#Finsubito news – Artrosi al ginocchio, la svolta degli esercizi: per ridurre il dolore bisogna allenare anche addome e schiena


Quando il ginocchio inizia a far male, il primo sospetto è quasi automatico: cartilagine usurata?

E di fronte a una diagnosi di gonartrosi, si tende a credere che ogni rimedio debba concentrarsi unicamente sull’articolazione sofferente: rinforzare il quadricipite, fare fisioterapia mirata, limitare gli sforzi e assumere antinfiammatori all’occorrenza.

Una nuova evidenza clinica suggerisce però che in questo approccio potrebbe mancare un tassello fondamentale: 

Per aiutare un ginocchio artrosico, infatti, potrebbe essere utile allenare anche i muscoli dell’addome, della schiena e del bacino.

A prima vista sembra un paradosso. Cosa c’entrano i muscoli del tronco con un’articolazione che punge quando saliamo le scale, camminiamo o ci alziamo da una sedia? La risposta arriva dalla biomeccanica e da uno studio clinico randomizzato pubblicato il 6 novembre 2026 su Scientific Reports.

Il ginocchio non lavora mai da solo

Per comprendere il risultato bisogna partire da un principio fondamentale: quando camminiamo, il nostro corpo funziona come un sistema di articolazioni e muscoli che collaborano continuamente.

Il ginocchio si trova al centro di questa catena. Sopra ci sono l’anca, il bacino e la colonna vertebrale. Sotto, la caviglia e il piede.

Ogni movimento richiede un equilibrio tra queste strutture.

Se i muscoli del tronco e del bacino non riescono a stabilizzare adeguatamente il corpo, possono modificarsi il controllo dei movimenti e la distribuzione dei carichi sugli arti inferiori.

Il risultato è che il ginocchio può essere sottoposto a sollecitazioni meno favorevoli, soprattutto durante attività come salire le scale, camminare velocemente o passare dalla posizione seduta a quella eretta.

È qui che entrano in gioco i muscoli del CORE, il sistema muscolare che contribuisce a stabilizzare addome, schiena e bacino.

Non servono soltanto per mantenere una buona postura o migliorare la forma fisica. Partecipano al controllo dei movimenti dell’intero corpo.

Lo studio: 100 pazienti monitorati per tre mesi

I ricercatori della Manipal Academy of Higher Education, in India, hanno coinvolto 100 persone con artrosi del ginocchio di grado lieve o moderato.

I partecipanti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi.

– Il primo, composto da 51 pazienti, ha seguito un programma riabilitativo tradizionale per il ginocchio, integrato con esercizi specifici di attivazione e stabilizzazione del tronco.

– Il secondo, composto da 49 pazienti, ha effettuato la riabilitazione convenzionale concentrata sul ginocchio.

Il trattamento è durato 12 settimane.

I ricercatori hanno misurato il dolore, la capacità di svolgere le attività quotidiane, la forza muscolare e la prestazione in alcuni test funzionali.

I risultati hanno favorito il gruppo che aveva allenato anche il tronco.

La differenza media nel dolore durante l’attività fisica è stata di 2,27 centimetri su una scala visiva da zero a dieci, a favore del programma integrato.

Sono migliorati anche alcuni indicatori della capacità di movimento, tra cui il test che misura il tempo necessario per alzarsi da una sedia, percorrere una breve distanza, girarsi e tornare a sedersi.

Non sono invece emerse differenze altrettanto evidenti nel miglioramento della forza isometrica dei muscoli del ginocchio.

Questo significa che il beneficio potrebbe dipendere non soltanto dal rafforzamento muscolare locale, ma anche da un migliore controllo complessivo del movimento.

Perché allenare il tronco protegge l’articolazione

Pensiamo all’atto di salire le scale: per sollevare il corpo non lavora solo la coscia, ma entrano in sinergia glutei, muscoli pelvici, parete addominale e stabilizzatori paravertebrali. Quando questo coordinamento funziona, il carico sul ginocchio risulta ammortizzato e bilanciato; se invece il tronco cede, scattano automatismi di compenso che scaricano tensioni anomale sulla cartilagine.

