comparsa di macchie e accelerare il deterioramento della pelle.
Per anni ho pensato che la pelle fosse qualcosa da correggere dopo l’estate. Oggi ho capito che va protetta prima. Sempre. Non rincorro più l’abbronzatura perfetta. Ho smesso di associare il colorito scuro all’idea di benessere.
Preferisco una pelle meno abbronzata ma sana, uniforme, meno stressata. E soprattutto ho smesso di considerare le macchie come un semplice problema estetico: sono una forma di linguaggio del corpo.
La cosa sorprendente è che, da quando mi proteggo davvero, la mia pelle sembra persino più luminosa. Non perché sia perfetta, ma perché non è costantemente infiammata. Le macchie non sono sparite del tutto, alcune restano, ma hanno smesso di peggiorare.
Forse è questo il vero cambio di prospettiva che dovremmo fare tutti: il sole non è un nemico, ma non è neppure innocuo. Ne abbiamo bisogno per il nostro equilibrio, per la vitamina D, per il buonumore, per il ritmo sonno-veglia. Però dobbiamo imparare a frequentarlo con rispetto.
Io ci ho messo anni per capire che quelle lentiggini così amate erano anche un messaggio. La mia pelle mi stava dicendo che era fragile, sensibile, esposta.
Inoltre, giusto per essere sicura di quello che sto facendo, mi sono recata da Lilt – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che, proprio in collaborazione con Heliocare, ha offerto visite dermatologiche gratuite.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
M.Cristina Ceresa
Source link






