#Finsubito news – come presentare domanda • BCC La Voce


Aperto il nuovo bando da 98mila euro per sostenere le micro, piccole e medie imprese varesine che partecipano a fiere all’estero o a manifestazioni internazionali in Italia. Domande online entro il 18 novembre 2026. Agevolazioni maggiorate per le imprese femminili.

Nuove opportunità per le imprese della provincia di Varese che vogliono ampliare la propria presenza sui mercati internazionali, promuovere prodotti e servizi e trovare nuovi clienti attraverso la partecipazione alle fiere di settore. La Camera di Commercio di Varese ha aperto la seconda edizione del bando “Contributi per la partecipazione a fiere all’estero e fiere internazionali in Italia – Anno 2026”, mettendo a disposizione 98mila euro di contributi a fondo perduto per sostenere parte delle spese sostenute dalle aziende.

L’iniziativa, identificata dal codice bando 2613, si rivolge alle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici che abbiano sede legale o un’unità locale nel territorio della provincia di Varese. L’obiettivo è favorire l’internazionalizzazione del sistema produttivo locale, aiutando le aziende a partecipare a manifestazioni fieristiche che rappresentano occasioni importanti per sviluppare contatti commerciali, rafforzare la propria visibilità e raggiungere nuovi mercati.

Il contributo riguarda le manifestazioni fieristiche che si svolgono tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, sia all’estero sia in Italia. Per le fiere organizzate sul territorio nazionale è necessario che siano riconosciute come internazionali dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e inserite nell’apposito calendario ufficiale delle manifestazioni fieristiche internazionali. Non sono invece ammesse iniziative come convegni, seminari, workshop o fiere virtuali organizzate esclusivamente online.

L’agevolazione prevede un rimborso pari al 30% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 3.000 euro per le micro, piccole e medie imprese. Per le imprese femminili il sostegno sale al 40% dell’investimento, con un contributo massimo di 4.000 euro. In entrambi i casi è richiesto un investimento minimo di 2.500 euro.

È inoltre prevista una maggiorazione di 250 euro per le imprese in possesso del rating di legalità al momento della presentazione della domanda. In questo modo, il contributo complessivo può raggiungere 3.250 euro per le imprese ordinarie e 4.250 euro per quelle femminili, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti previsti.

Per accedere alla percentuale maggiorata, le imprese femminili devono rispondere a specifici criteri. Rientrano in questa categoria le imprese individuali gestite da donne, le società di persone e le cooperative costituite per almeno il 60% da donne, le società di capitali con almeno due terzi delle quote e degli organi amministrativi femminili e i consorzi composti per almeno il 51% da imprese femminili.

Non tutte le spese legate alla partecipazione a una fiera possono essere finanziate. Il bando riconosce esclusivamente i costi relativi alla quota di iscrizione, alla locazione e all’allestimento degli spazi espositivi. Restano escluse le spese per servizi aggiuntivi, come energia elettrica, pulizia degli stand, assicurazioni, trasporto dei materiali, traduzioni, interpretariato e materiale pubblicitario. Non sono inoltre ammessi i costi interni e quelli relativi al personale.

Le spese sono generalmente considerate al netto dell’Iva, salvo i casi in cui l’imposta rappresenti un costo effettivamente sostenuto e non recuperabile dall’impresa, circostanza che deve essere adeguatamente documentata.

Prima di presentare domanda è importante verificare il possesso dei requisiti richiesti. Le aziende devono essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle Imprese, in regola con il pagamento del diritto annuale camerale e con gli obblighi previdenziali e contributivi, oltre a non trovarsi in situazioni di esclusione previste dal regolamento. È inoltre richiesto il rispetto dell’obbligo di copertura assicurativa contro i danni derivanti da eventi catastrofali, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

Non possono partecipare alla seconda edizione le imprese che abbiano già beneficiato del contributo previsto dalla prima edizione del bando 2026, identificata dal codice 2607, salvo formale rinuncia.

Una particolare attenzione viene riservata alle aziende che non hanno già ottenuto finanziamenti nelle precedenti edizioni. Il regolamento stabilisce infatti una priorità per le imprese che non hanno ricevuto contributi attraverso i bandi camerali 2025, identificati dai codici 2501 e 2507, salvo i casi di rinuncia formale o mancata presentazione della rendicontazione. Qualora rimangano risorse disponibili, potranno essere finanziate anche le imprese già beneficiarie nel 2025.

Dei 98mila euro complessivamente stanziati, il 25% è inoltre riservato prioritariamente alle micro e piccole imprese.