Gli esercizi per il tronco mirano a ripristinare questo equilibrio biomeccanico.

Quali esercizi possono aiutare?

La notizia positiva è che non occorrono routine estenuanti o da atleti professionisti. Tra i movimenti più efficaci inseriti nei protocolli figurano:

– Ponte per i glutei (Bridge): distesi a pancia in su con le ginocchia piegate, sollevando il bacino per attivare glutei e catena posteriore.

– Esercizi in quadrupedia (come il Bird-Dog): a quattro zampe, distendendo in modo alternato braccia e gambe mentre si mantiene il busto immobile.

– Attivazione del trasverso dell’addome: contrazioni dolci e profonde senza bloccare la respirazione.

– Controllo lombo-pelvico: basculamenti ed esercizi di stabilità che migliorano l’equilibrio dinamico.

Nota: non si tratta di un fai-da-te valido per tutti. Chi soffre di artrosi deve concordare i carichi con un medico o un fisioterapista, modulando lo sforzo e senza mai forzare in presenza di dolore acuto.

Artrosi non significa immobilità

Uno dei falsi miti più diffusi è che, con una cartilagine logorata, muoversi sia deleterio. Al contrario, l’esercizio terapeutico mirato è una delle linee guida cardine per la gestione conservativa della patologia. Camminate, cyclette o ginnastica in acqua, abbinate al rinforzo, riducono la disabilità e modulano il dolore.

La ricerca non invita ad abbandonare la riabilitazione del ginocchio, ma a renderla più completa, allargando lo sguardo oltre la singola articolazione.

Nessun miracolo: la cartilagine non ricresce

È fondamentale mantenere il giusto rigore scientifico: il campione analizzato è contenuto (100 persone) e circoscritto a un follow-up di 12 settimane. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per verificare la durata dei benefici a lungo termine (a 6 o 12 mesi) e l’efficacia nei quadri degenerativi più avanzati.

Soprattutto, gli esercizi non rigenerano il tessuto cartilagineo né invertono la progressione biologica dell’artrosi. Quello che migliorano — ed è ciò che più conta per la qualità della vita — sono la mobilità quotidiana e il controllo del sintomo doloroso.

CONCLUSIONE — A volte bisogna guardare oltre il punto che fa male

L’artrosi del ginocchio è una malattia dell’articolazione, ma il dolore e la difficoltà di movimento coinvolgono l’intero organismo.

La nuova ricerca ci ricorda che la riabilitazione non dovrebbe limitarsi a osservare il punto in cui compare il sintomo.

Il ginocchio fa parte di una catena di muscoli e articolazioni che lavorano insieme ogni volta che ci alziamo, camminiamo o saliamo una scala.

E migliorare il funzionamento di questa catena può aiutare a muoversi meglio e con meno dolore.

Perché, qualche volta, per aiutare un ginocchio che fa male, bisogna cominciare ad allenare anche ciò che gli sta intorno. E persino ciò che sembra lontano.

Riferimenti scientifici:

Thomas DT, Eapen C, Hegde AS, Mane PP. Effectiveness of core exercises on knee pain and physical function in individuals diagnosed with knee osteoarthritis: A 12-week randomized controlled trial. Scientific Reports. 2026. DOI: 10.1038/s41598-026-78773-y.

Nazir SNB, Asim A. Comparative efficacy of an 8-week core stability program versus foot-ankle strengthening on pain, function, and distal structural parameters in individuals with knee osteoarthritis: a randomized controlled trial. Scientific Reports. 2026;16:23619.

NICE. Osteoarthritis in over 16s: diagnosis and management. Clinical guideline NG226. National Institute for Health and Care Excellence, 2022.


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