#Finsubito news – novità per Partita IVA e imprese


Il disegno di legge di Bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e presentato alla Camera il 30 ottobre (A.C. 3174). Vale circa 26 miliardi e, per chi ha una Partita IVA, contiene una novità attesa da tempo: la soglia del regime forfettario sale a 100.000 euro, ma solo per le imposte sui redditi.

In questa guida mettiamo in fila le misure che interessano professionisti, ditte individuali e piccole società, separando ciò che è scritto nel testo da ciò che resta da chiarire.

In una frase: è ancora un disegno di legge. Il Parlamento può modificarlo fino all’approvazione definitiva, attesa entro il 31 dicembre 2026. Le misure descritte qui si applicherebbero dal 1° gennaio 2027, salvo diversa indicazione.

A che punto è l’iter

1

28 ottobre 2026, Consiglio dei ministri
Approvazione del disegno di legge e del bilancio pluriennale 2027-2029.

2

30 ottobre 2026, Camera dei deputati
Presentazione del testo (A.C. 3174), assegnato alla Commissione Bilancio il 4 novembre.

3

Novembre e dicembre, emendamenti
Esame in Commissione e in Aula alla Camera, poi passaggio al Senato. È la fase in cui i numeri possono cambiare.

4

Entro il 31 dicembre 2026, Gazzetta Ufficiale
Pubblicazione della legge, in vigore dal 1° gennaio 2027.

Regime forfettario: soglia a 100.000 euro, IVA a 85.000

È la misura che riguarda più da vicino i nostri clienti. Il limite di ricavi o compensi per accedere e restare nel forfettario passa da 85.000 a 100.000 euro, ma solo ai fini delle imposte sui redditi. Per l’IVA la soglia resta ferma, perché la franchigia è legata alla direttiva europea e per alzarla serve un’autorizzazione dell’Unione.

Aspetto Oggi Con il DDL 2027
Soglia per le imposte sui redditi 85.000 euro 100.000 euro
Franchigia IVA 85.000 euro 85.000 euro, invariata
Tra 85.000 e 100.000 euro Uscita dal regime l’anno successivo Reddito ancora forfettario, IVA con le regole ordinarie
Imposta sostitutiva 15%, 5% per le nuove attività Invariata

In pratica, chi fattura tra 85.000 e 100.000 euro continuerebbe a calcolare il reddito con il coefficiente di redditività e a pagare il 15%, ma dovrebbe addebitare l’IVA ai clienti, tenere i registri IVA e fare le liquidazioni periodiche. Per chi lavora con privati, che l’IVA non la detraggono, il passaggio può pesare sul prezzo finale.

Punti ancora da chiarire. Il testo non scioglie tutti i dubbi pratici: da quale fattura scatta l’IVA nell’anno in cui si superano gli 85.000 euro e come si gestiscono gli acconti. Servono il testo definitivo e, con ogni probabilità, istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Se oggi sei vicino agli 85.000 euro, conviene ripassare le regole attuali nella nostra guida su quando conviene uscire dal regime forfettario e rifare i conti con il simulatore delle tasse forfettarie.

IRPEF: il 33% arriva fino a 55.000 euro

Per il solo 2027 l’aliquota del secondo scaglione, scesa al 33% con la manovra dello scorso anno, si estende ai redditi fino a 55.000 euro (oggi 50.000). Il risparmio riguarda solo la quota tra 50.000 e 55.000 euro, tassata 10 punti in meno: al massimo 500 euro l’anno.

La misura interessa i professionisti e le ditte individuali in regime ordinario o semplificato, oltre a dipendenti e pensionati. Non cambia nulla per i forfettari, che pagano l’imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF.

Imprese e assunzioni

  • Maxi deduzione del costo del lavoro: per le nuove assunzioni nel 2027 il costo deducibile sale al 140% per i giovani under 36 e al 180% per le lavoratrici madri (oggi 130%).
  • Esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nella ZES unica: prorogati al 31 dicembre 2027.
  • ZES unica: la dotazione del credito d’imposta per gli investimenti al Sud sale a circa 2,4 miliardi per il 2027.
  • Iperammortamento: la manovra non lo modifica. Resta la disciplina introdotta lo scorso anno, che sostituisce Transizione 5.0.

Casa e bonus edilizi

Per il 2027 restano le aliquote del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus, con il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Senza proroga sarebbero scese al 36% e al 30%. Confermato anche il bonus mobili al 50% su una spesa massima di 5.000 euro.

Chi paga: banche e assicurazioni

Tra le coperture c’è un contributo del settore finanziario di oltre 5 miliardi, ottenuto in gran parte con tre punti in più di addizionale IRES per banche e assicurazioni. Non riguarda le piccole imprese, ma spiega perché la manovra può permettersi l’intervento sul forfettario e sull’IRPEF.

Il nostro consiglio: non cambiare le tue scelte sulla base del disegno di legge. Se nel 2026 chiudi tra 85.000 e 100.000 euro, però, è il momento di fare due conti: con la nuova soglia potresti restare forfettario, ma con l’IVA. A gennaio, a legge approvata, ti diremo se e come conviene.

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Contenuto informativo. Questa guida descrive il disegno di legge presentato alla Camera il 30 ottobre 2026 (A.C. 3174) e riflette le informazioni disponibili alla data di pubblicazione. Il testo può cambiare durante l’esame parlamentare: lo aggiorneremo dopo l’approvazione definitiva. Prima di assumere decisioni, verifica la tua posizione con un professionista.

Domande frequenti

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Il DDL di Bilancio 2027 è già legge?

No. Il disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e presentato alla Camera il 30 ottobre (A.C. 3174), dove è all’esame della Commissione Bilancio. Deve essere approvato da entrambe le Camere e pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2026: fino ad allora le misure possono cambiare.

Con la soglia del forfettario a 100.000 euro dovrò applicare l’IVA?

Secondo il testo presentato sì, oltre 85.000 euro di ricavi. La soglia di 100.000 euro vale solo per le imposte sui redditi, mentre la franchigia IVA resta a 85.000 euro perché per alzarla serve l’autorizzazione dell’Unione europea. Chi sta tra 85.000 e 100.000 euro resterebbe forfettario per il reddito, ma con l’IVA secondo le regole ordinarie.

Quanto si risparmia con l’IRPEF al 33% fino a 55.000 euro?

Il risparmio riguarda solo la parte di reddito tra 50.000 e 55.000 euro, tassata al 33% invece che al 43%: al massimo 500 euro l’anno, e per il solo 2027 secondo il testo attuale. Interessa anche professionisti e ditte in regime ordinario, non i forfettari, che pagano l’imposta sostitutiva.

Legge di Bilancio 2027
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