05 Nov ColtivaItalia è legge: oltre un miliardo per agricoltura, filiere strategiche e ricambio generazionale
Dopo quindici mesi di lavoro parlamentare, il disegno di legge ColtivaItalia ha concluso il proprio iter con l’approvazione definitiva del Senato.
Il provvedimento, considerato il più ampio piano strategico per il settore primario degli ultimi anni, mette sul tavolo oltre un miliardo di euro per rafforzare la competitività dell’agricoltura italiana, sostenere le filiere produttive considerate strategiche e favorire il ricambio generazionale.
La nuova normativa interviene su numerosi ambiti, dalla produzione agricola alla zootecnia, dalla ricerca all’innovazione tecnologica, passando per la tutela del Made in Italy, la semplificazione amministrativa e il contrasto alle emergenze fitosanitarie e sanitarie.
Oltre 900 milioni per filiere agricole, allevamenti e olivicoltura
Uno dei pilastri di ColtivaItalia riguarda il sostegno alle produzioni considerate fondamentali per la sicurezza alimentare nazionale.
Tra gli interventi più consistenti figurano:
- 300 milioni di euro destinati alle filiere agricole strategiche e al rafforzamento delle produzioni locali;
- 300 milioni di euro per il comparto dell’allevamento bovino nazionale e la valorizzazione della linea vacca-vitello;
- 300 milioni di euro per il settore olivicolo-oleario, attraverso il nuovo Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030.
Vengono inoltre rifinanziati gli interventi per le colture considerate più fragili, come frumento duro e tenero, mais, orzo e proteine vegetali, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e aumentare la capacità produttiva italiana.
Tra le nuove misure trova spazio anche il sostegno alla filiera cerealicola attraverso contratti di filiera pluriennali e incentivi fiscali per garantire maggiore stabilità ai redditi degli agricoltori.
Più tutele per uliveti e produzioni tipiche
Particolare attenzione viene riservata alle produzioni simbolo del Made in Italy.
Il provvedimento introduce infatti il divieto di espianto degli uliveti destinati a produzioni DOP e IGP per la realizzazione di impianti eolici o fotovoltaici, salvo i casi di reimpianto nelle stesse aree o in zone limitrofe.
Nuove regole arrivano anche per la tutela dell’aceto italiano: il termine “aceto” potrà essere utilizzato esclusivamente per prodotti derivati da materie prime agricole e non da processi di sintesi industriale.
Giovani e donne al centro del progetto
Una parte importante delle risorse è destinata al ricambio generazionale e all’imprenditoria femminile.
La misura “Più Impresa” viene rifinanziata con 150 milioni di euro che saranno utilizzati per favorire l’accesso al credito e sostenere nuove iniziative imprenditoriali nel settore agricolo.
Le risorse saranno distribuite attraverso:
- mutui agevolati per il 65% delle disponibilità;
- contributi a fondo perduto per il restante 35%.
Sul fronte dell’accesso alla terra, ISMEA metterà a disposizione 8.417 ettari di terreni agricoli in comodato gratuito per dieci anni ai giovani tra 18 e 41 anni, con possibilità di acquisto finale a condizioni agevolate.
Nasce inoltre la Banca Comunale delle Terre, che consentirà ai Comuni di censire e recuperare terreni inutilizzati, favorendone la rimessa in produzione e contrastando l’abbandono delle aree rurali.
Ricerca, innovazione e agricoltura digitale
ColtivaItalia punta in modo deciso anche sulla modernizzazione del settore.
Il CREA potrà assumere 50 nuove figure professionali dedicate alla ricerca e saranno finanziati investimenti in:
- agricoltura di precisione;
- intelligenza artificiale;
- sensoristica avanzata;
- meccatronica e digitalizzazione.
L’obiettivo è accelerare l’innovazione nelle aziende agricole e aumentare la competitività del sistema agroalimentare italiano sui mercati internazionali.
Misure straordinarie contro Xylella e peste suina africana
Un altro capitolo rilevante riguarda la gestione delle emergenze.
Per la Xylella viene istituito un Commissario Straordinario Nazionale che resterà in carica fino al 31 dicembre 2028 e coordinerà attività di ricerca, prevenzione e interventi operativi.
Per il contrasto alla peste suina africana vengono stanziate ulteriori risorse destinate a:
- interventi di biosicurezza;
- sistemi di sorveglianza;
- contenimento dei cinghiali;
- sostegno alla filiera suinicola e alle imprese della macellazione.
Prevista inoltre una moratoria sui mutui in favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite da epizoozie e fitopatie.
Controlli più severi e difesa del Made in Italy
La legge introduce anche nuovi strumenti per la tutela delle produzioni italiane.
Tra le principali novità:
- rafforzamento dei controlli sulle importazioni di prodotti ittici;
- creazione di una banca dati nazionale per verificare autenticità e origine geografica dei prodotti agroalimentari;
- nuove regole per il contrasto alle pratiche commerciali sleali;
- maggiori controlli sulla raccolta e gestione delle risorse tartufigene.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla valorizzazione dell’enoturismo e dell’oleoturismo, per i quali vengono stanziati 9,2 milioni di euro destinati a sviluppare ulteriormente l’offerta nelle aree rurali.
Meno burocrazia e nuova AGEA
Il provvedimento prevede anche un ampio pacchetto di semplificazioni amministrative.
I Centri di Assistenza Agricola potranno rendere immediatamente esecutive alcune pratiche prive di valutazioni discrezionali, riducendo i tempi per l’accesso ai contributi pubblici.
Cambia inoltre il ruolo di AGEA, che assume nuove competenze in materia di innovazione tecnologica e gestione dei dati agricoli nazionali. L’agenzia assumerà ufficialmente la nuova denominazione di Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, l’Innovazione e la Tecnologia – AGEA-IT.
Ora si apre la fase attuativa
Con l’approvazione definitiva della legge, il lavoro passa ora al Ministero dell’Agricoltura.
Molte delle misure previste da ColtivaItalia dovranno infatti essere rese operative attraverso specifici decreti attuativi che definiranno beneficiari, requisiti, modalità di accesso ai fondi e spese ammissibili.
Sarà questa la fase decisiva per trasformare gli oltre 1,1 miliardi di euro stanziati in interventi concreti a favore delle imprese agricole, dell’allevamento, dell’innovazione e della competitività del sistema agroalimentare italiano.
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