Hanno forzato gli ingressi e occupato l’istituto, barricando le uscite con banchi e sedie e appendendo striscioni alle finestre e sui cancelli. Così è cominciata, intorno alle 6 di stamattina, l’occupazione al liceo Marconi di San Miniato, che ha allargato le proteste studentesche anche al Cuoio. Le agitazioni sono cominciate già ieri con l’occupazione del Checchi di Fucecchio, mentre quella del Marconi era solo questione di tempo, preceduta dallo sciopero della settimana scorsa.
Cancelli chiusi per gli altri studenti e porte serrate per docenti e personale Ata, mentre sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri per monitorare la situazione. All’arrivo dell’ingegnere dell’edilizia scolastica Katia Bernardeschi in rappresentanza della Provincia di Pisa e di alcuni esponenti della Giunta comunale di San Miniato, è stato avviato un lungo tavolo di trattative con gli studenti. In un primo momento era stato proposto agli studenti di fare autogestione, ma dopo una lunga trattativa gli studenti hanno deciso di continuare con l’occupazione.
Le proteste degli studenti riguardano i problemi strutturali del plesso, tra cui il sovraffollamento delle classi e le criticità legate agli impianti elettrici, ai bagni e ai riscaldamenti. L’agitazione arriva proprio nel giorno in cui la Provincia ha approvato l’aggiudicazione dell’appalto per i lavori di ristrutturazione e adeguamento a uso scolastico del fabbricato, che ospiterà nuovi spazi didattici, tra cui le prime cinque aule.
I lavori di ristrutturazione: nei prossimi giorni sopralluogo e cornoprogramma
“I lavori che verranno fatti nel corpo a fianco a quello principale del liceo sono in partenza – ha spiegato il sindaco Simone Giglioli -. Quello di stamattina è un atto che aspettavamo da una settimana. C’è stata la determina di aggiudicazione della gara, quindi la procedura è conclusa e lunedì avremo un incontro, già programmato, con il Consiglio d’istituto e la ditta. Avremo quindi il cronoprogramma e l’inizio effettivo dei lavori“.
I lavori sulla struttura, spiega il sindaco, serviranno a realizzare “cinque aule, che ospiteranno 100 studenti, diminuendo la pressione sul corpo principale, che ha una carenza di bagni, mentre in quello in ristrutturazione c’è una sovrabbondanza di servizi igienici“. Oltre alle cinque aule, verranno realizzate anche un’aula professori e un’infermeria.
Gli interventi, spiega il primo cittadino, “da contratto hanno una durata di 100 giorni, poco più di tre mesi. Chiaramente parlo dei lavori, poi naturalmente c’è anche la parte del collaudo“.
La Provincia di Pisa precisa al riguardo che “il prossimo lunedì 9 novembre ho convocato un incontro tra Amministrazione Provinciale, dirigenza scolastica, consiglio di istituto e Amministrazione Comunale alla presenza della ditta affidataria dei lavori con la quale dialogheremo per mettere a punto un cronoprogramma sostenibile degli interventi, nel rispetto delle esigenze prioritarie di tutta la comunità scolastica”.
Il presidente Angori ha “chiesto espressamente al Dirigente Scolastico Petrini di estendere questo invito anche alla più ampia componente studentesca in modo da poterci confrontare in trasparenza in quella sede. Su richiesta degli studenti e studentesse, e con spirito propositivo da parte della nostra Amministrazione Provinciale, lunedì in quella occasione effettueremo anche un sopralluogo presso il nuovo immobile in modo che i ragazzi possano avere una idea concreta dell’edificio che li accoglierà in un futuro ormai molto prossimo”
Il confronto tra istituzioni e studenti
Gli studenti hanno a lungo dialogato con i rappresentanti del Comune e della Provincia, ed è intervenuto in videochiamata anche il Presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori per cercare un “fattivo confronto” e “rassicurare per quanto possibile gli studenti, sottolineando che proprio oggi la struttura tecnica ha pubblicato all’albo pretorio l’atto per l’aggiudicazione dei lavori”
Durante il colloquio con gli studenti, spiega il sindaco, “abbiamo cercato di far riflettere i ragazzi sull’occupazione, che comporta responsabilità e rischi”, ricordando quanto accaduto nelle scuole vandalizzate a Empoli. “Purtroppo, in scuole vicine a noi ci sono stati episodi di vandalismo, con danni notevoli causati dalle infiltrazioni dall’esterno. Se poi il corpo principale dell’edificio dovesse subire danni, la Provincia sarebbe impegnata a ripararli e non potrebbe fare altro. Oltre a comportare uno spreco di soldi pubblici, questi episodi non fanno bene neanche alla causa portata avanti dagli studenti, che non riguarda soltanto l’edificio, ma anche altre richieste legate a proteste nazionali e internazionali, sulle quali hanno molte ragioni“.
Tra i danni registrati nelle prime ore di occupazione ci sono le due porte forzate dagli studenti: “In base ai primi riscontri, emergono alcuni danneggiamenti alle porte di ingresso al Liceo, danni che si attestano al momento intorno ai 5mila euro”, spiega in una nota la Provincia di Pisa.
La proposta avanzata agli studenti è quella di trasformare la protesta in un’autogestione, “secondo noi più consona alla scuola e al programma che si vogliono dare – ha detto il sindaco -. Poi naturalmente decideranno gli studenti. Il nostro impegno come enti, Comune e Provincia (che è l’ente appaltante), è quello di portare avanti questi lavori. C’è una linea tracciata e oggi si è aggiunto un ulteriore tassello con la determina di aggiudicazione pubblicata stamattina all’albo pretorio“.
Le ragioni della protesta
Di diverso avviso sono però gli studenti, la cui intenzione “era quella di occupare fino a sabato – spiega Lorenzo, uno degli occupanti -. Ci hanno proposto di fare autogestione perché, secondo loro, la nostra protesta è più o meno inutile, dato che uno degli argomenti principali riguardava la ristrutturazione dell’edificio accanto e ci hanno portato dati concreti sul fatto che i lavori inizieranno a novembre. Ci hanno detto che entro tre mesi dovrebbe essere pronto, però diciamo che facciamo fatica a crederci, anche perché doveva essere pronto dal 2024“.
“Sono passati svariati anni da quando siamo entrati in questa scuola e ci dicevano che ci sarebbero stati i lavori di ristrutturazione sia di questo edificio sia di quello accanto, ma non è mai cambiato di una virgola – ha aggiunto Samuele, un altro studente -. Ci propongono l’autogestione, ma le autogestioni sono già state fatte e non è cambiato niente, anzi, la situazione è peggiorata“.
Tra i problemi, oltre a quelli strutturali, ci sono anche le criticità degli impianti elettrici: “Nella mia classe, minimo tre o quattro volte al giorno, salta la luce. Ci sono problemi con i bagni, con il sovraffollamento delle classi e con i riscaldamenti, che non funzionano“.
“Noi ragazzi abbiamo i motivi giusti per occupare – prosegue Lorenzo -. Rispetto ad altre scuole che hanno occupato, come il Fermi o il Virgilio a Empoli, questa scuola può essere considerata un blocco di cemento, quasi una prigione“.
Niccolò Banchi
Notizie correlate
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