Per richiedere il contributo, le aziende devono utilizzare esclusivamente la piattaforma telematica ReStart di InfoCamere, accessibile tramite SPID, Carta nazionale dei servizi (CNS) o Carta d’identità elettronica (CIE).

Le domande possono essere presentate dalle ore 12 del 15 ottobre 2026 fino alle ore 12 del 18 novembre 2026. Non sono ammesse richieste inviate tramite posta elettronica ordinaria, PEC o altri canali diversi dalla piattaforma indicata.

La procedura prevede la compilazione della richiesta online e il caricamento dell’apposito modulo di domanda, disponibile sul sito della Camera di Commercio di Varese nella sezione “Contributi e Agevolazioni – Export”. Il modulo deve essere compilato in ogni sua parte e firmato digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa.

È possibile affidare la trasmissione della pratica a un intermediario, ma in questo caso è necessario allegare anche il modulo di procura, firmato digitalmente sia dal rappresentante dell’impresa sia dal soggetto delegato. La mancanza del modulo di domanda o una firma digitale non conforme alle disposizioni del bando comportano l’esclusione.

Ogni impresa può presentare una sola domanda, fatte salve le eccezioni previste dal regolamento per rinunce o domande precedenti non ammesse. Occorre inoltre prestare attenzione agli importi delle spese dichiarate, poiché quelli indicati nella richiesta sono vincolanti per determinare il contributo concedibile.

L’assegnazione dei fondi avviene attraverso una procedura valutativa a sportello, che tiene conto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande, delle priorità stabilite dal bando e della disponibilità finanziaria. Per questo motivo, pur essendoci tempo fino al 18 novembre, è consigliabile preparare la documentazione con anticipo e procedere all’invio senza attendere gli ultimi giorni.

La Camera di Commercio potrà richiedere eventuali integrazioni documentali tramite PEC. Le imprese avranno 10 giorni lavorativi per rispondere, pena l’esclusione della domanda. Al termine dell’istruttoria, che normalmente si conclude entro 60 giorni dalla chiusura del bando, saranno pubblicati gli elenchi delle domande ammesse e non ammesse e gli esiti saranno comunicati alle aziende interessate.

Un passaggio fondamentale per ottenere effettivamente il finanziamento è quello della rendicontazione. Entro il 5 febbraio 2027, le imprese beneficiarie dovranno trasmettere attraverso ReStart il modulo di rendicontazione finale, firmato digitalmente, insieme alle fatture relative alle spese sostenute, alle prove dei pagamenti e alla certificazione dell’Iban aziendale rilasciata dall’istituto di credito.

I pagamenti devono essere effettuati direttamente dall’impresa beneficiaria, utilizzando bonifici bancari o postali oppure altri strumenti che garantiscano la completa tracciabilità delle operazioni. Non sono ammessi pagamenti in contanti, compensazioni o autofatturazioni. Non è inoltre sufficiente presentare un semplice ordine di bonifico: occorre dimostrare che il pagamento sia stato effettivamente eseguito.

Particolare attenzione deve essere riservata alle fatture, che devono riportare la dicitura prevista dal bando e il Codice unico di progetto (CUP) assegnato con il provvedimento di concessione. Qualora il CUP sia assente o errato, è necessario procedere all’integrazione elettronica della fattura secondo le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate.

Il contributo potrà essere revocato in caso di mancata partecipazione alla manifestazione fieristica, mancata rendicontazione entro la scadenza, perdita dei requisiti richiesti o irregolarità accertate durante i controlli. Le imprese dovranno inoltre conservare la documentazione delle spese per almeno tre anni dall’erogazione del finanziamento.

Le agevolazioni sono concesse nel rispetto del regime europeo de minimis e non possono essere cumulate con altri contributi pubblici riconosciuti per le spese relative alla stessa manifestazione fieristica.

Per le imprese varesine interessate a rafforzare la propria attività commerciale oltre i confini nazionali, il bando rappresenta quindi un’opportunità concreta per ridurre i costi di partecipazione agli eventi fieristici del 2026. La possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto, insieme alle condizioni più favorevoli previste per l’imprenditoria femminile, può sostenere soprattutto le realtà di dimensioni più contenute, per le quali la presenza a una fiera internazionale costituisce spesso un investimento significativo.

Per consultare il regolamento completo, scaricare la modulistica e verificare le condizioni di ammissibilità è possibile visitare il sito della Camera di Commercio di Varese, nella sezione dedicata ai contributi per l’export.

Per ulteriori chiarimenti è disponibile l’Ufficio Innovazione Finanziaria della Camera di Commercio di Varese, contattabile al numero 0332 295136 oppure all’indirizzo email contributi@va.camcom.it.


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