il piano dell’AfD per la Germania


Separare a scuola i bambini con disabilità dagli altri alunni. Creare una “guardia civica” di cittadini volontari da affiancare alle autorità. Avviare una “offensiva di espulsioni e remigrazione”, con più centri di detenzione e voli organizzati direttamente dal Land per rimpatriare gli stranieri.

Non sono slogan pronunciati durante un comizio. Sono alcune delle proposte scritte nero su bianco nel programma con cui l’Alternative für Deutschland punta a conquistare domenica 6 settembre la Sassonia-Anhalt. Il voto potrebbe diventare uno spartiacque per l’intera Germania: secondo gli ultimi sondaggi l’AfD è al 42 per cento, venti punti davanti alla Cdu, ferma al 22.

Per la prima volta l’estrema destra tedesca può quindi avvicinarsi concretamente alla guida di un Land. E proprio qui sta l’importanza del suo programma: capire che cosa accadrebbe se un partito che finora ha fatto soprattutto opposizione ottenesse il controllo di ministeri, scuola, polizia, amministrazione e finanziamenti pubblici.

I bambini disabili fuori dalle classi comuni

Uno dei cambiamenti più immediati riguarderebbe proprio la scuola, materia sulla quale in Germania i Länder hanno ampi poteri. Il programma dell’AfD liquida esplicitamente come fallito l’attuale modello di inclusione, cioè la possibilità per gli studenti con disabilità di frequentare le stesse scuole e le stesse classi degli altri bambini con il necessario sostegno.

Il giudizio utilizzato nel manifesto è durissimo. Secondo l’AfD gli alunni con disabilità non riceverebbero nelle classi inclusive l’attenzione di cui hanno bisogno, avrebbero difficoltà a inserirsi e finirebbero per rallentare l’andamento delle lezioni.

Da qui la promessa: “porremo immediatamente fine all’inclusione e potenzieremo le scuole speciali”. Più precisamente, quindi, il progetto non consiste semplicemente nel creare qualche classe differenziata, ma nel riportare al centro del sistema le Förderschulen, gli istituti specializzati per gli studenti con particolari necessità educative.

È uno dei punti su cui un eventuale governo AfD avrebbe maggiori possibilità di intervenire davvero. L’istruzione è infatti principalmente competenza dei Länder e secondo i media tedeschi proprio la scuola è uno dei settori nei quali la conquista della Sassonia-Anhalt consentirebbe al partito di imprimere rapidamente una svolta.

E non finisce qui. L’AfD vuole sostituire l’obbligo di frequentare una scuola con un più generico obbligo di istruzione, aprendo così all’homeschooling; scegliere a livello centrale i materiali didattici; cancellare i finanziamenti ai progetti come “Scuola senza razzismo” e al tempo stesso creare classi speciali per i figli dei rifugiati. Al contempo si legge di rafforzamento dell’insegnamento del russo e degli scambi scolastici con la Russia.

L’“offensiva di remigrazione”

Ma è sull’immigrazione che il manifesto costruisce il suo progetto più vasto. Il secondo capitolo porta direttamente il titolo “Immigrazione e remigrazione”. L’AfD afferma che la capacità di accoglienza della Sassonia-Anhalt sarebbe esaurita e considera necessaria una “offensiva di espulsione e remigrazione”.

La parola non è lasciata completamente nel vago. Nel programma la “politica globale di remigrazione” viene articolata in tre componenti: il ritorno in Germania dei lavoratori tedeschi emigrati all’estero, l’espulsione forzata degli stranieri che hanno l’obbligo di lasciare il Paese e programmi di ritorno volontario per gli immigrati irregolari.

A coordinare tutto dovrebbe essere una nuova struttura per la remigrazione, guidata da un commissario dedicato. I fondi oggi impiegati per figure che aiutano l’integrazione degli stranieri verrebbero utilizzati per finanziare “consulenti per la remigrazione”.

Ma le misure concrete vanno molto oltre. L’AfD ha messo in programma 100 milioni di euro per una “offensiva di espulsioni”, e aumentare considerevolmente i posti per la detenzione in attesa di rimpatrio. Si ipotizzano anche strumenti come arresti domiciliari nelle strutture di accoglienza e braccialetti elettronici.

