La manovra conferma il bonus mobili al 50% fino a 5mila euro, ma solo per gli arredi. Frigoriferi, forni e lavatrici passano a un contributo separato, molto più piccolo.
Il bonus mobili resta anche nel 2027, ma cambia perimetro. La detrazione Irpef del 50%, su una spesa massima di 5mila euro per immobile, varrà solo per l’acquisto di mobili destinati ad arredare una casa in ristrutturazione. Gli elettrodomestici escono dalla detrazione. Lo prevede l’art. 4 del disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Per frigoriferi, forni e lavatrici ad alta efficienza resterà solo un contributoseparato: fino al 30% del prezzo, con un massimo di 100 euro, o 200 euro per le famiglie con Isee sotto i 25mila euro, e per un solo apparecchio. La manovra conferma anche il bonus ristrutturazioni nelle misure del 2026: 50%sull’abitazione principale, 36% sulle altre case, con un tetto di spesa di 96mila euro. Lo stesso schema vale per ecobonus e sismabonus. Senza la proroga, dal 2027 sarebbe scattato il regime ordinario del nuovo testo unico: detrazione al 30% e tetto dimezzato a 48mila euro. Le misure potranno cambiare durante l’esame del disegno di legge in Parlamento.
Cosa cambia per il bonus mobili?
Fino al 2026 il bonus mobili copriva in un unico tetto di spesa sia gli arredi sia i grandi elettrodomestici di classe energetica elevata. Chi ristrutturava casa poteva detrarre, per esempio, la cucina e il frigorifero, la camera da letto e la lavatrice.
Dal 2027 la detrazione viene riproposta con la stessa aliquota del 50%, lo stesso limite di 5mila euro e la stessa ripartizione in dieci rate annuali di pari importo. Ma la norma, nel rinnovare l’agevolazione, non richiama più i grandi elettrodomestici. Il beneficio fiscale riguarderà soltanto i mobili finalizzati all’arredo dell’immobile ristrutturato.
Chi può chiedere il bonus mobili nel 2027?
Il bonus mobili non è autonomo. Spetta solo a chi fruisce del bonus ristrutturazioni, cioè della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio sullo stesso immobile che si vuole arredare. I lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili: per gli acquisti del 2027, quindi, dal 1° gennaio 2026.
C’è poi una regola per chi ha lavori a cavallo tra due anni. Se gli interventi sono stati avviati nel 2026 e proseguono nel 2027, il tetto di 5mila euro va calcolato al netto delle spese per mobili già sostenute nel 2026 e per le quali si è già usata la detrazione. Come per il passato, gli acquisti vanno pagati con bonifico o con carta di debito o di credito, non in contanti.
Una famiglia ha cominciato a ristrutturare il bagno e la cucina a ottobre 2026. A dicembre ha comprato due armadi per 2mila euro, e a febbraio 2027 compra la cucina componibile per 4.500 euro e un frigorifero. Per il 2027 può detrarre il 50% di 3mila euro, cioè i 5mila del tetto meno i 2mila già spesi. Il frigorifero non rientra nel bonus.
Che fine fanno frigoriferi, forni e lavatrici?
Gli elettrodomestici vengono ricondotti a un’agevolazione già esistente: il contributo per l’acquisto di apparecchi ad alta efficienza energetica previsto dalla legge di bilancio 2025 (art. 1, commi 107-109, della legge n. 207/2024). Il comma 2 dell’art. 4 del disegno di legge rifinanzia il fondo con 50 milioni di euro per il 2027.
Il contributo è molto diverso dalla detrazione. Spetta agli utenti finali in misura non superiore al 30% del prezzo di acquisto e comunque non oltre 100 euro per elettrodomestico. Il limite sale a 200 euro se il nucleo familiare dell’acquirente ha un Isee inferiore a 25mila euro annui. Si può chiedere per l’acquisto di un solo elettrodomestico. I criteri, le modalità e i termini per ottenerlo saranno fissati da un decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, d’intesa con il ministro dell’Economia, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.
