La trattativa su Spin Time non accenna a finire: dopo aver respinto la “proposta ponte” dell’amministrazione comunale per far rientrare i residenti in sicurezza prima della conclusione della vendita, la società proprietaria dell’immobile Investire Sgr ha stanziato un contributo di 500mila euro a favore di Roma Capitale per “i nuclei familiari che, a seguito dell’incendio sviluppatosi nello stabile il 29 luglio scorso e della conseguente evacuazione, si sono trovati improvvisamente privi di una sistemazione abitativa e che, per condizioni di particolare fragilità, non sono in grado di provvedere autonomamente a una soluzione alternativa”. Ma la comunità di Spin Time replica che le persone che abitano quel palazzo da 13 anni non “si sono trovate improvvisamente prive di una sistemazione abitativa”, ma sono state “evacuate e non fatte rientrare per precisa volontà di Investire Sgr”, che “mette a repentaglio questa comunità da 13 anni”. Per questo motivo, i residenti di via Santa Croce in Gerusalemme 55 sottolineano che “l’unica risoluzione possibile è la vendita del palazzo di Spin Time per trasformarlo definitivamente in un modello d’abitare cooperativistico e mutualistico. Questa situazione può risolversi solo trovando un accordo che permetta alle famiglie di rientrare a casa loro”.
Sono infatti passate ormai due settimane dall’incendio che nella notte tra il 29 e il 30 luglio ha costretto gli abitanti di Spin Time a evacuare il palazzo, ma per i 400 residenti (tra cui 90 bambini) di tornare a casa proprio non se ne parla. Per circa 160 di loro è stata trovata una sistemazione alternativa a seguito di un incontro tra Roma Capitale e una delegazione della comunità di Spin Time per fare il punto sulla situazione e sulle soluzioni individuate dall’amministrazione. Al termine della riunione, il Comune ha fatto sapere che, in continuità con il lavoro svolto finora, “proseguirà nella ricerca di strutture, privilegiando per quanto possibile soluzioni nell’Esquilino o nelle aree limitrofe, con particolare attenzione alle esigenze dei nuclei con minori, alla continuità dei percorsi scolastici e al mantenimento dei legami con il territorio“. Il confronto si è concentrato sulle soluzioni abitative proposte e sulle eventuali difficoltà emerse per individuare le risposte più adeguate alle diverse esigenze e la delegazione ha espresso “apprezzamento per la disponibilità e per il lavoro svolto finora dall’Amministrazione e dai suoi uffici”.
Investire Sgr contribuirà con una somma erogata attraverso delegazione di pagamento per coprire le spese di soluzioni di alloggio temporanee secondo le priorità individuate durante l’incontro in termini di area, continuità scolastica e radicamento territoriale delle famiglie. Come ha affermato la società in una nota, “Roma Capitale individuerà le strutture e i servizi necessari e curerà le relative procedure, mentre Investire Sgr provvederà direttamente ai pagamenti nei limiti del contributo previsto”. Ma gli attivisti ricordano che se si trovano in questa situazione è proprio a causa del rifiuto dell’accordo ponte con il Comune e incalzano la proprietà, che “ha anche dichiarato che la trattativa andrà avanti. Quella è l’unica dimostrazione di interesse all’emergenza abitativa che ci aspettiamo da Investire Sgr. I nostri occhi sono puntati sul palazzo“.
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Redazione Cronaca
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