La banca più antica di Israele punta in grande sul trading di Bitcoin, Ether e Solana


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La banca commerciale più grande e più antica di Israele ha reso noto questa settimana l’accordo con Galaxy Digital Inc., la società specializzata in criptovalute quotata al Nasdaq e guidata da Mike Novogratz. L’obiettivo di lancio è l’inizio del 2027, ma la Banca di Israele detiene ancora il potere di bloccare l’iniziativa.

Leumi e la sua divisione di mobile banking, PEPPER, inserirebbero il servizio in un’area riservata dell’app di investimento Leumi Trade. I clienti potrebbero acquistare, detenere e vendere asset crittografici selezionati oltre ai prodotti tradizionali, tra cui azioni e obbligazioni.

Questa configurazione elimina il consueto percorso ad ostacoli legato alle criptovalute. I clienti non avrebbero bisogno di conti su exchange indipendenti o di portafogli personali, che contengono le credenziali necessarie per gestire gli asset digitali.

Un percorso verso le criptovalute controllato dalla banca

Galaxy fornirà la struttura di trading e custodia alla base del servizio proposto. La custodia è l’attività poco affascinante ma fondamentale volta a proteggere gli asset e le chiavi private che ne consentono la gestione.

Fonte immagine: X

Il trading avverrebbe tramite la divisione istituzionale di Galaxy, una piattaforma realizzata per banche e grandi società di investimento. Leumi prevede inoltre di implementare l’infrastruttura di custodia di Galaxy, precedentemente nota come GK8, nell’ambito di un accordo in white label. In parole povere, Leumi gestirebbe il sistema a proprio nome anziché indirizzare i clienti verso un exchange o un custode esterno.

È proprio questa distinzione il punto fondamentale: i clienti avrebbero a che fare con la propria banca, non con un altro intermediario nel settore delle criptovalute. Leumi prevede inoltre di gestire la rendicontazione fiscale secondo le norme dell’Agenzia delle Entrate israeliana, sebbene le commissioni, i limiti di trading e l’elenco completo degli asset ammissibili non siano ancora stati resi noti. Il servizio non è un portafoglio di criptovalute in autocustodia. I clienti non deterrebbero le proprie chiavi private. L’accordo funziona come un conto di intermediazione convenzionale, in cui un istituto detiene i titoli per conto di un cliente. Offre comodità, ma sottopone anche i clienti ai sistemi e alle regole della banca. Le criptovalute detenute in custodia non godono della stessa protezione dell’assicurazione sui depositi prevista per i depositi in shekel.

Un secondo tentativo secondo le nuove regole

Leumi aveva già tentato questa mossa in passato. Nel 2022 aveva annunciato una partnership prevista con Paxos per il trading di criptovalute tramite Pepper Invest. Il progetto non è mai stato reso disponibile ai clienti perché la Banca di Israele ne ha negato l’autorizzazione normativa.

Il contesto è cambiato. A metà del 2026, le autorità di vigilanza bancaria israeliane hanno presentato una bozza di norme che considererebbe alcuni trasferimenti da fornitori di servizi di asset virtuali autorizzati come a rischio inferiore, invece di segnalare automaticamente i trasferimenti di importo maggiore per un controllo più approfondito.

Anche l’Autorità israeliana per i mercati dei capitali, le assicurazioni e il risparmio ha inasprito i controlli sulle società di criptovalute autorizzate. Il quadro normativo proposto include requisiti patrimoniali, separazione delle attività dei clienti e norme di sicurezza informatica. Le bozze di standard per i token destinati al pubblico favoriscono gli asset più grandi e consolidati che soddisfano i criteri di valore di mercato, decentralizzazione e riconoscimento internazionale.

Tali cambiamenti potrebbero ridurre i timori delle banche nei confronti delle «on-ramp» e delle «off-ramp» delle criptovalute, ovvero i canali che trasferiscono denaro tra il sistema bancario e i mercati degli asset digitali.

Ciò che quattro anni fa sembrava impossibile viene ora sperimentato come prodotto bancario regolamentato, in cui i controlli sui rischi e la rendicontazione fiscale sostituiscono il modello di scambio senza regole che teneva clienti e responsabili della conformità in disparte.

Sicurezza e concorrenza al centro dell’attenzione

Nel 2023 Galaxy ha acquisito GK8, società fondata in Israele, per circa 44 milioni di dollari nell’ambito della procedura fallimentare di Celsius Network. I sistemi di GK8 isolano le funzioni di firma delle chiavi dai sistemi connessi a Internet, riducendo la superficie di attacco remota che ha ripetutamente tormentato le aziende del settore delle criptovalute.

La piattaforma utilizza inoltre controlli multipartitici, per cui le transazioni possono richiedere più di un’approvazione ed essere vincolate da regole predefinite. Per una banca, tali controlli potrebbero soddisfare requisiti di conformità e sicurezza che superano gli standard di una tipica piattaforma di criptovalute al dettaglio.

Leumi sta compiendo questa mossa in un Paese già saturo di interesse per le criptovalute. Secondo le stime del settore, negli ultimi anni oltre il 25% degli israeliani ha detenuto o utilizzato asset digitali. I dati di Chainalysis hanno mostrato che Israele ha ricevuto un valore stimato di 22 miliardi di dollari in criptovalute on-chain nei 12 mesi terminati a giugno 2025.

Il servizio proposto potrebbe costringere altre grandi banche israeliane, tra cui Bank Hapoalim, Mizrahi-Tefahot e Bank Discount, a seguire l’esempio; nessuna di queste, infatti, aveva annunciato pubblicamente offerte di trading al dettaglio comparabili entro la metà di agosto.

Per ora, il piano di Leumi è una proposta, non un prodotto già operativo. I punti critici sono la decisione della Banca di Israele, l’elenco definitivo degli asset, le commissioni, le regole sui prelievi verso portafogli esterni e la formazione dei clienti richiesta prima del lancio previsto per l’inizio del 2027.


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Alan Inman

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