Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione è la misura con cui la Presidenza del Consiglio dei ministri mette 120 milioni di euro a disposizione delle imprese manifatturiere insediate nei territori dei consorzi industriali del Lazio e del Piceno Consind, nelle Marche. Il contributo è in conto impianti, copre fino al 100% delle spese ammesse e arriva a un massimo di 300.000 euro per impresa, in regime de minimis.
Finanzia opere murarie, macchinari, impianti, attrezzature e immobilizzazioni immateriali nuovi di fabbrica, per il potenziamento o la riqualificazione di unità produttive esistenti oppure per l’avvio di nuove unità. Le domande si presentano a Invitalia, soggetto gestore della misura, dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 alle ore 12:00 del 28 novembre 2026, esclusivamente per via telematica.
Beneficiari
Possono accedere le imprese manifatturiere che, al momento della presentazione della domanda, hanno un’unità produttiva nei territori comunali di competenza dei consorzi industriali indicati, oppure che intendono insediarvi nuove unità produttive.
Per imprese manifatturiere si intendono gli operatori economici che svolgono almeno una delle attività ricomprese nella macrovoce C – Attività Manifatturiere della classificazione ATECO 2025.
Non c’è un limite dimensionale: la misura è aperta a imprese di qualsiasi dimensione, dalla microimpresa alla grande impresa.
Alla data di presentazione della domanda serve:
- essere regolarmente costituiti e iscritti nel registro delle imprese
- non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento, e non essere soggetti a procedura di fallimento o di concordato preventivo
- non trovarsi in alcuna condizione prevista dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni pubbliche
Se hai una società collegata che ha già preso aiuti in de minimis, il conto va fatto su impresa unica e non sulla singola partita IVA.
Territori ammessi e risorse
I 120 milioni sono ripartiti dal DPCM 19 maggio 2025 in questo modo.
| Consorzio | Risorse |
|---|---|
| Consorzio Industriale del Lazio, di cui: | 100 milioni |
| ex Consorzio Lazio Meridionale (COSILAM) | 20 milioni |
| ex Consorzio Sud Pontino | 20 milioni |
| ex Consorzio Roma-Latina | 20 milioni |
| ex Consorzio Frosinone | 20 milioni |
| ex Consorzio Provincia di Rieti | 20 milioni |
| Consorzio per lo sviluppo industriale Piceno Consind | 20 milioni |
Il dettaglio conta più di quanto sembri. I 100 milioni del Consorzio Industriale del Lazio non sono un plafond unico: sono cinque sub-stanziamenti da 20 milioni, uno per ciascuno dei cinque consorzi confluiti nel consorzio unico nel 2021. La tua domanda pesca dal sub-stanziamento del territorio dove sta l’unità produttiva, non dai 100 milioni complessivi.
Se il sub-stanziamento del tuo territorio si esaurisce, l’Avviso prevede un meccanismo di riassegnazione dei residui: prima in proporzione fra le componenti territoriali del Consorzio del Lazio, poi verso il Piceno Consind, sempre in ordine cronologico di presentazione. È una rete di sicurezza, non una garanzia.
Il Piceno Consind copre i comuni delle Valli del Tronto, dell’Aso e del Tesino, in provincia di Ascoli Piceno.
Agevolazione
Il contributo è in conto impianti, concesso nei limiti e alle condizioni del regolamento de minimis (Reg. UE 2023/2831), di importo non superiore:
- al 100% delle spese ammesse
- a 300.000 euro per impresa beneficiaria
Il primo dato è quello che rende questa misura diversa dalla media. Un contributo in conto impianti che arriva al 100% del costo ammesso non è la norma nella finanza agevolata: significa che, entro il tetto dei 300.000 euro e nei limiti del plafond de minimis, l’investimento può essere interamente coperto.
Ambiti di investimento
Gli investimenti devono essere indirizzati ad almeno uno di questi cinque ambiti:
- Ristrutturazione o realizzazione dell’immobile dove si svolge l’attività manifatturiera
- Ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività industriali, incluse le innovazioni tecnologiche e quelle volte alla digitalizzazione dei processi
- Investimenti immateriali
- Conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica
- Avvio di nuove unità produttive
Basta rientrare in uno. Non serve coprirli tutti.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese sostenute dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.
Questa data di decorrenza merita attenzione. Se hai fatto investimenti dopo l’8 maggio 2024 e non li hai agevolati altrove, potresti portarli in domanda adesso.
Le tipologie ammesse:
- opere murarie, impiantistiche strumentali e assimilate
- acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione
- immobilizzazioni immateriali
Perché una spesa sia ammissibile deve inoltre:
- riguardare immobilizzazioni materiali e immateriali nuove di fabbrica, acquistate alle normali condizioni di mercato da imprese o professionisti che nei 24 mesi precedenti la presentazione della domanda non si siano trovati in condizione di controllo, collegamento o associazione ai sensi dell’art. 2359 del Codice civile rispetto all’impresa beneficiaria
- essere riferita a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del piano di investimenti
- essere capitalizzata e iscritta nei libri contabili dell’impresa come immobilizzazione materiale o immateriale
Le spese devono essere conformi ai criteri di ammissibilità del DPR 66 del 10 marzo 2025.
Spese non ammissibili
- consulenze specialistiche
- costi sostenuti attraverso il leasing
- costi connessi a commesse interne
- macchinari, impianti e attrezzature usati
- acquisto o locazione di terreni e fabbricati
- costi di funzionamento, incluse le scorte di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e materiali di consumo
- formazione del personale, anche quando riferita alle immobilizzazioni previste dal progetto
- spese di trasporto
- imposte e tasse; l’IVA è ammissibile solo se non recuperabile a norma di legge
- costi di intermediazione commerciale
- ogni altra spesa non strettamente connessa alle finalità del DPCM 19 maggio 2025
Non sono ammissibili nemmeno le spese relative a investimenti già agevolati con la precedente edizione della misura (DPCM 30 novembre 2021 e decreto del Direttore generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale n. 344 del 19 ottobre 2022).
Due esclusioni pesano più delle altre. La prima è il leasing: se stai valutando un macchinario in locazione finanziaria, quel costo qui non entra. La seconda è l’usato: il bene deve essere nuovo di fabbrica.
Termini e modalità di presentazione
Le domande si presentano dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 alle ore 12:00 del 28 novembre 2026.
ta prima della domanda.
Come funziona l’istruttoria
Le domande sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Erogazione e anticipazione
L’erogazione avviene in unica soluzione, dopo il completamento e l’integrale pagamento degli investimenti ammessi.
È prevista un’anticipazione fino al 50% del contributo concesso, previa presentazione di fideiussione.
Domande frequenti
Risorse utili
- DPCM 19 maggio 2025, riparto delle risorse (GU n. 219 del 20 settembre 2025)
- Decreto del Capo Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud n. 21 del 23 gennaio 2026, che approva l’Avviso pubblico
- Decreto n. 262 del 18 giugno 2026, apertura dello sportello e individuazione di Invitalia come soggetto gestore
- Decreto n. 382 del 24 luglio 2026, differimento dei termini
- Sito del soggetto gestore per la presentazione delle domande
Per rimanere aggiornato, iscriviti alla Newsletter
Scheda di riepilogo sintetica senza carattere di ufficialità ed esaustività con obiettivo di informazione generale. Per approfondimenti occorre fare esclusivo riferimento al bando e alla normativa ufficiale.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






