#Finsubito news – La startup Town ha raccolto 108 milioni di dollari per reinventare gli assistenti AI aziendali


La startup californiana Town, che sviluppa particolari assistenti AI aziendali, ha raccolto 108 milioni di dollari in un round di finanziamento di Serie B co-guidato da Forerunner Ventures e Menlo Ventures. Dopo il round di Serie A da 55 milioni dello scorso giugno, annunciato in concomitanza con il suo lancio pubblico, l’azienda ha raccolto ad oggi oltre 160 milioni.

Al round di Serie B hanno partecipato Andreessen Horowitz, First Round Capital, Better Tomorrow Ventures, Precedent.vc, Scribble Ventures, Serena Ventures e Sparked Ventures. A questo folto gruppo di fondi si sono aggiunti i business angel Brendan Foody, Josh Silverman, Romain Huet, Scott Belsky, Taro Fukuyama e Steve Bartel. Nomi importanti del panorama tech che vedono in questo sviluppo dell’intelligenza artificiale un effetto dirompente sul mondo del lavoro.

 

In questo articolo:

 

  • Che cosa fa la startup Town con i suoi assistenti AI
  • Un Townie che impara dal lavoro già svolto
  • Chi c’è dietro l’azienda e qual è la sua valutazione
  • Le aspettative di crescita e le ambizioni future

 

Che cosa fa la startup Town con i suoi assistenti AI

Town sviluppa assistenti virtuali aziendali basati sull’intelligenza artificiale che sono integrati con gli strumenti di lavoro quotidiani. La startup si rivolge specificatamente alle aziende: ogni dipendente o manager può essere dotato di un assistente virtuale. L’AI fornisce aiuto e supporto nelle attività di routine connettendosi a strumenti come email, calendario e documenti, nonché ad altri sistemi aziendali fondamentali.

Una volta abilitate, le automazioni vengono eseguite in background. Naturalmente l’utente ha sempre il controllo e nulla viene inviato senza la sua approvazione. Fin qui, nulla di strano o particolarmente innovativo. La novità di Town è la personalizzazione: ogni persona ha il suo Townie, il suo assistente personale. Il dipendente gli assegna un nome e l’assistente si “addestra” in background, imparando dalle pratiche giornaliere. Non solo.

I Townie possono comunicare e collaborare fra loro, condividere informazioni e interagire con clienti e altre persone esterne all’organizzazione. Per fare qualche esempio, i Townie di due colleghi possono collaborare per iniziare un nuovo progetto, estrarre i punti chiave di una riunione, sondare il resto del gruppo per trovare un contatto utile o scrivere un testo con lo stile di un dirigente.

Le soluzioni si rivolgono alle diverse tipologie di posizioni: amministratore delegato e suo braccio destro, dirigente e consulente, assistente esecutivo, team finanziario e di marketing e così via. Ad ogni profilo l’azienda applica una tariffa. Inoltre, i piani sono Free, Starter (15 dollari al mese), Pro (49 dollari), Power (99 dollari) e Power Plus (199 dollari), a seconda delle funzionalità sbloccate.

Un Townie che impara dal lavoro già svolto

L’assistente personale di Town legge lo stile di scrittura dell’utente, nota se le sue mail al team sono informali e dirette e se quelle ai clienti sono più cordiali e strutturate. L’AI individua gli schemi delle persone e il modo in cui gestiscono la pianificazione. È così che Townie impara: semplicemente osservando l’utente lavorare.

Le applicazioni pratiche sono numerose. L’executive coach che gestisce numerosi rapporti con i clienti tramite mail e calendario. Il titolare di una Pmi che si occupa di tutto con un piccolo team di una decina di dipendenti. Il professore che riceve una dozzina di mail dai genitori dei suoi studenti e ha bisogno che a ognuna venga data una risposta personalizzata.

“Queste sono le persone per cui stiamo costruendo Town”, scrivono Grèze e Vincent. “L’unico modo per raggiungerle è fare il lavoro più difficile al posto loro, rendere la tecnologia così intuitiva e così integrata nel loro modo di lavorare abituale, che non debbano mai pensare a usare l’AI. Hanno semplicemente un Townie. E il loro Townie se ne occupa”.

Chi c’è dietro l’azienda e qual è la sua valutazione

Nata nel 2024, Town ha sede a San Francisco ed è stata fondata da due personalità di spicco del mondo tech statunitense: l’amministratore delegato Jean-Denis Grèze e il Cpo Tony Vincent. Grèze è l’ex direttore tecnico di Plaid (la piattaforma di tecnologia finanziaria comprata da Visa per 5,3 miliardi di dollari) nonché co-investor di Asdf Ventures, gruppo di venture capital che punta su startup early-stage del settore tech.

Vincent è l’ex direttore di prodotto per l’AI applicata di Google e il fondatore di Aspen Designs, l’azienda di soluzioni per l’ottimizzazione della collaborazione a distanza come Navigator e Playspace. Oggi Aspen fa parte dell’ecosistema di Big G. Lanciata pubblicamente a giugno 2026, Town ha dichiarato di aver raggiunto milioni di dollari di fatturato annuo ricorrente nel giro di poche settimane.

Con la raccolta di Serie B da 108 milioni di dollari, arrivata a brevissima distanza da quella di Serie A da 55 milioni, Town raggiunge lo status di unicorno. La startup ha infatti una valutazione di 1 miliardo. La valutazione colpisce per la tempistica (il lancio pubblico risale a quattro mesi fa) ma nemmeno troppo se si pensa al boom dell’AI agentica.

Le aspettative di crescita e le ambizioni future

Town fa sapere che da luglio, il numero dei suoi clienti è quadruplicato e quello dei team che hanno sottoscritto un abbonamento è aumentato di nove volte. Insieme al finanziamento, la startup ha annunciato le novità in arrivo nell’immediato futuro. Innanzitutto, un flusso di lavoro condiviso che aggiorna automaticamente i profili Townie dei dipendenti con nuove informazioni aziendali, senza intervento manuale.

“Vogliamo che l’intelligenza artificiale sia utile per il lavoro che svolgiamo insieme tanto quanto lo è già per quello che facciamo individualmente”, sottolineano Grèze e Vincent in un post sul blog aziendale. Dopo aver assegnato un Townie a ogni persona, la startup si sta concentrando sul passo successivo: “Townie che collaborano tra loro, in modo che interi team e organizzazioni possano muoversi alla velocità dell’intelligenza artificiale”.

Town si sta preparando all’arrivo di assistenti AI in grado di comprendere sia l’individuo che il suo team di lavoro. Agenti che capiscono da soli cosa tenere privato e cosa condividere, come farebbero persone in carne e ossa. È un nuovo tipo di conoscenza aziendale: Town promette di trasformare il “contesto frammentato” delle aziende in una “risorsa condivisa e in continua crescita” che le aiuta a svilupparsi.

“Ognuno riceve il proprio Townie, e i Townie lavorano insieme. Quando tutta la squadra ne ha uno, il lavoro inizia ad avere un aspetto diverso. Meno cose dipendono da te, e quasi mai dovrai dipendere da qualcun altro”, spiegano Grèze e Vincent. I due aggiungono infine un aspetto fondamentale: il contesto rimane sempre dell’azienda e non viene mai usato per addestrare un modello. Anche quando si decide di disdire l’abbonamento.


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