Cresce la domanda globale di elettricità, rinnovabili al centro


Industria, data center e gran caldo guidano i consumi, con le rinnovabili al 37% del mix energetico globale. Pesa la crisi di Hormuz

La transizione energetica globale sta entrando in una nuova fase. Non è più soltanto una questione di sostituire combustibili fossili con fonti pulite, ma di gestire una domanda di elettricità che cresce più rapidamente dell’economia mondiale. L’elettrificazione dei trasporti, dell’industria e degli edifici, insieme all’esplosione dei consumi digitali e dell’intelligenza artificiale, sta inaugurando quella che l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) definisce ormai la Age of Electricity.

Secondo il nuovo aggiornamento semestrale dell’IEA, il consumo globale di elettricità raggiungerà 30.700 TWh nel 2027, rispetto ai 28.600 TWh del 2025, con una crescita del 3,6% nel 2026 e del 3,8% nel 2027, in accelerazione rispetto al +3% registrato nel 2025.

La tendenza appare strutturale. Tuttavia, il quadro resta attraversato da profonde incertezze: tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi del gas, resilienza delle reti elettriche, integrazione delle rinnovabili e disponibilità di sistemi di accumulo determineranno la velocità della transizione nei prossimi anni.

La domanda di elettricità cresce più dell’economia mondiale. I driver: industria, eMobility, condizionatori, data center

L’aumento dei consumi non dipende più soltanto dalla crescita economica. Negli ultimi anni si sono affermati nuovi fattori strutturali destinati a sostenere la domanda elettrica per decenni.

Tra i principali driver figurano:

  • elettrificazione dei processi industriali;
  • diffusione dei veicoli elettrici;
  • incremento dell’uso di condizionatori dovuto alle ondate di calore;
  • crescita delle pompe di calore;
  • espansione dei data center e delle infrastrutture digitali;
  • maggiore diffusione di apparecchiature elettriche nelle economie emergenti.

Il fenomeno riguarda praticamente tutte le grandi economie, anche se con intensità differenti. Negli Stati Uniti la crescita rimane vicina al 2%, sostenuta soprattutto dai data center, dalla climatizzazione e dalla ripresa manifatturiera.

L’Unione europea torna invece a crescere intorno al 2%, grazie all’elettrificazione dell’economia, a un inverno più rigido e alle elevate esigenze di raffrescamento durante le sempre più frequenti ondate di calore.

Sono però Cina e India a ridisegnare gli equilibri energetici mondiali.

Cina: digitale, industria e mobilità elettrica spingono la domanda

La Cina mantiene il ruolo di principale motore della crescita elettrica globale. Nel 2026 i consumi dovrebbero aumentare del 5,5%, in accelerazione rispetto al 5,2% del 2025.

La crescita è alimentata da tre fattori principali:

  • rafforzamento dell’attività manifatturiera;
  • continua espansione della mobilità elettrica;
  • incremento della domanda di energia per infrastrutture digitali e industria ad alta tecnologia.

Il sistema elettrico cinese continua inoltre a installare capacità rinnovabile a ritmi senza precedenti, rafforzando la propria leadership mondiale nel fotovoltaico e nell’eolico.

Il boom dell’India

L’India rappresenta probabilmente il caso più significativo del 2026. Dopo il modesto +1,6% del 2025, dovuto a un monsone anticipato che aveva ridotto i consumi elettrici, la domanda torna a crescere del 7%. L’espansione riflette sia il rapido sviluppo economico sia l’aumento dell’elettrificazione del Paese.

Allo stesso tempo, l’India continua a puntare su un mix energetico diversificato, nel quale convivono rinnovabili, carbone e nucleare, con l’obiettivo di garantire sicurezza energetica durante una fase di forte crescita della domanda.

Le rinnovabili superano il carbone al 37% del mix energetico globale

L’elemento più rilevante del nuovo scenario delineato dall’IEA, ma anche da precedenti studi, riguarda il lato dell’offerta. Per la prima volta nella storia, nel 2026 la produzione mondiale di elettricità da fonti rinnovabili supererà quella generata dal carbone.

Dopo aver raggiunto una sostanziale parità nel 2025, le rinnovabili cresceranno di oltre l’8% nel 2026, portando la loro quota sul mix elettrico mondiale dal 33% del 2025 al 37% entro il 2027. Si tratta di un cambiamento destinato a modificare profondamente la struttura del sistema elettrico globale. Nel nostro Paese questo dato sale al 41% secondo dati del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

A trainare questa crescita è soprattutto il fotovoltaico, che continua a rappresentare la tecnologia con il più elevato ritmo di espansione. Nel solo 2026 la produzione da impianti solari aumenterà di circa 600 TWh, un incremento analogo al record registrato nel 2025.