Il programma promette anche di cancellare l’attuale diritto costituzionale all’asilo, trasformandolo sostanzialmente in una concessione dello Stato, e di abolire il principio per cui in determinate condizioni un bambino nato in Germania da genitori stranieri può acquisire la cittadinanza tedesca, tornando a privilegiare il principio della discendenza. Tuttavia per ottenere questi risultati un governo regionale dovrebbe però passare attraverso il Bundesrat e ottenere modifiche alla legislazione federale e, nel caso dell’asilo, alla Costituzione.

Una “terza colonna” della sicurezza: la guardia civica

Poi c’è la sicurezza. Il punto numero 20 del relativo capitolo porta un titolo che lascia poco spazio alle interpretazioni: “Introdurre una guardia civica volontaria”. L’AfD sostiene che polizia e uffici comunali non siano più sufficienti per garantire ordine e sicurezza e propone quindi di costruire quella che definisce una “terza colonna dell’architettura della sicurezza locale”.

Ne farebbero parte comuni cittadini, impiegati nel proprio tempo libero dopo aver seguito corsi di formazione. Riceverebbero un piccolo compenso esentasse e sarebbero formalmente subordinati agli uffici comunali competenti, svolgendo attività di supporto alla polizia e agli agenti municipali.

Il manifesto precisa che queste guardie non dovrebbero sostituire i poliziotti. E, a differenza di quanto è stato scritto in alcune ricostruzioni, il punto dedicato alla Bürgerwacht non prevede esplicitamente che i volontari siano armati. Resta però politicamente significativo il principio: introdurre nella struttura della sicurezza pubblica pattuglie composte da normali cittadini, trasformandole in una presenza istituzionale stabile sul territorio.

La rivoluzione culturale dell’AfD

Scuola, immigrazione e sicurezza sono soltanto le parti più immediatamente applicabili di un progetto molto più ampio volto a “rimodellare radicalmente” il Land. Il filo conduttore è una battaglia contro ciò che il partito considera il consenso liberale degli ultimi decenni.

La famiglia composta da padre, madre e figli viene proposta come modello da privilegiare. Il programma polemizza contro le “deviazioni sessuali” e gli stili di vita non riproduttivi. La tv pubblica è considerata parte di un sistema da ridimensionare. I finanziamenti culturali dovrebbero favorire opere capaci di contribuire alla costruzione di una “identità tedesca”.

Anche il Bauhaus, uno dei simboli mondiali della cultura tedesca del Novecento e nato proprio in questa regione, diventa un bersaglio. L’AfD critica il modernismo e vuole sostituire lo slogan regionale “Pensare moderno” con “Pensare tedesco”. Il parallelo storico è particolarmente sensibile: il Bauhaus venne perseguitato dai nazisti e chiuse nel 1933.

E poi c’è la Russia. Il partito vuole ricostruire i rapporti economici e culturali con Mosca, interrompere l’attuale politica di isolamento e rilanciare persino gli scambi scolastici con gli studenti russi. È una posizione che intercetta un sentimento ancora molto presente nell’ex Germania orientale e che distingue nettamente l’AfD dal governo federale.

Quanto può realizzare davvero l’AfD

È questo il punto decisivo. Il “manifesto di Magdeburgo” mescola misure che un governo regionale potrebbe attuare relativamente in fretta e obiettivi sui quali non avrebbe alcun potere diretto.

Scuola, cultura, polizia regionale, amministrazione e finanziamenti del Land sono terreni sui quali una maggioranza AfD potrebbe intervenire concretamente. Politica estera, sanzioni alla Russia, diritto di cittadinanza o cancellazione del diritto costituzionale all’asilo dipendono invece dal governo federale, dal Bundestag, dal Bundesrat o da norme europee.

Ma probabilmente è proprio questo il significato politico del programma. La Sassonia-Anhalt non viene pensata soltanto come una regione da governare. Viene proposta come un laboratorio.

Se domenica l’AfD riuscisse a trasformare il 42 per cento registrato nei sondaggi in una maggioranza capace di governare, per la prima volta molte delle sue idee uscirebbero dai programmi e dai comizi per confrontarsi direttamente con le istituzioni tedesche.

Ed è per questo che il voto di uno dei Länder meno popolosi della Germania è diventato improvvisamente un appuntamento nazionale: quello che accade a Magdeburgo potrebbe mostrare, per la prima volta, che cosa significa davvero un’AfD al potere.


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