Ci sono due bandi europei aperti fino al 12 novembre 2026 che valgono insieme 58,4 milioni di euro e che quasi nessuna PMI italiana ha in agenda, per un motivo semplice: non può presentarli. Sono le due call dello strumento I3, Interregional Innovation Investments, e il candidato deve essere un ente pubblico, un soggetto non profit o un’agenzia incaricata dal governo nazionale o regionale. Le imprese ci entrano dalla porta accanto, che però è quella che porta i soldi: almeno il 70% dei costi diretti del progetto deve finire in investimenti nelle imprese, e una parte arriva alle PMI come sub-grant fino a 100.000 euro ciascuno, assegnati con bandi a cascata che i progetti finanziati sono obbligati a pubblicare.
Chi lavora con le imprese ha quindi due mosse possibili, e sono entrambe da fare adesso: entrare in un consorzio che si sta formando prima del 12 novembre, oppure tenere d’occhio le call a cascata dei progetti già finanziati, che restano aperte almeno due mesi e non passano dai canali abituali dei bandi italiani.
I3 2026 in sintesi
- Cosa è: lo strumento europeo che cofinanzia investimenti in innovazione condivisi fra regioni di Paesi diversi, gestito da EISMEA
- Per chi: consorzi guidati da enti pubblici, organizzazioni non profit o agenzie di sviluppo e innovazione. Le imprese partecipano come partner o come destinatarie dei sub-grant
- Quanto: 28,2 milioni sullo Strand 1 e 30,2 milioni sullo Strand 2a, progetti da 2 a 10 milioni di euro
- Quando: le due call si chiudono il 12 novembre 2026 alle 17:00, ora di Bruxelles
- Come: proposta unica sul portale della Commissione, valutazione fino ad aprile 2027, esiti a maggio 2027
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58,4M€
Dotazione delle due call
100.000€
Sub-grant massimo per PMI
70%
Dei costi diretti deve andare alle imprese
Le due call, una accanto all’altra
Le differenze fra i due Strand non sono tematiche ma geografiche e di composizione del consorzio, ed è quello che determina in quale delle due un soggetto italiano ha senso che entri.
| Voce | Strand 1 (I3-2026-INV1) | Strand 2a (I3-2026-INV2a) |
|---|---|---|
| Oggetto | Investimenti in aree di specializzazione intelligente condivise o complementari | Sviluppo delle catene del valore nelle regioni meno sviluppate |
| Dotazione 2026 | 28,2 milioni di euro | 30,2 milioni di euro |
| Consorzio minimo | 5 soggetti indipendenti in 5 regioni diverse di 3 Paesi ammissibili | 3 soggetti indipendenti in 3 regioni diverse di 2 Paesi ammissibili |
| Vincolo territoriale | Almeno 2 soggetti in una regione meno sviluppata | Almeno 1 soggetto in una regione più sviluppata |
| Chi fa il coordinatore | Ente pubblico, organizzazione non profit oppure soggetto incaricato da un governo nazionale o regionale di attuare azioni di innovazione e investimento per le PMI (cluster, agenzie di sviluppo, agenzie per l’innovazione, partenariati pubblico privato) | |
| Budget di progetto | Di norma tra 2 e 10 milioni di euro di contributo richiesto | |
| Durata | Di norma tra 18 e 36 mesi | |
| Apertura e scadenza | Aperte il 13 maggio 2026, chiudono il 12 novembre 2026 alle 17:00, ora di Bruxelles | |
La logica delle due call si capisce leggendo insieme il vincolo sul consorzio e quello sul territorio. Lo Strand 1 parte dalle regioni forti e chiede di portare dentro almeno due soggetti di regioni meno sviluppate. Lo Strand 2a parte dalle regioni deboli e chiede almeno un partner di una regione più sviluppata. In Italia questo significa che un’agenzia del Mezzogiorno e un cluster del Nord non sono in competizione: sono i due pezzi della stessa proposta, e la scelta dello Strand dipende da chi tiene il coordinamento.
Consiglio operativo. La classificazione della regione non si dà per scontata. La Commissione mantiene una mappa interattiva delle categorie di regione (meno sviluppate, in transizione, più sviluppate) e va controllata prima di impostare il consorzio, perché il vincolo è di ammissibilità e non di punteggio: un consorzio che non rispetta la composizione minima non arriva alla valutazione di merito.