Il sorpasso sull’eolico renderà il fotovoltaico la seconda fonte rinnovabile mondiale, alle spalle soltanto dell’idroelettrico.

Gas naturale sotto pressione a causa della crisi di Hormuz, il carbone torna temporaneamente a crescere

La transizione energetica non procede però in modo lineare. La crisi geopolitica nello Stretto di Hormuz, che ha temporaneamente sottratto al mercato circa il 20% delle forniture mondiali di GNL, ha provocato un forte aumento dei prezzi del gas naturale.

Asia ed Europa hanno registrato le quotazioni più elevate dalla crisi energetica del 2022-2023. Il risultato è stato un temporaneo ritorno al carbone in diversi Paesi. Secondo l’IEA, nel 2026 la produzione elettrica da gas rimarrà sostanzialmente stabile, mentre quella da carbone crescerà per effetto della sostituzione del combustibile più costoso.

Solo nel 2027 il gas dovrebbe tornare ad aumentare, a condizione che il contesto geopolitico si stabilizzi e che entrino in funzione nuovi impianti di liquefazione, soprattutto in Nord America.

Anche il nucleare torna a crescere, ma restano i dubbi

Tra le fonti a basse emissioni, continua anche il rilancio del nucleare. Nel 2026 la crescita sarà moderata a causa dei ritardi nell’entrata in esercizio di nuovi reattori e di numerosi interventi di manutenzione.

Nel 2027, invece, la produzione nucleare dovrebbe aumentare di oltre il 4%, grazie soprattutto:

  • ai nuovi impianti in Cina e India;
  • all’elevata disponibilità del parco francese;
  • alla stabilità della produzione statunitense;
  • al completamento di diversi progetti rimasti in ritardo.

Il nucleare continua così a rafforzare il proprio ruolo come fonte programmabile a basse emissioni, complementare allo sviluppo delle rinnovabili. Rimangono i nodi delle tempistiche, ancora molto incerte nel completamento dei progetti, dei costi, sempre crescenti rispetto alle stime iniziali, e non ultimo delle materie prime (da dove prenderemo tutto l’uranio arricchito di cui abbiamo bisogno per portare avanti i tanti progetti annunciati? A chi ci rivolgeremo? Alla Russia?).

CO2 in lieve aumento, ma la decarbonizzazione rallenta

Sul fronte climatico il quadro resta più complesso. Le emissioni di CO2 del settore elettrico aumenteranno ancora di circa l’1% nel 2026, prima di stabilizzarsi nel 2027.

L’aumento è dovuto principalmente alla temporanea sostituzione del gas con il carbone e agli effetti meteorologici che hanno richiesto maggiore produzione da fonti fossili nella prima parte dell’anno.

L’IEA ritiene tuttavia che dal 2027 in poi la crescita combinata di rinnovabili, nucleare e gas naturale consentirà di soddisfare l’aumento della domanda senza ulteriori incrementi significativi delle emissioni.

La vera sfida non è più produrre energia, ma gestire il sistema

Il rapporto mette in evidenza come il problema principale non sia ormai la disponibilità di capacità di generazione, bensì la capacità dei sistemi elettrici di integrare quote sempre maggiori di produzione variabile.

L’espansione delle rinnovabili richiede infatti investimenti massicci in:

  • reti di trasmissione e distribuzione;
  • sistemi di accumulo, in particolare batterie;
  • flessibilità della domanda;
  • digitalizzazione delle reti;
  • meccanismi di prezzo più efficienti.

L’aumento delle ore con prezzi elettrici negativi in mercati come Spagna, California e South Australia dimostra come la disponibilità di energia rinnovabile non coincida automaticamente con un sistema efficiente. Quando produzione e consumi non sono sincronizzati, cresce il valore economico dello stoccaggio, della risposta della domanda e della gestione intelligente della rete.

Verso l’Età dell’Elettricità

L’aggiornamento dell’IEA fotografa un sistema energetico in piena trasformazione. L’elettricità sta diventando il vettore energetico dominante, sostenuta dall’elettrificazione dei consumi finali e dalla digitalizzazione dell’economia. Allo stesso tempo, il sorpasso delle rinnovabili sul carbone segna un passaggio storico nella composizione del mix elettrico mondiale.

La transizione, tuttavia, resta tutt’altro che conclusa. Le tensioni geopolitiche hanno dimostrato che il gas naturale continua a rappresentare un elemento critico per la sicurezza energetica, mentre l’integrazione di quote crescenti di produzione da fonti variabili impone un’accelerazione degli investimenti in reti, accumuli e flessibilità.

La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto produrre più elettricità pulita, ma costruire sistemi elettrici capaci di distribuirla, immagazzinarla e gestirla in modo resiliente. È su questo terreno che si giocherà il successo della transizione energetica globale.

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Flavio Fabbri

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