Dalla nuova legge cinema al Codice dello spettacolo, dalle tutele dei lavoratori all’intelligenza artificiale, fino al sostegno agli spazi culturali e all’accesso alle professioni artistiche. Sono stati questi alcuni dei temi al centro della quarta edizione degli Stati generali dello spettacolo, che si è svolta il 6 e 7 novembre al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Due giornate di confronto tra rappresentanti istituzionali, parlamentari, associazioni, operatori e lavoratori del settore, articolate in undici tavoli tematici e concluse con un’assemblea plenaria. Tra i temi affrontati anche l’economia della cultura, la formazione, i circuiti regionali, la produzione indipendente, il lavoro dei danzatori e degli addetti alla comunicazione, oltre alle difficoltà di accesso alle professioni dello spettacolo per i giovani. Nel corso dell’iniziativa è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare dedicata agli spazi culturali, ai teatri di prossimità, agli spazi ibridi e ai festival, con l’obiettivo di sostenere luoghi di produzione e fruizione culturale diffusi nei territori.
MASULLO: “SPAZI CULTURALI PRESIDI DI DEMOCRAZIA”
A tracciare il bilancio delle due giornate è stata Annarita Masullo, curatrice degli Stati generali dello spettacolo, che ha evidenziato le novità di questa edizione, a partire dalla partecipazione dei danzatori, dei giovani che intendono entrare nel settore e degli addetti alla comunicazione. “Appartenere al nostro settore non è salire sul palco o accendere un palco, ma essere visti in termini di tutele”, ha sottolineato Masullo, ricordando anche il confronto avviato tra i circuiti regionali dello spettacolo e il mondo della musica. Sulla proposta di legge di iniziativa popolare, la curatrice ha evidenziato che gli spazi culturali “devono esistere in ogni città come presidi culturali, sociali, come posti di lavoro e, come ci piace sempre dire agli Stati generali, presidi di sicurezza”. “Una legge su questi spazi e su questi luoghi non riguarda solo noi come settore, ma riguarda tutto il Paese. Questi sono spazi di democrazia”, ha aggiunto, richiamando la necessità di una mobilitazione collettiva per la raccolta delle firme.
GUALTIERI: “CULTURA RISORSA ECONOMICA, CIVILE E DEMOCRATICA”
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con gli operatori del settore. “Collaborare non solo per, ma con il mondo delle industrie creative, culturali, dello spettacolo è fondamentale”, ha affermato, evidenziando i ritardi che l’Italia sconta sul piano normativo, delle risorse e degli investimenti. Gualtieri ha espresso apprezzamento per la nuova legge cinema, richiamando l’importanza dell’indennità di discontinuità, dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, del sostegno alle sale e alla produzione indipendente. Il sindaco ha inoltre sostenuto la proposta di legge sugli spazi culturali, ricordando le iniziative di Roma Capitale per ampliare l’accesso alla cultura e la riapertura del Teatro Valle. “La cultura, la creatività, lo spettacolo sono forse la risorsa non solo economica ma civile e democratica più preziosa che possediamo e non valorizzarla al massimo sarebbe un delitto”, ha dichiarato.
SMERIGLIO: “A DICEMBRE BANDO ESTATE ROMANA DA 9 MILIONI”
L’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha annunciato che a dicembre sarà presentato il nuovo bando Estate romana, con una programmazione biennale e risorse per nove milioni di euro destinate allo spettacolo dal vivo, al contemporaneo, al cinema e al teatro. L’assessore ha inoltre annunciato altri due avvisi, uno dedicato allo spettacolo e uno al sostegno dei teatri, anche privati, e ha richiamato la necessità di contrastare la chiusura delle sale attraverso strumenti di finanziamento e urbanistici. “Roma può essere un laboratorio avanzato di come ricostruire l’ecosistema culturale che è impresa, che è lavoro, che è salario, ma è anche produzione di immaginario”, ha affermato Smeriglio.
