La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 12 milioni di euro per sostenere investimenti in efficienza energetica, autoconsumo e produzione da fonti rinnovabili. Due strumenti già operativi per aiutare le imprese a ridurre consumi, costi e dipendenza dai mercati energetici
Per molte imprese il costo dell’energia non è più soltanto una voce di bilancio da monitorare.
È diventato un fattore che può incidere direttamente su marginalità, capacità di investimento e competitività.
In questo scenario si inserisce il pacchetto da 12 milioni di euro messo in campo dalla Regione Emilia-Romagna attraverso due strumenti complementari finanziati dal Programma FESR 2021-2027: il Fondo Energia, con 9 milioni ancora disponibili, e il bando da 3 milioni di euro per la realizzazione di impianti fotovoltaici su pensiline, destinati all’autoconsumo.
ENERGIA PIÙ CARA, COMPETITIVITÀ PIÙ ESPOSTA
Il contesto rende il tema particolarmente rilevante.
Nei primi nove mesi del 2026 il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è risultato circa il 35% più elevato rispetto alla Germania, mentre il gas ha raggiunto i livelli più alti dalla fine del 2022.
Per un’impresa manifatturiera o energivora, ridurre i consumi e aumentare la quota di energia autoprodotta significa quindi intervenire direttamente sulla propria esposizione alle oscillazioni dei mercati.
L’efficienza energetica assume così un valore che va oltre la sostenibilità ambientale: diventa una vera scelta industriale.
FONDO ENERGIA: FINANZIAMENTI FINO A 1 MILIONE DI EURO
La Sezione Energia del Fondo Multiscopo sostiene investimenti finalizzati alla riduzione dei consumi e delle emissioni, alla produzione di energia rinnovabile per autoconsumo e alla transizione verso modelli produttivi più efficienti.
Tra gli interventi finanziabili rientrano:
- efficientamento energetico dei processi produttivi;
- impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo;
- sistemi avanzati per il monitoraggio dei consumi;
- sistemi di gestione dell’energia conformi alla ISO 50001;
- interventi di adeguamento sismico nelle aree previste;
- investimenti in tecnologie e macchinari per il riciclo degli scarti e l’economia circolare;
- progetti di condivisione di infrastrutture e impianti tra più imprese.
Il finanziamento può essere compreso indicativamente tra 25.000 euro e 1 milione di euro e può coprire fino al 100% dell’investimento complessivo, con una durata massima di 8 anni e la possibilità di un periodo di preammortamento fino a 18 mesi.
Il finanziamento combina una quota pubblica a tasso zero e una quota privata alla quale viene applicato il tasso previsto dagli intermediari convenzionati.
UN CONTRIBUTO ANCHE PER LE SPESE TECNICHE
La Sezione Energia prevede inoltre un contributo a fondo perduto per le spese tecniche sostenute per la preparazione e la realizzazione dell’investimento.
Possono rientrare, ad esempio, audit e diagnosi energetiche, progettazione, direzione lavori e collaudo.
L’importo massimo del contributo non può superare il 12,5% della quota pubblica del finanziamento. Il contributo effettivamente riconosciuto dipende comunque dalle spese tecniche ammissibili, effettivamente sostenute e documentate.
FOTOVOLTAICO SULLE PENSILINE
Accanto al Fondo Energia, il secondo strumento mette a disposizione 3 milioni di euro per le PMI che intendono realizzare nuovi impianti fotovoltaici su pensiline a copertura di parcheggi esistenti o nuovi parcheggi realizzati su aree già impermeabilizzate.
Gli impianti possono essere integrati con sistemi di accumulo e l’energia prodotta deve essere destinata all’autoconsumo.
L’agevolazione è concessa a fondo perduto fino al 35% della spesa, elevabile al 40% in presenza delle premialità previste, per un massimo di 100.000 euro.
IL VALORE STA NELLA STRUTTURA DELL’OPERAZIONE
Per le imprese il punto non è però soltanto individuare un incentivo disponibile.
Un investimento energetico può coinvolgere impianti, processi produttivi, immobili, macchinari e struttura finanziaria dell’azienda. Per questo la convenienza deve essere valutata mettendo insieme costo iniziale, risparmio atteso, tempi di ritorno, sostenibilità finanziaria e possibilità di utilizzare più strumenti agevolativi.
Il Fondo può infatti essere cumulato con ulteriori contributi pubblici, nel rispetto delle regole previste dalle singole misure, dei limiti di intensità dell’aiuto e del divieto di doppio finanziamento sulle medesime spese.
«Oggi un investimento in efficienza energetica non può essere valutato soltanto in termini di risparmio sulla bolletta. Va letto dentro una strategia finanziaria più ampia, considerando costo dell’intervento, tempi di ritorno, impatto sui flussi di cassa e possibilità di integrare strumenti agevolativi differenti. La presenza di fondi, contributi e finanziamenti a condizioni favorevoli può migliorare sensibilmente la sostenibilità dell’operazione, ma il punto resta costruire un investimento coerente con le reali esigenze dell’impresa e con la sua capacità finanziaria».
Francesco Maccione, Responsabile Area Credito e Finanza Agevolata di B.More
PRIMA DI INVESTIRE, SERVE UNA VALUTAZIONE
La documentazione del Fondo richiede particolare attenzione alla sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione, alla capacità di rimborso e alla coerenza tra l’investimento previsto e i risultati energetici attesi.
Prima di procedere è quindi opportuno predisporre un quadro chiaro dell’intervento, dei costi, delle spese tecniche, degli eventuali altri incentivi già richiesti e dei risparmi energetici ed economici attesi.
B.More, attraverso l’Area Credito e Finanza Agevolata, affianca cooperative e imprese nella verifica dei requisiti, nell’analisi dell’investimento, nella valutazione della sostenibilità finanziaria e nella costruzione della struttura agevolativa più adatta.
Perché ridurre il costo dell’energia non significa soltanto spendere meno: significa rendere l’impresa meno esposta, più efficiente e più competitiva nel tempo.
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