#Finsubito news – Scuola, tra precariato e mobilità negata: undici anni di attesa per i docenti A-46


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani considera la crescente mobilitazione degli insegnanti la manifestazione di una crisi che non può più essere ricondotta a una generica insoddisfazione professionale. Dopo anni di procedure concorsuali, percorsi abilitanti onerosi e reiterate modifiche delle modalità di accesso all’insegnamento, il sistema scolastico continua a dipendere dal lavoro di personale precario senza riuscire a tradurre il fabbisogno effettivo in una programmazione stabile delle assunzioni.

La contraddizione è evidente. Ai docenti vengono richiesti titoli, specializzazioni e investimenti economici considerevoli, mentre le prospettive occupazionali rimangono subordinate a procedure che si sovrappongono e a decisioni amministrative discontinue. Non si può pretendere una qualificazione professionale sempre più elevata senza garantire regole trasparenti e una pianificazione coerente delle opportunità di impiego.

A questa condizione si aggiunge una questione altrettanto grave, che il Coordinamento denuncia da anni e che riguarda insegnanti già assunti a tempo indeterminato, ma ancora impossibilitati a ricongiungersi stabilmente alle proprie famiglie. Particolarmente significativa è la situazione dei docenti della classe di concorso A-46, Scienze giuridico-economiche, soprattutto di coloro che sono stati immessi in ruolo attraverso il piano straordinario previsto dalla legge 107/2015.

A undici anni da quelle assunzioni, numerosi insegnanti continuano a prestare servizio lontano dalla propria regione di residenza, senza prospettive concrete di trasferimento. Le limitate disponibilità territoriali hanno determinato una condizione di immobilità sostanziale, accompagnata da costi per doppie abitazioni, spostamenti continui e difficoltà nell’assolvimento delle responsabilità familiari. Una procedura straordinaria di reclutamento non può continuare a produrre conseguenze personali ed economiche così prolungate senza che vengano predisposti strumenti correttivi adeguati.

Il CNDDU richiama pertanto l’attenzione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulla necessità di affrontare specificamente la condizione della classe A-46. La possibilità formale di partecipare alle procedure di mobilità non costituisce una risposta sufficiente quando, per oltre un decennio, le disponibilità effettive impediscono il rientro. Occorre verificare le cause della persistente insufficienza dei posti, individuare margini di riequilibrio territoriale e introdurre misure che riconoscano il peso della permanenza fuori regione e delle esigenze documentate di ricongiungimento familiare.

Sul versante del reclutamento, il CNDDU conferma la posizione già espressa a sostegno dell’impostazione del doppio canale proposta da Mario Pittoni, ritenendo indispensabile che tale prospettiva trovi attuazione attraverso disposizioni chiare, compatibili con il quadro normativo europeo e accompagnate da adeguate risorse finanziarie. La valorizzazione delle graduatorie e dell’esperienza professionale deve conciliarsi con la tutela delle posizioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi, evitando contrapposizioni tra categorie di lavoratori che condividono la medesima esigenza di stabilità occupazionale.

Un intervento altrettanto necessario riguarda il sostegno, dove il ricorso reiterato a contratti temporanei per esigenze strutturali continua a compromettere la continuità didattica. Il CNDDU ribadisce inoltre la richiesta di revisione della riserva del 15 per cento collegata al servizio civile nelle procedure concorsuali scolastiche, affinché il riconoscimento di tale esperienza sia adeguatamente contemperato con la valorizzazione delle qualificazioni professionali e del servizio di insegnamento già prestato.

La soluzione di queste criticità richiede una revisione delle priorità finanziarie. Il Coordinamento propone l’istituzione, nell’ambito della legge di Bilancio 2027, di un fondo pluriennale aggiuntivo per il reclutamento e la stabilizzazione del personale scolastico, con una dotazione iniziale di almeno 300 milioni di euro annui, da adeguare al fabbisogno accertato. A tale intervento dovrà affiancarsi uno stanziamento iniziale di 30 milioni di euro annui per un fondo temporaneo destinato a sostenere parte delle spese documentate di doppia residenza e di viaggio dei docenti che, dopo oltre dieci anni di permanenza fuori dalla provincia di ricongiungimento, continuano a non poter rientrare presso le proprie famiglie. Entrambe le misure dovranno essere accompagnate da una quantificazione tecnica dei relativi oneri.

Le coperture dovranno essere individuate attraverso un riesame delle priorità di bilancio, valutando anche gli incrementi programmati della spesa militare e l’efficacia delle agevolazioni fiscali esistenti. I vincoli finanziari non possono essere richiamati senza un confronto trasparente sulle alternative disponibili e sulle conseguenze economiche delle attuali disfunzioni organizzative.

Il CNDDU propone al ministro Valditara di avviare, entro il 31 gennaio 2027, una ricognizione nazionale delle richieste di trasferimento reiteratamente inevase, con particolare riferimento ai docenti A-46 assunti ai sensi della legge 107/2015. Sulla base dei risultati, dovrà essere predisposto entro marzo 2027 un piano straordinario pluriennale di mobilità, con prime misure applicabili dall’anno scolastico 2027/2028, che individui le effettive possibilità di rientro, gli strumenti di mobilità annuale utilizzabili e gli eventuali correttivi normativi necessari.

Il piano dovrà prevedere criteri trasparenti che valorizzino la durata della permanenza fuori regione e le condizioni familiari documentate, nel rispetto delle precedenze vigenti, accompagnati da un monitoraggio pubblico delle domande accolte e delle posizioni ancora irrisolte. Tale impostazione consentirebbe di superare una gestione esclusivamente annuale delle istanze, introducendo obiettivi verificabili e responsabilità amministrative definite.

Dopo undici anni, la condizione dei docenti A-46 non può essere ulteriormente affidata alla disponibilità occasionale di posti e alla reiterazione delle medesime domande di trasferimento. Il CNDDU chiede al ministro Valditara un impegno formale che preveda, oltre alla ricognizione delle posizioni ancora irrisolte, la definizione di un obiettivo triennale di progressiva riduzione delle situazioni di mancato ricongiungimento, con indicazione delle risorse necessarie e pubblicazione annuale dei risultati.

La responsabilità delle istituzioni non si esaurisce nell’aver garantito un’assunzione attraverso il piano straordinario del 2015. Occorre intervenire sulle conseguenze che quella scelta continua a produrre, rendendo finalmente misurabile l’efficacia delle soluzioni adottate. In assenza di un programma finanziato e di scadenze vincolanti per l’amministrazione, il permanere dell’immobilità territoriale non potrà più essere ricondotto soltanto alla carenza di disponibilità, ma dovrà essere valutato anche come il risultato di una programmazione che, per oltre un decennio, non è riuscita a correggere una criticità ampiamente conosciuta.

prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU


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