Prima l’incidente stradale, poi gli accertamenti tossicologici, la sospensione della patente per un anno, il ricorso e infine il pronunciamento del Giudice di Pace che ha disposto la restituzione immediata del documento. Ma, nonostante l’ordinanza, la vicenda non sembra ancora essersi conclusa e per l’imprenditore coinvolto si apre ora un nuovo capitolo, legato proprio alla difficoltà di tornare materialmente in possesso della patente.
Una situazione che, secondo quanto rappresentato dalla difesa, sta provocando ulteriori disagi anche sul piano lavorativo, considerato che l’uomo è titolare di un’attività di rivendita di autoveicoli e che la sua presenza e la possibilità di spostarsi sono necessarie per la gestione dell’impresa.
La vicenda ha avuto origine nei mesi scorsi, quando l’imprenditore è rimasto coinvolto in un incidente stradale. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Sora, che hanno effettuato i rilievi e avviato gli accertamenti previsti in questi casi.
Nel corso degli accertamenti sono stati eseguiti anche esami tossicologici di primo e secondo livello. Il procedimento amministrativo ha quindi portato la Prefettura di Frosinone ad adottare, il 27 marzo 2026, un decreto con il quale veniva disposta la sospensione della patente di guida per 12 mesi, ai sensi degli articoli 187 e 223 del Codice della strada. Il provvedimento è stato notificato all’interessato il 7 aprile 2026.
L’imprenditore, assistito dall’avvocato Francesco Venafro, ha quindi proposto opposizione davanti al Giudice di Pace di Sora, contestando i presupposti della sospensione.
Nel frattempo sono stati effettuati ulteriori accertamenti sanitari. In particolare, l’imprenditore si è sottoposto a visita presso la Commissione Medica Locale e agli esami del capello, del sangue e delle urine, ottenendo un esito favorevole e il riconoscimento dell’idoneità alla guida. La questione è arrivata quindi davanti al Giudice di Pace di Sora, dottor Giovanni Catini, che nell’ordinanza del 17 agosto 2026 ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla difesa.
Il giudice ha esaminato la documentazione relativa all’incidente, i referti tossicologici di primo e secondo livello, la valutazione comportamentale effettuata dai sanitari e il certificato di idoneità alla guida rilasciato dalla Commissione Medica Locale. Ed è proprio sul risultato degli accertamenti tossicologici che l’ordinanza individua uno degli elementi centrali della vicenda.
Nel referto di conferma effettuato con metodica GC/MS era stata rilevata nel sangue la presenza della sola benzoilecgonina, metabolita farmacologicamente inattivo della cocaina, nella concentrazione di 83 ng/ml, mentre la cocaina immodificata risultava inferiore al limite di conferma indicato nel referto.
Secondo il Giudice di Pace, tale dato non attesterebbe la presenza del principio attivo in una quantità tale da poter incidere sulla capacità di guida e risulterebbe compatibile con un’assunzione pregressa e in fase avanzata di metabolizzazione, piuttosto che con un’assunzione temporalmente prossima alla guida.
A questo elemento si aggiunge, secondo quanto riportato nell’ordinanza, la valutazione comportamentale dei sanitari che non aveva evidenziato segni o sintomi di intossicazione in atto, con l’indicazione «nulla da rilevare».
Ma c’è anche un altro aspetto evidenziato dal giudice: la ricostruzione del sinistro stradale contenuta nella documentazione acquisita agli atti avrebbe attribuito la responsabilità dell’incidente alla conducente dell’altro veicolo, facendo risultare l’imprenditore parte danneggiata.
Alla luce di questi elementi, il Giudice di Pace ha ritenuto che il decreto prefettizio fosse stato adottato in assenza dei «fondati elementi di evidente responsabilità» richiesti dalla normativa, ravvisando gravi e circostanziate ragioni a sostegno dell’opposizione.
Non solo. Il giudice ha preso in considerazione anche le conseguenze concrete che la sospensione della patente stava producendo sulla vita dell’imprenditore. Nell’ordinanza viene infatti evidenziato che l’uomo vive solo, deve raggiungere quotidianamente il luogo di lavoro, distante circa cinque chilometri dalla propria abitazione, ed è titolare di un’attività di rivendita di autoveicoli con dipendenti, la cui conduzione presuppone la sua presenza e la possibilità di spostarsi.
La sospensione incide inoltre, secondo quanto rilevato dal giudice, sulle esigenze familiari dell’uomo, che deve provvedere anche alle necessità dei suoi due figli minori.
Per il Giudice di Pace, quindi, la prosecuzione della sospensione, anche alla luce dell’accertata idoneità psico-fisica alla guida, avrebbe determinato un danno grave e irreparabile, incidendo in maniera significativa sul diritto al lavoro e sull’attività d’impresa.
Da qui la decisione. Con l’ordinanza del 17 agosto 2026, il Giudice di Pace di Sora ha accolto l’istanza cautelare e sospeso l’efficacia esecutiva del decreto della Prefettura di Frosinone che prevedeva la sospensione della patente per 12 mesi.
Restituzione immediata della patente ma qualcosa va storto
Ma soprattutto, il provvedimento dispone espressamente la restituzione immediata della patente di guida, ordinando che il titolo abilitativo venga riconsegnato all’interessato a cura della Prefettura di Frosinone.
La vicenda, tuttavia, secondo quanto riferito dalla difesa, non si è ancora chiusa. Nonostante l’ordinanza che dispone la restituzione immediata, l’imprenditore starebbe infatti incontrando difficoltà nel tornare materialmente in possesso della patente. Una situazione che, a distanza di pochi giorni dal provvedimento del Giudice di Pace, sta creando ulteriori problemi alla sua attività professionale.
Il mancato possesso del documento, infatti, gli impedirebbe di svolgere con piena autonomia gli spostamenti necessari alla gestione della propria attività e, di conseguenza, di espletare regolarmente il proprio lavoro.
Per questo motivo l’avvocato Francesco Venafro sta predisponendo una diffida formale nei confronti della Prefettura di Frosinone, chiedendo l’immediata esecuzione dell’ordinanza e quindi la riconsegna della patente.
La difesa, qualora la situazione non dovesse essere risolta tempestivamente, starebbe inoltre valutando ulteriori iniziative, fino alla presentazione di una denuncia per tutelare l’assistito e far accertare eventuali responsabilità legate alla mancata restituzione del documento nonostante l’ordine impartito dal Giudice di Pace.
Sul piano giudiziario, l’ordinanza del 17 agosto ha natura cautelare. Lo stesso Giudice di Pace ha fissato per il 7 settembre 2026, alle ore 11, l’udienza nella quale le parti potranno interloquire sulla conferma, modifica o revoca del provvedimento.
Nel frattempo, però, il nodo resta quello della restituzione della patente: un documento che il provvedimento giudiziario ha ordinato di riconsegnare immediatamente e che, secondo la difesa, l’imprenditore attende ancora di poter riavere concretamente nelle proprie mani.
Una situazione che, oltre al profilo strettamente giudiziario, sta producendo conseguenze dirette sull’attività lavorativa dell’imprenditore e che potrebbe ora sfociare in un nuovo contenzioso qualora la restituzione non avvenga in tempi rapidi.
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Roberta Di Pucchio
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