Tiziano Ferro è tornato negli stadi, ma una parte dei social ha scelto di guardare altrove. Non la scaletta, non l’emozione del ritorno dal vivo, non il rapporto con un pubblico che lo segue da più di vent’anni. No. Il bersaglio è diventato il corpo. Il tour è partito sabato 30 maggio dallo Stadio Guido Teghil di Lignano Sabbiadoro, ma dopo le prime foto online il discorso si è spostato dall’esibizione all’aspetto fisico del cantante. Peso, forma, immagine. Come se chi sale su un palco dovesse presentarsi anche al tribunale estetico di chi guarda dal telefono.
Comunque questa moda che avete iniziato di criticare Tiziano Ferro deve finire subito! Ora!
Quando volete la comprensione ce l’avete in massa ma non può essere a intermittenza!pic.twitter.com/diIYbOZ5xq— Alea Iacta Est 💋 (@aleaiactaest_mk) June 1, 2026
Poi è arrivato il secondo fronte: la voce. Una clip di Xdono è stata usata per sostenere che Ferro non fosse più quello di un tempo. Secondo molti fan, però, quel brano arrivava alla fine della scaletta, dopo oltre trenta canzoni. Una parte meno precisa di un concerto lungo è diventata materiale da processo pubblico. E lì la critica cambia pelle: non più valutazione, ma voglia di colpire. La voce è diventata un pretesto, il corpo il vero campo di battaglia. La critica a una performance ci sta. Il body shaming, no. Sono due cose diverse, anche se sui social molti fanno finta di non capirlo.
A 46 anni, Tiziano Ferro, con un nodulo a una corda vocale, riesce a tenere uno show di due ore e mezza, completo di balli, scenografia e intrattenimento. Eppure, un utente X sui social lo massacrerà perché, dopo aver eseguito 31 canzoni affanna e stona.
Non siete reali.
— Nina 🪻 DINNER PARTY (@escapewithoran) June 3, 2026
Shade lo dice senza girarci intorno
A intervenire è stato Shade, che su X ha fotografato bene il clima:
Madonna certo che su sto social la gente è fissata coi corpi delle cantanti e dei cantanti, chissà che drammi irrisolti avete per commentare con così tanta cattiveria manco vi avessero fatto qualcosa di personale.
Sotto il suo post è arrivato anche Paolo Giordano, giornalista e critico musicale, con una nota sull’incoerenza di chi insulta e poi si indigna quando l’insulto tocca il proprio idolo:
Quasi tutta gente che qui dice le peggio cose ma poi si indigna per le battutine degli altri, naturalmente.
Ed è qui che il discorso smette di riguardare solo Tiziano Ferro. Perché il punto non è difendere un cantante famoso da ogni critica. Il punto è capire perché, appena un artista cambia fisicamente, ingrassa, dimagrisce, invecchia, si stanca, il pubblico si sente autorizzato a misurarlo come merce esposta.
Madonna certo che su sto social la gente è fissata coi corpi delle cantanti e dei cantanti, chissà che drammi irrisolti avete per commentare con così tanta cattiveria manco vi avessero fatto qualcosa di personale.
— SHADE (@thetrueshade) June 1, 2026
Una ferita che non nasce oggi
Nel caso di Tiziano Ferro la questione pesa di più perché il rapporto con il corpo non è mai stato un dettaglio marginale. Il titolo dell’album 111 rimandava ai chili raggiunti da adolescente, e dentro quella storia c’erano bullismo, vergogna, fatica, accettazione. Ridurre oggi tutto a una battuta sul peso significa ignorare una biografia che il cantante ha già trasformato in musica. Quando un artista racconta una ferita, il pubblico applaude. Quando quella ferita torna visibile, una parte dello stesso pubblico la usa come bersaglio.
ma io mi chiedo prima di scrivere certe cose pubblicamente accendete il cervello per qualche secondo? non mi sembra difficile, i commenti sul fisico di tiziano ferro e quelli su emma, ma nella vita fate così con chi conoscete? spero di non avere mai a che fare con gente così
— Marti 🪴🪴 (@ddisgustata) June 2, 2026
Emma Marrone e quel “mettiti a dieta”
Nelle stesse ore, anche Emma Marrone è tornata a rispondere a chi ha pensato bene di commentare il suo corpo. Una utente le ha scritto: “Mettersi a dieta no?“. Emma ha replicato:
Sì Anna, mandami la tua! Intanto corro verso la vastità che me ne frega dell’ossessione che hai per il mio corpo.
