Al termine dalla procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas) Regione Liguria ha approvato la modifica al Piano regionale integrato delle infrastrutture, mobilità e trasporti (Priimt) che prevede l’inserimento, all’interno della Linea d’Azione del Piano dedicata alle infrastrutture viarie, della Superstrada del Golfo, della Variante della Cisa e del By-pass di Santo Stefano Magra, comprensivo degli interventi di adeguamento della viabilità esistente. Interveniti sui quali è incardinato uno studio, presentato alla fine del 2024, finanziato da Ance La Spezia e dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale ed elaborato da Advisory del Centro Studi Confindustria con l’Università La Sapienza di Roma.
“Regione Liguria, facendo proprie le istanze pervenute da Ance e da Confindustria della provincia della Spezia, compie un passo importante per il potenziamento del sistema infrastrutturale della Val di Magra, della Val di Vara e del Golfo della Spezia”, si legge in una nota congiunta di Regione e dell’Ance e della Confindustria spezzine. “Si tratta di un progetto strategico per la riorganizzazione della mobilità di un’area fondamentale per l’economia ligure – si legge ancora -, che punta a costruire un sistema di collegamenti più moderno, efficiente e sicuro, in grado di sostenere le attività produttive, logistiche e portuali e di migliorare concretamente gli spostamenti dei cittadini. L’obiettivo è superare le attuali criticità della rete stradale, distribuire meglio i flussi di traffico e garantire collegamenti alternativi e affidabili anche in situazioni di emergenza o di interruzione del raccordo A15-A12”.
“Il progetto interessa un’area strategica che si estende dal confine con la Toscana, a est, fino ad Arcola e all’area metropolitana della Spezia, a ovest – prosegue il comunicato congiunto -, comprendendo a nord il territorio di Santo Stefano di Magra e a sud l’area del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara. L’integrazione dei nuovi tracciati con la viabilità esistente e con quella già programmata consentirà di decongestionare la rete stradale, distribuire più efficacemente i flussi di traffico e separare i mezzi pesanti dal traffico locale. Tra i benefici attesi figurano la riduzione dei tempi di percorrenza, il contenimento del traffico di attraversamento nei centri abitati e il miglioramento delle condizioni di sicurezza della circolazione, con ricadute positive anche sulla qualità della vita e sull’ambiente”.
La nota riporta anche una sintetica descrizione delle principali caratteristiche dei tre interventi, partendo dalla Superstrada del Golfo: “l’opera – si legge – prevede un collegamento di circa 5 chilometri tra la zona industriale della Spezia e il territorio comunale di Arcola. Il tracciato ipotizzato comprende la realizzazione di due gallerie e un viadotto, oltre a interventi di adeguamento della viabilità esistente per garantire un accesso più agevole alla nuova infrastruttura”.
Quindi la Variante della Cisa: “l’intervento punta a collegare Santo Stefano di Magra con Sarzana, attraversando il territorio comunale di Vezzano Ligure. È prevista la realizzazione di un’arteria stradale di circa 4,5 chilometri, comprensiva di un viadotto, rotatorie e svincoli, per migliorare la distribuzione dei flussi veicolari e l’integrazione con la rete stradale esistente”.
Infine il By-pass di Santo Stefano: “il progetto si articola in tre interventi complementari – prosegue la nota -: la realizzazione del bypass di Santo Stefano di Magra, per un’estensione di circa 2 chilometri, con un viadotto e due rotatorie per l’accesso e la distribuzione dei flussi di traffico; l’adeguamento funzionale di via Arenelle (l’arteria che porta al recentemente inaugurato ponte di collegamento con Ceparana, ndr), finalizzato a consentire il transito dei mezzi pesanti; la realizzazione di un nuovo ponte sull’autostrada A15, in sostituzione di quello attualmente esistente”.
Per Regione, Ance e Confindustria l’approvazione della modifica al Priimt rappresenta “un passaggio significativo per inserire queste infrastrutture in una strategia organica di sviluppo della mobilità e della rete viaria del territorio. Un investimento nella capacità di collegamento della Val di Magra e del Golfo della Spezia che punta a rafforzare la competitività del porto e del sistema logistico, migliorare le connessioni tra i comuni e alleggerire la pressione del traffico sui centri abitati, ponendo le basi per una rete stradale più moderna, sicura e adeguata alle esigenze di cittadini e imprese”.
