#Finsubito news – Ue, von der Leyen punta su transizione green e intelligenza artificiale per rafforzare la competitività


L’Europa non intende arretrare sugli obiettivi climatici e punta a trasformare la transizione ecologica in una leva di competitività industriale, sostenendo al tempo stesso l’innovazione tecnologica e la crescita delle startup. È il messaggio lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta al WinWin Brussels Summit 2026, dedicato al mondo delle startup e dell’imprenditoria innovativa. Dalla decarbonizzazione all’intelligenza artificiale, passando per la semplificazione delle procedure e l’accesso ai capitali, Bruxelles punta a rafforzare le condizioni per consentire alle imprese europee di crescere e competere su scala globale.
«L’Europa non cambierà rotta. Manterremo i nostri obiettivi e sosterremo le nostre industrie pulite. Potete contarci», ha assicurato von der Leyen, ribadendo l’impegno a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e a ridurre le emissioni europee del 90% entro il 2040. Un percorso che, secondo la presidente, non riguarda soltanto la tutela ambientale, ma rappresenta anche una questione strategica per l’indipendenza economica e industriale dell’Unione. Dal 2021, ha ricordato, sono stati investiti oltre 1.200 miliardi di euro in attività sostenibili nei Paesi membri, risorse che richiedono però un quadro normativo stabile e garanzie di lungo periodo per continuare ad attrarre capitali.
La sfida è anche industriale. Il mercato globale delle tecnologie pulite cresce a un ritmo di circa il 20% all’anno e l’obiettivo europeo è fare in modo che queste soluzioni non siano soltanto adottate nel continente, ma anche sviluppate e prodotte al suo interno. In questo contesto, von der Leyen ha difeso il ruolo del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), sottolineando come, dalla sua introduzione, le emissioni nei settori interessati siano diminuite di circa il 50%, mentre l’economia è cresciuta del 30%. Il meccanismo ha inoltre generato oltre 270 miliardi di euro di entrate, da reinvestire nell’innovazione e nelle tecnologie pulite. A questo si aggiunge il progetto di una banca per la decarbonizzazione industriale, attraverso la quale la Commissione punta a mobilitare 100 miliardi di euro a sostegno della trasformazione delle imprese. «Non ci limitiamo a ridurre le emissioni, stiamo costruendo nuove industrie», ha affermato la presidente.
Accanto alla transizione energetica, un altro asse centrale della strategia europea riguarda l’applicazione dell’intelligenza artificiale all’economia reale. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio industriale e scientifico del continente per trasformare l’innovazione tecnologica in nuove opportunità produttive. L’Europa, ha osservato von der Leyen, può contare su industrie competitive a livello mondiale, una consolidata tradizione manifatturiera, competenze scientifiche e una vasta disponibilità di dati industriali. Risorse che devono essere integrate per portare l’intelligenza artificiale «dagli schermi al mondo reale».
Tra gli ambiti con maggiori potenzialità figura quello dei trasporti, dove l’IA può favorire lo sviluppo dei veicoli autonomi. Per consentire alle imprese di investire e innovare, la presidente ha indicato la necessità di introdurre un sistema europeo di autorizzazione unico, che permetta alle aziende di seguire una sola procedura e, una volta ottenuta l’approvazione, utilizzare la tecnologia in tutti gli Stati membri senza dover affrontare ulteriori barriere nazionali. «Dobbiamo garantire ai nostri innovatori le condizioni per avere successo», ha dichiarato, sottolineando l’importanza di procedure più rapide e semplici. Secondo von der Leyen, i veicoli autonomi potrebbero contribuire a ridurre di oltre il 90% gli incidenti che coinvolgono i pedoni. L’ambizione è fare dell’Europa non soltanto un mercato di destinazione per queste tecnologie, ma anche un luogo in cui vengano progettate e prodotte.
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale riguardano anche la manifattura e la sanità. In ambito industriale, gli algoritmi possono monitorare il funzionamento dei macchinari e individuare preventivamente eventuali anomalie, evitando guasti e interruzioni della produzione. In campo medico, invece, la mammografia assistita dall’IA potrebbe migliorare lo screening del tumore al seno, consentendo di individuare un maggior numero di casi in fase precoce e aumentando così le possibilità di sopravvivenza delle pazienti. Per la presidente della Commissione, investire nell’intelligenza artificiale significa quindi intervenire su settori strategici per la competitività e il benessere dei cittadini.
Perché queste potenzialità possano tradursi in crescita economica, resta però fondamentale superare la frammentazione del mercato unico e facilitare l’accesso delle imprese ai capitali. È in questa direzione che si inserisce la proposta di EU Inc., il cosiddetto ventottesimo regime, una forma societaria unica e semplificata pensata per consentire agli imprenditori di operare in tutta l’Unione attraverso un quadro normativo comune. Oggi, ha evidenziato von der Leyen, chi vuole espandere un’attività oltre i confini nazionali deve confrontarsi con 27 ordinamenti giuridici e oltre 60 diverse tipologie societarie. Una complessità che limita la possibilità di sfruttare pienamente le dimensioni del mercato europeo, che conta 450 milioni di persone.
La nuova disciplina punta a consentire la costituzione di una società interamente online, da qualsiasi Paese dell’Unione, in 48 ore e con una spesa inferiore ai 100 euro. Una semplificazione che dovrebbe rendere più agevole l’avvio delle attività, ma anche la loro crescita e l’espansione transfrontaliera. La presidente ha assicurato che la Commissione sta lavorando con Parlamento e Consiglio per preservare l’ambizione originaria della proposta, chiedendo il sostegno degli imprenditori affinché EU Inc. non si trasformi in un ulteriore apparato burocratico, ma rimanga uno strumento rapido e flessibile. «Anche i nostri imprenditori hanno bisogno di capitale», ha ricordato.
Il messaggio complessivo di Bruxelles è quello di un’Europa che intende tenere insieme ambizione climatica, innovazione tecnologica e semplificazione normativa. La competitività del continente dipenderà dalla capacità di trasformare gli obiettivi ambientali in nuove filiere industriali, accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale e offrire alle imprese un mercato realmente integrato, nel quale sia più semplice nascere, investire e crescere.
Gloria Giovanditti


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