MOLLICONE: “LEGGE CINEMA RIFORMA STORICA”
Il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FdI), ha definito la nuova legge cinema “una riforma storica, che arriva dopo dieci anni e che mette mano a un sistema che andava rinnovato, migliorato e aggiornato alle nuove tecnologie”. Mollicone ha ricordato il lavoro trasversale svolto in Parlamento, le oltre 50 audizioni alla Camera e le principali misure della riforma, dall’Agenzia per il cinema prevista nel 2028 al Forum del settore, fino al riordino degli incentivi e al sostegno della produzione indipendente. Sul fronte dell’intelligenza artificiale ha annunciato una proposta di legge a sua prima firma sulla tutela dell’alias digitale. “Nessun contratto di produzione potrà più presumere la cessione dei dati per l’apprendimento automatico senza un atto autonomo e una distinta controprestazione pecuniaria”, ha dichiarato. Mollicone ha anche rivolto un augurio a Gualtieri per la ricandidatura a sindaco di Roma, sottolineando che “dal nostro punto di vista, la partita non solo ha un risultato aperto, ma ancora non è iniziata”. “Ci confronteremo su tutto, sulla gestione e sulla visione. Vinca il migliore”, ha aggiunto.
SCHLEIN: “ORA RISORSE PER ATTUARE LA LEGGE CINEMA”
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito la legge cinema un metodo di lavoro da preservare e utilizzare anche in altri ambiti. “Ci siamo messi all’ascolto degli operatori del settore e di chi nel cinema e nell’audiovisivo vive, lavora e soffre tutti i giorni”, ha sottolineato, ringraziando le forze di maggioranza per il confronto parlamentare. Tra i punti centrali Schlein ha indicato l’autonomia dell’Agenzia per il cinema, che deve essere “indipendente, professionale e autonoma, anche dalla politica”, il sostegno alle sale e alla produzione indipendente e l’indennità di discontinuità per tutti i lavoratori dello spettacolo. “Siamo a un punto di partenza, c’è ancora moltissimo da fare. Anzitutto le deleghe che vanno fatte bene, come abbiamo fatto bene la legge, e le risorse a partire già da questa legge di bilancio”, ha affermato. Schlein ha inoltre chiesto il rinnovo dei contratti dei lavoratori del teatro e delle troupe e, sul fronte dell’intelligenza artificiale, ha sostenuto la necessità di tecnologie al servizio delle persone. “Dobbiamo disarmare l’intelligenza artificiale, che non vuol dire rinunciare a una tecnologia che può migliorare il nostro lavoro e la nostra vita”, ha dichiarato, chiedendo un’iniziativa europea e maggiore trasparenza sugli algoritmi.
ZINGARETTI: “A RISCHIO IL DIRITTO A ESISTERE DEL LAVORO CREATIVO”
L’europarlamentare del Pd Nicola Zingaretti ha lanciato un allarme sul futuro del lavoro creativo, sia per le conseguenze dell’intelligenza artificiale sia per la riduzione delle risorse europee destinate alla cultura. “Sono relatore del Parlamento europeo sul bilancio della cultura. Erano 8 miliardi della Commissione, il Parlamento propone 10 miliardi e mezzo, i governi propongono ora un taglio sulla cultura europea del 30%”, ha affermato. Zingaretti ha denunciato la concentrazione delle tecnologie digitali nelle mani di pochi grandi gruppi privati e chiesto nuove regole europee per tutelare i dati, il diritto d’autore e la produzione creativa. “Nessun centesimo europeo deve andare a finanziare opere culturali generate dall’intelligenza artificiale, perché sarebbe una contraddizione interna”, ha sottolineato, chiedendo che le risorse pubbliche sostengano chi produce cultura.