Chi nel 2026 comprava una lavatrice da 800 euro insieme ai mobili poteva detrarne 400 euro in dieci anni. Nel 2027, con lo stesso acquisto, potrà ottenere al massimo 100 euro di contributo, o 200 se ha un Isee sotto i 25mila euro, e solo per quell’apparecchio.
Perché il bonus mobili entra nel nuovo Tuir?
La manovra porta per la prima volta il bonus mobili nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il dlgs 19 giugno 2026, n. 117. Finora la disciplina era contenuta nell’art. 16, comma 2, del decreto-legge n. 63/2013. Ora confluisce nel comma 2 del nuovo art. 360-quater, inserito in un nuovo capo dedicato alle disposizioni transitorie ai fini Irpef.
L’inserimento nel testo unico non rende il bonus strutturale. La norma resta limitata alle spese sostenute nel 2027 e mantiene natura temporanea. La separazione tra mobili ed elettrodomestici si vede anche nei numeri della relazione tecnica: le spese detraibili sono stimate in 900 milioni di euro, con una rata annua di 45 milioni, contro il miliardo ricavato dalle dichiarazioni del 2024, che comprendeva anche gli elettrodomestici.
Quanto vale il bonus ristrutturazioni nel 2027?
La manovra conferma per il 2027 la detrazione Irpef per gli interventi di recupero edilizio nelle stesse misure del 2026. Per i lavori sull’abitazione principale la detrazione è del 50%. Per le seconde case, gli immobili dati in affitto e le altre tipologie è del 36%. In entrambi i casi il tetto di spesa è di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare, e la detrazione si recupera nella dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali.
Per avere il 50% servono due condizioni. Il contribuente deve essere proprietario dell’immobile o titolare di un altro diritto reale di godimento, come l’usufrutto. E deve adibire l’immobile direttamente ad abitazione principale. La percentuale più alta è espressamente esclusa per le case date in locazione a terzi o tenute a disposizione.
Cosa sarebbe successo senza la proroga?
La conferma è una misura di salvaguardia temporanea. Senza di essa, dal 1° gennaio 2027 sarebbe scattato il regime ordinario previsto a regime dal nuovo testo unico delle imposte sui redditi (artt. 371-373 del dlgs n. 117/2026). La detrazione base sarebbe scesa al 30%, e il tetto massimo di spesa si sarebbe dimezzato a 48mila euro, per qualsiasi tipo di immobile, prima casa compresa.
Valgono le stesse regole per ecobonus e sismabonus?
Sì. Per tutto il 2027 le spese per la riqualificazione energetica (ecobonus) e per l’adeguamento antisismico(sismabonus) avranno la stessa struttura: detrazione del 50% per le unità adibite ad abitazione principale, del 36% per le seconde case e gli altri immobili, sempre con il limite di 96mila euro per unità.
Il testo fissa anche il calendario successivo, salvo nuove proroghe. Dal 1° gennaio 2028 l’ecobonus e il sismabonus perderanno la loro autonomia e verranno riassorbiti nella disciplina generale della detrazione per il recupero edilizio, con l’aliquota ordinaria del 30% e il limite di spesa ridotto a 48mila euro.
Si possono ancora detrarre le caldaie a gas?
No. La manovra recepisce in modo rigoroso le indicazioni europee e stabilisce il divieto di agevolare le spese per sostituire gli impianti di climatizzazione con caldaie alimentate a combustibili fossili. Questi interventi vengono esclusi in modo definitivo da qualsiasi forma di incentivo fiscale.
Chi pensa di cambiare la caldaia nel 2027 e di detrarne il costo dovrà orientarsi verso sistemi diversi, come le pompe di calore. Anche per gli altri lavori, il quadro che emerge dalla manovra è quello di una detrazione esclusivamente Irpef, da usare in dichiarazione in dieci anni, più generosa per la prima casa che per le altre.
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