Il sub-grant alle PMI: 100.000 euro, e all’ente costa zero
La parte del meccanismo che vale la pena conoscere anche se non si parteciperà mai a un progetto I3 è il financial support to third parties, cioè il finanziamento a cascata. Il progetto finanziato può girare una quota delle risorse a PMI che non fanno parte del consorzio, tramite bandi propri.
Le condizioni fissate dal documento di call sono precise:
- il massimo per ciascun beneficiario è 100.000 euro, salvo motivazione specifica nella proposta;
- i destinatari devono essere PMI stabilite in regioni di Stati membri dell’Unione, compresi i paesi e territori d’oltremare;
- i costi del finanziamento a cascata non possono superare il 30% dei costi totali ammissibili del progetto;
- i bandi devono essere pubblici, ampiamente diffusi e restare aperti almeno due mesi;
- gli esiti vanno pubblicati, con nome e Paese dei beneficiari, durata e data di assegnazione.
C’è poi il dettaglio che cambia i conti di chi il progetto lo scrive: i costi per il finanziamento a cascata sono rimborsati al 100%, mentre tutte le altre categorie di costo sono rimborsate al 70%. Un ente che mette in bilancio un milione di euro di sub-grant alle PMI se lo vede riconosciuto per intero, senza cofinanziamento a carico. È una scelta esplicita della Commissione per spingere le risorse verso le imprese invece che verso le strutture.
I due vincoli che decidono la proposta
Oltre alla composizione del consorzio, il documento di call impone due requisiti quantitativi che vanno dimostrati nella domanda e che di fatto disegnano il budget:
- almeno il 70% dei costi diretti ammissibili deve essere destinato a investimenti nelle imprese, con focus sulle PMI. Nel conteggio entrano i costi delle PMI che sono partner del consorzio, i sub-grant alle PMI esterne e il supporto non finanziario fornito alle imprese del portafoglio;
- almeno il 50% dei costi totali ammissibili deve essere sostenuto in regioni meno sviluppate, dai beneficiari direttamente oppure attraverso i sub-grant.
Il secondo vincolo è quello che rende l’Italia meridionale un partner ricercato invece che un peso: senza soggetti del Mezzogiorno, o senza una quota consistente di spesa che ricade lì, la proposta non regge il requisito. Chi assiste imprese e agenzie del Sud ha in mano una carta che vale più di quanto si pensi in questa fase di costruzione dei consorzi.
Come funzionano i rimborsi e la cassa
Il contributo I3 è una sovvenzione a costi reali, con alcune voci a costo unitario e a forfait. Non è un lump sum: si rendicontano i costi effettivamente sostenuti.
| Voce | Regola |
|---|---|
| Tasso di rimborso ordinario | 70% dei costi ammissibili |
| Tasso sui sub-grant alle PMI | 100% dei costi per il finanziamento a cascata |
| Costi indiretti | Forfait del 7% dei costi diretti ammissibili |
| IVA | Ammissibile se non detraibile e non recuperabile, esclusa quella pagata da enti pubblici che agiscono come autorità pubblica |
| Prefinanziamento | Di norma il 70% del contributo massimo, dopo la firma dell’accordo |
| Divieto di profitto | Le organizzazioni a scopo di lucro dichiarano i ricavi del progetto e l’eventuale utile viene dedotto dal contributo finale |
Il divieto di profitto è la voce che gli operatori privati sottovalutano più spesso: se il progetto genera ricavi superiori ai costi, la differenza viene detratta a saldo. Nei progetti I3, dove una parte delle attività riguarda servizi alle imprese, è una verifica da fare prima di impostare il piano economico, non dopo.
Il calendario, e perché conta più di quanto sembri
Le due call sono aperte dal 13 maggio 2026 e si chiudono il 12 novembre 2026 alle 17:00. La valutazione occupa il periodo da novembre 2026 ad aprile 2027, gli esiti sono attesi a maggio 2027 e la firma dell’accordo di sovvenzione ad agosto 2027.
Tradotto per chi deve decidere: fra la domanda e l’avvio effettivo passano nove mesi, e un progetto di 18-36 mesi presentato adesso produce i primi bandi a cascata verso le PMI non prima della fine del 2027. Per un’impresa che cerca 100.000 euro nel breve periodo questa non è la strada, e conviene dirlo subito. Per un’agenzia o un cluster che programma il triennio, invece, è esattamente il momento in cui si decide.
