#Finsubito news – Via libera al ColtivaItalia. Oltre un miliardo per l’agricoltura


ColtivaItalia è legge. Via libera definitivo dell’aula del Senato mercoledì mattina (4 novembre) al disegno di legge sul consolidamento e sviluppo del settore agricolo collegato alla manovra di finanza pubblica.

Oltre un miliardo

Successivamente, saranno predisposti decreti attuativi per rendere spendibili i fondi nei primi mesi del 2027. Il provvedimento stanzia oltre un miliardo di euro per il settore. In particolare, 70 milioni sono destinati al Fondo sovranità alimentare (grano tenero, orzo, mais, proteine vegetali); 300 milioni per l’allevamento italiano; 300 milioni per la competitività delle filiere locali e altrettanti per il nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030. Previsti, inoltre, 150 milioni di euro per l’imprenditoria giovanile e femminile.

Commenti positivi da buona parte del mondo politico e dalle associazioni agricole.

L’assessore Beduschi

L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, esprime soddisfazione: «Si tratta di un provvedimento che conferma l’attenzione del Governo all’agricoltura del futuro, con risorse utili per incremento delle produzioni, attenzione alle filiere, minore dipendenza dalle importazioni, spinta sulla ricerca e l’innovazione. ColtivaItalia è un disegno molto più ampio, che punta a rilanciare il Made in Italy agroalimentare partendo dai territori, dalle aziende agricole alle stalle fino alle catene di approvvigionamento e che la Lombardia, forte del suo ruolo importante e dei suoi primati nel settore primario e nella Dop Economy, saluta con favore, pronta a valorizzare con produzioni di qualità le risorse messe a disposizione dal Governo e dal ministero dell’Agricoltura».

Gli 1,18 miliardi di euro del ColtivaItalia serviranno a rafforzare alcune filiere strategiche dell’agroalimentare Made in Italy, dalla carne bovina all’olio d’oliva fino ai cereali, per incentivare il ricambio generazionale, per promuovere la multifunzionalità delle imprese agricole e la ricerca nel settore. Settori che vedono la Lombardia ben attrezzata e in grado di intercettare questi fondi per una ulteriore crescita a favore sia della competitività delle imprese che della qualità delle produzioni messe a disposizione dei cittadini e consumatori. «Credo che l’approvazione del ColtivaItalia senza alcun voto contrario – afferma l’assessore – sia un risultato particolarmente significativo che testimonia l’impegno del ministro Lollobrigida per il settore primario. In questa situazione gravata da guerre e tensioni internazionali in atto, boom della spesa energetica, a livello nazionale è stato stanziato più di 1 miliardo di euro, incrementando così il budget per l’agricoltura che ha sfiorato i 17 miliardi tra manovre di Bilancio e Pnrr. E, come Lombardia, siamo pronti a utilizzare nel nostro settore primario e agroalimentare i fondi nazionali, forti anche dell’impegno già attivato anche nell’innovazione come le Tea (Tecniche di evoluzione assistita) che abbiamo aperto, da pionieri, con il riso in Lomellina».

La deputata Forattini

Non in linea le considerazioni della deputata del Pd Antonella Forattini, che è anche capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera: «Ancora una volta il Governo annuncia una svolta per l’agricoltura, ma la legge di bilancio non offre risposte adeguate alle difficoltà delle imprese. A fronte dell’aumento dei costi di produzione, del caro energia, della crisi climatica e di prezzi spesso insufficienti a garantire un reddito dignitoso agli agricoltori, servirebbero interventi strutturali e risorse concrete. Anche su ColtivaItalia assistiamo a una sterile propaganda: una parte consistente delle risorse annunciate proviene dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e non rappresenta quindi nuova dotazione aggiuntiva per il settore».

Coldiretti e Confagricoltura: «Un risultato significativo»

«Il via libera definitivo al ColtivaItalia rappresenta un risultato importante per il mondo agricolo e un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, sostenere le produzioni nazionali, restituire reddito alle imprese e salvaguardare la salute dei cittadini. Il provvedimento recepisce numerose proposte avanzate da Coldiretti, intervenendo su questioni strategiche come la semplificazione burocratica, i contratti di filiera, i controlli sull’origine dei prodotti, il ricambio generazionale e il rilancio di comparti fondamentali, dalla cerealicoltura all’olivicoltura fino alla zootecnia».

Così commenta il presidente di Coldiretti, Fabio Mantovani, che pone l’accento sugli obiettivi di contrasto all’Italian sounding in una provincia dove le Indicazioni Geografiche sostengono la redditività delle imprese. «Tra le innovazioni più significative c’è, infatti, l’istituzione della banca dati dei controlli innovativi, che consentirà di utilizzare strumenti scientifici avanzati, dalla risonanza magnetica alla mappa genomica e alla mappatura isotopica, per verificare l’effettiva origine delle produzioni. Un salto di qualità nella trasparenza e nella capacità di contrastare frodi, falsificazioni e speculazioni che danneggiano gli agricoltori e mettono a rischio la fiducia dei consumatori», spiega Mantovani.

Soddisfazione anche per il Consorzio lombardo produttori di carne bovina (Clpcb). «Fondamentale il sostegno alla linea vacca-vitello, con ulteriori 300 milioni di euro destinati a rafforzare un modello di allevamento che rappresenta un’eccellenza italiana – afferma il presidente del Clpcb, Massimiliano Ruggenenti – per il legame con il territorio e la sostenibilità e che deve essere consolidato, incrementando il tasso di auto approvvigionamento a livello nazionale. A questo si aggiunge l’istituzione della Banca dati unica zootecnica al ministero della Salute».

«Accogliamo con favore questa misura – spiega il presidente di Confagricoltura, Andrea Pagliari – con l’auspicio, ora, che i decreti attuativi del provvedimento possano arrivare il prima possibile, affinché le aziende agricole possano beneficiare concretamente delle risorse in un momento decisamente critico come quello attuale». «Sarà fondamentale – aggiunge Pagliari – che proseguano le consultazioni con le organizzazioni di categoria, per individuare i settori maggiormente in difficoltà, cui destinare i primi interventi. Penso ad esempio alla filiera dei cereali, mais in primis, o a quella della carne bovina».




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