GIAMBRONE: “SERVE UN CODICE DELLO SPETTACOLO, MA FATTO BENE”
Il presidente dell’Agis, Francesco Giambrone, ha espresso preoccupazione per il percorso del Codice dello spettacolo. “Serve un Codice, serve presto, serve un Codice fatto bene. Io temo, da quello che vedo e dalla tempistica che intuisco, che potrebbe arrivare un Codice presto, ma potrebbe arrivare un Codice fatto male. E questo non va bene”, ha dichiarato. Giambrone ha ricordato che il settore discute del provvedimento da oltre tre anni e ha chiesto un cambiamento nel rapporto tra Stato e mondo dello spettacolo. “Le risorse per lo spettacolo devono essere considerate un investimento e non una spesa”, ha affermato, sottolineando che il comparto non chiede risorse come un favore, ma un riconoscimento del proprio contributo all’occupazione e alla società.
VERDUCCI: “NON ACCETTEREMO UN CODICE PEGGIORATIVO”
Sul Codice dello spettacolo è intervenuto anche il senatore Francesco Verducci (Pd), che ha definito la fase attuale “un crinale decisivo”. “Noi non accetteremo di subire in silenzio qualcosa che si profila come peggiorativo rispetto alla situazione attuale, in particolare per i lavoratori dello spettacolo”, ha dichiarato, annunciando l’impegno a contrastare eventuali passi indietro in Parlamento e nei luoghi di confronto del settore. Verducci ha ricordato il percorso che ha portato all’indennità di discontinuità e alla nuova legge cinema, sottolineando il ruolo delle mobilitazioni dei lavoratori. Ha inoltre chiesto una collaborazione trasversale per evitare che l’intelligenza artificiale cancelli il lavoro tecnico, creativo e artistico. “La cultura è innanzitutto cittadinanza, prima ancora di diventare industria”, ha affermato.
CANGIANO: “SULL’IA SERVE LO STESSO METODO DELLA LEGGE CINEMA”
Il deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano, relatore della legge cinema alla Camera, ha rivendicato il lavoro trasversale che ha portato all’approvazione della riforma, ricordando il confronto tra le diverse forze politiche e le associazioni del settore. “Siamo riusciti tutti insieme a fare un lavoro importante”, ha affermato, riconoscendo che sarebbe stato possibile fare di più e ribadendo la necessità di proseguire l’ascolto delle categorie nella fase successiva. Cangiano ha quindi richiamato i rischi dell’intelligenza artificiale per il cinema italiano, chiedendo alle forze politiche di utilizzare lo stesso metodo di collaborazione adottato per la riforma. Secondo il deputato, il rischio è che tra qualche anno diventi difficile continuare a parlare del cinema realizzato in Italia come è stato conosciuto finora.
SPANO: “RICONOSCERE DIGNITÀ PROFESSIONALE E SALARIALE”
Il direttore generale di Federculture, Francesco Spano, ha richiamato la necessità di riconoscere le specificità delle professioni culturali anche attraverso i contratti collettivi. “La dignità del lavoro si riconosce anzitutto dal chiamare e dal riconoscere a ciascun lavoratore e a ciascuna lavoratrice la propria dignità di professione, di mansione e di stipendio”, ha sottolineato, ricordando il lavoro svolto sul contratto collettivo di Federculture. Spano ha inoltre salutato l’approvazione trasversale della legge cinema, osservando però che accordi di questo tipo dovrebbero riguardare tutti i settori culturali. “Ci siamo dimenticati di rivendicare costantemente che la cultura non è di qualcuno, perché la cultura è di tutti”, ha affermato.
BARNI: “SERVE UNA NUOVA VISIONE DELLA CULTURA”
Giovanna Barni, presidente nazionale di Culturmedia, ha chiesto una nuova visione delle politiche culturali, capace di superare frammentazione, individualismo e competitività. “Avere una nuova visione implica un investimento diverso, che non sia misurato più soltanto in numeri, ma nella capacità della cultura di portare un modello di sviluppo diverso”, ha affermato. Barni ha evidenziato la necessità di politiche costruite dal basso attraverso modelli partecipativi, inclusivi e cooperativi, radicati nei territori. “Una politica culturale nuova non può sicuramente essere calata dall’alto”, ha sottolineato, richiamando il valore costituzionale della cultura e il suo ruolo nella costruzione di uno sviluppo accessibile e inclusivo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