“Stiamo affrontando un salto di qualità epocale sul fronte infrastrutturale per tutto il territorio spezzino, grazie a una pianificazione condivisa tra Regione Liguria, Ministero e Concessioni del Tirreno, che ha già portato a programmare 34 milioni di euro di investimenti nell’ambito del rinnovo della concessione – dichiara l’assessore regionale a Infrastrutture e Viabilità, Giacomo Raul Giampedrone -. Nelle prossime settimane è previsto il primo passaggio esecutivo, con il progetto di allungamento della bretella Ceparana-Santo Stefano, attraverso il collegamento diretto con la viabilità principale in direzione Ceparana, a cui seguiranno gli ulteriori interventi previsti su Santo Stefano di Magra. Accanto a queste opere, vogliamo guardare alle prospettive di sviluppo dei prossimi decenni: per questo abbiamo accolto e valorizzato il lavoro di approfondimento strategico e infrastrutturale elaborato da Confindustria, frutto di una forte unità di intenti tra Regione, amministrazioni locali, associazioni datoriali e Ance. L’obiettivo è costruire una visione di lungo periodo, individuando nuove connessioni e una maggiore ridondanza della rete viaria, attraverso arterie strategiche
primarie e secondarie, integrate anche con il completamento del terzo lotto della Variante Aurelia. La provincia della Spezia sta vivendo una fase di crescita che coinvolge l’intero sistema territoriale, dal porto al comparto della difesa, fino alle attività produttive e al turismo. È quindi fondamentale che le infrastrutture accompagnino questo sviluppo e siano adeguate alle esigenze future. L’inserimento dello studio nel Priimt non comporta il finanziamento immediato delle opere, ma rappresenta un impegno concreto a riconoscerlo come una base progettuale strategica, da sviluppare nei prossimi anni e sulla quale avviare anche la ricerca delle risorse necessarie. Ringrazio Ance, Confindustria, i sindaci e tutte le amministrazioni coinvolte, insieme ai tecnici di Regione Liguria che hanno lavorato sulla base dell’indirizzo politico del sottoscritto e del presidente Bucci”.
“L’inserimento delle tre proposte infrastrutturali nel Priimt rappresenta un risultato di grande rilevanza per il nostro territorio e conferma la validità di un metodo di lavoro fondato sulla collaborazione tra rappresentanze economiche, istituzioni ed enti pubblici, capace di coniugare approfondimento tecnico, visione strategica e concretezza – dichiara il presidente di Confindustria La Spezia, Alessandro Laghezza -. Il risultato nasce dallo Studio strategico promosso congiuntamente da Ance La Spezia, Confindustria La Spezia e dall’Autorità di sistema portuale del Mar ligure orientale, attorno al quale è stata costruita una visione condivisa di area vasta, sostenuta anche dalla sottoscrizione di un protocollo d’Intesa da parte di undici sindaci. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Regione Liguria, al presidente Marco Bucci e all’assessore Giacomo Giampedrone, che ha dimostrato grande attenzione e sensibilità verso i contenuti dello studio, confermando una disponibilità al confronto e una vicinanza costante alle esigenze del nostro territorio. Il riconoscimento di queste progettualità nella programmazione regionale rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare la sicurezza, la continuità dei collegamenti e la competitività del sistema produttivo e logistico-portuale. Questa esperienza dimostra soprattutto che la collaborazione strutturata tra associazioni di categoria ed enti pubblici è il metodo giusto per trasformare le esigenze del territorio in proposte concrete e creare le condizioni per la loro effettiva realizzazione. Un modello che dobbiamo consolidare ed estendere ad altre priorità strategiche, come la disponibilità di aree produttive, l’analisi dei fabbisogni di risorse umane delle imprese e la conseguente programmazione dell’offerta formativa. La sfida è ora proseguire con la stessa unità di intenti, avviando le successive fasi di approfondimento progettuale e di individuazione delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione delle tre opere, e consolidando un metodo di collaborazione stabile che consenta al territorio di passare dalla condivisione degli obiettivi alla concreta attuazione dei progetti”.
“L’inserimento dei tre interventi nel Priimt è un importante riconoscimento da parte della Regione del valore strategico delle proposte che abbiamo elaborato insieme alla Autorità di sistema portuale del Mar ligure orientale in collaborazione con Confindustria La Spezia per affrontare una fragilità che riguarda tutta la provincia – afferma Alberto Bacigalupi, presidente di Ance La Spezia -. Lo studio ha messo in evidenza quanto il territorio dipenda dal raccordo tra La Spezia e Santo Stefano di Magra. Una sua interruzione avrebbe conseguenze pesanti per chi si sposta ogni giorno, per le imprese e per i collegamenti con il porto. La Superstrada del Golfo, la Variante della Cisa e il by-pass di Santo Stefano di Magra vanno letti insieme, perché concorrono a creare percorsi alternativi e a ridurre il traffico di attraversamento nei centri abitati. Ringraziamo l’assessore Giacomo Raul Giampedrone per l’attenzione riservata alle proposte del territorio e la struttura tecnica regionale per il lavoro svolto per recepirle nel piano. Apprezziamo che la Regione abbia recepito queste proposte. Ora occorre dare continuità al lavoro, definendo le priorità, sviluppando la progettazione e individuando le risorse necessarie. Come Ance La Spezia siamo pronti a contribuire a questa fase, mettendo a disposizione le competenze delle imprese del settore e sostenendo un confronto stabile tra Regione, Provincia e Comuni, alla scala che queste opere richiedono”.
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