Quando l’utente ha provato a ridimensionare tutto parlando di semplice osservazione, Emma ha chiuso il discorso: “Non c’è niente di innocente nel criticare la gente sui social“.
Ecco, basterebbe questa frase. Perché il problema è tutto lì: certi commenti vengono travestiti da opinioni, da consigli, da ironia, da sincerità brutale. Ma non c’è nessuna sincerità nel dire a una donna di mettersi a dieta sotto un video. C’è solo l’abitudine antica a considerare il corpo un luogo pubblico, una stanza aperta dove chiunque entra e può dire ciò che vuole.
Emma non è nuova a questi attacchi. Negli anni le hanno commentato le gambe, il peso, l’addome, la forma fisica. Quando è dimagrita, sono arrivate altre insinuazioni, comprese quelle sull’Ozempic. A quel punto la trappola diventa perfetta: se ingrassi sei trascurata, se dimagrisci devi giustificarti.
Noemi, Arisa, Pausini: stesso copione
Ma quelli di Tiziano Ferro ed Emma purtroppo non sono casi isolati. Noemi, ospite di Belve, aveva raccontato quanto l’avesse ferita un meme nato a Sanremo 2018, in cui veniva accostata a Michelle Hunziker: “Sui social mi presero in giro, c’era una foto che vedeva me in sovrappeso affiancata a Michelle bellissima. Ho pianto tanto, mi sono sentita ferita“. Prima il corpo era “troppo”, poi quando è cambiato sono arrivati altri sospetti, altri giudizi.
Arisa è finita in una dinamica simile ma rovesciata: non più “troppo grassa”, ma “troppo magra”. Prima il corpo era giudicato perché non aderiva a un certo modello, poi perché sembrava aderirvi troppo. Il messaggio resta identico: il corpo dell’artista non appartiene mai del tutto a chi lo abita. Negli ultimi mesi i social hanno rilanciato commenti come “È evidente che non sta bene“, “Troppo magra in poco tempo” e insinuazioni sull’Ozempic. Lei ha risposto con ironia secca: “Accusata da chi? Non ho saputo niente“.
Anche Laura Pausini è stata letta attraverso il filtro del corpo. Quando è apparsa dimagrita, il cambiamento è diventato subito argomento pubblico: curiosità, insinuazioni, bisogno di sapere “come”. Lei ha spiegato di essersi affidata a un dietologo, all’allenamento e a un percorso seguito nel tempo, senza punture o scorciatoie. Ma il meccanismo resta lo stesso: una donna cambia e il suo corpo diventa notizia prima ancora della sua voce.
La musica non si pesa sulla bilancia
Tiziano Ferro, Emma, Noemi, Arisa, Laura Pausini: nomi diversi, stesso copione. Cambia il corpo, cambia il genere, cambia la fase della carriera, ma il giudizio torna lì. Alla pancia, al viso, alle braccia, alla magrezza, al peso preso o perso. Come se la musica non bastasse mai.
Non serve fare la predica. Basta guardare il riflesso: siamo bravissimi a dire che certe cose non si fanno più, poi appena compare una foto scomoda ripartiamo da capo. Con parole nuove, piattaforme nuove, cattiveria vecchissima. Il body shaming oggi non ha più solo una direzione. Non colpisce soltanto chi prende peso. Colpisce chi dimagrisce, chi cambia, chi invecchia, chi mostra stanchezza, chi non somiglia più all’immagine che il pubblico aveva archiviato in testa.
Non impariamo mai
Il caso Tiziano Ferro, la risposta di Emma Marrone, le ferite raccontate da Noemi, le accuse ad Arisa, le domande a Laura Pausini dicono la stessa cosa: il corpo degli artisti continua a essere trattato come un’estensione dello spettacolo. E invece no. Un concerto si può criticare. Una voce si può discutere. Una performance può piacere o non piacere. Ma il corpo non è una recensione. Il fatto che nel 2026 serva ancora dirlo è forse la parte più stancante di tutta questa storia.
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Rebecca Manzi
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