Cosa fare adesso, a seconda di chi sei
Sei una PMI
Non puoi coordinare, ma puoi entrare come partner in un consorzio in formazione, e sei anche il destinatario naturale dei sub-grant. Il primo passo è farsi trovare dai coordinatori delle regioni con cui condividi la specializzazione produttiva.
Sei un ente, un cluster o un’agenzia
Puoi coordinare, e il vincolo del 70% ti obbliga a costruire il progetto attorno a un portafoglio di imprese reali, non attorno alle attività della struttura. La domanda da cui partire è quali PMI investono davvero, non quali attività si possono rendicontare.
I progetti già finanziati dallo strumento nelle edizioni precedenti sono consultabili nell’osservatorio pubblico di I3, che è anche il modo più rapido per capire quali regioni italiane sono già dentro la rete e con quali temi.
Domande frequenti su I3
Una PMI può presentare domanda su I3?
Non come coordinatore. Il documento di call riserva il ruolo di coordinatore a enti pubblici, organizzazioni non profit e soggetti incaricati da governi nazionali o regionali di attuare azioni di innovazione e investimento per le PMI. Un’impresa può essere partner del consorzio, oppure ricevere un sub-grant fino a 100.000 euro attraverso i bandi a cascata pubblicati dai progetti finanziati.
Quanto vale un progetto I3?
Il contributo richiesto va di norma da 2 a 10 milioni di euro per progetto, e il documento di call non esclude importi diversi se motivati nella domanda. Il contributo concesso può essere inferiore a quello richiesto.
Che differenza c’è fra Strand 1 e Strand 2a?
Lo Strand 1 finanzia investimenti in aree di specializzazione intelligente condivise o complementari e chiede un consorzio di almeno 5 soggetti in 5 regioni di 3 Paesi, con almeno 2 in regioni meno sviluppate. Lo Strand 2a è centrato sullo sviluppo delle catene del valore nelle regioni meno sviluppate e chiede almeno 3 soggetti in 3 regioni di 2 Paesi, con almeno uno in una regione più sviluppata.
Il sub-grant ricevuto da una PMI è un aiuto di Stato?
Il documento di call non fissa il regime di aiuto applicabile ai sub-grant: lo definisce il bando a cascata pubblicato dal singolo progetto, insieme alle spese ammissibili e ai criteri di selezione. È la prima cosa da leggere quando esce quel bando, perché da lì dipende l’impatto sul plafond dell’impresa e la compatibilità con altri incentivi già ottenuti.
Quali costi rientrano nel progetto?
Personale, subappalti, viaggi e missioni, attrezzature per la quota di ammortamento, altri beni e servizi, il finanziamento a cascata e i costi indiretti al 7% forfettario. Il rimborso è al 70%, tranne i costi del finanziamento a cascata che sono coperti al 100%.
Quando escono i bandi a cascata per le PMI?
Li pubblicano i progetti finanziati, durante l’attuazione, e devono restare aperti almeno due mesi. Per i progetti selezionati su queste due call il periodo utile parte dopo la firma dell’accordo, prevista ad agosto 2027. Restano invece attivi i bandi a cascata dei progetti I3 delle edizioni precedenti, che vanno cercati sui siti dei consorzi e non sui portali istituzionali italiani.
Come muoverti
Se stai valutando l’ingresso in un consorzio, i documenti da leggere sono i due call document ufficiali, uno per Strand, e la mappa delle categorie di regione. Se invece ti interessa la parte a valle, cioè i sub-grant, la cosa utile è sapere che esistono e che si intercettano solo monitorando i progetti, non aspettando che compaiano nei canali nazionali.
Per il quadro degli altri strumenti a gestione diretta della Commissione, la nostra guida ai principali programmi di finanziamento europei spiega come sono organizzati e a chi si rivolgono, mentre la differenza fra i fondi che passano dalle Regioni e quelli gestiti direttamente da Bruxelles è trattata nell’analisi dei finanziamenti europei diretti e indiretti. Gli sportelli italiani in scadenza mese per mese sono invece nella mappa dei bandi a fondo perduto attivi.
Le fonti ufficiali di questo articolo sono il documento di call dello Strand 1 pubblicato dalla Commissione europea, la scheda EISMEA dello Strand 2a e l’osservatorio dei progetti I3.
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