quando l’invecchiamento attivo diventa comunità, memoria, inclusione e futuro


Villa Wassermann ha ospitato venerdì scorso la restituzione pubblica del progetto “Abbi Cura di Me”, promosso dal Comune di Giavera del Montello nell’ambito del Progetto Regionale di Promozione e Valorizzazione dell’Invecchiamento Attivo, realizzato grazie al finanziamento ottenuto attraverso uno specifico bando della Regione del Veneto.

La serata ha rappresentato molto più della conclusione di un percorso progettuale: è stata la testimonianza concreta di come una comunità possa crescere quando mette al centro le persone, le relazioni, la memoria condivisa e il dialogo tra generazioni.

Il progetto “Abbi Cura di Me” nasce all’interno di un percorso che il Comune di Giavera del Montello ha avviato sul tema dell’invecchiamento attivo già dal 2019. In questi anni si è progressivamente consolidata una rete di collaborazione tra istituzioni, associazioni, servizi e cittadini, sviluppando competenze, esperienze e buone pratiche che hanno consentito di costruire una progettualità sempre più innovativa e partecipata.

Con “Abbi Cura di Me” si è voluto compiere un ulteriore passo avanti, affiancando ai tradizionali pilastri dell’invecchiamento attivo – salute, partecipazione, sicurezza e apprendimento permanente – una riflessione più profonda sulla dimensione culturale, relazionale e spirituale della persona.

Fondamentale è stato il lavoro svolto da Maurizia Bordin, sociologa ed educatrice che ha guidato il progetto con sensibilità, competenza e grande capacità di coinvolgimento, accompagnando i partecipanti in un percorso di riscoperta delle proprie radici, delle proprie esperienze di vita e del loro significato all’interno della comunità.

Attraverso incontri, laboratori e momenti di confronto, gli anziani sono stati protagonisti di un percorso che ha saputo valorizzare il loro patrimonio di esperienze, conoscenze e valori, facendo emergere quel capitale umano che rappresenta una delle ricchezze più importanti della comunità.

Particolarmente significativa è stata la collaborazione con la Diocesi di Treviso e con don Paolo Barbisan, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici e del Museo Diocesano di Arte Sacra. Grazie al loro contributo i partecipanti hanno approfondito la conoscenza dell’arte sacra, dell’iconografia religiosa e della storia dei luoghi ecclesiastici del territorio.

Le opere d’arte, i simboli della fede e i luoghi della tradizione religiosa sono diventati occasioni per rileggere la storia del territorio attraverso i ricordi e le testimonianze dei partecipanti, intrecciando memoria personale e memoria collettiva in un racconto condiviso che ha restituito valore e significato alle radici culturali della comunità.

Alla serata conclusiva era presente anche don Narciso, che ha voluto testimoniare il valore spirituale e comunitario del percorso svolto, evidenziando come esperienze di questo tipo contribuiscano a rafforzare i legami tra le persone e a costruire comunità più consapevoli, coese e solidali.

Uno degli aspetti più significativi emersi durante il progetto è stato infatti il forte spirito di solidarietà sviluppatosi all’interno del gruppo. Nel corso dei mesi si sono create relazioni autentiche e profonde che hanno portato i partecipanti a sostenersi reciprocamente anche nei momenti più difficili della vita.

In più occasioni il gruppo è diventato un punto di riferimento concreto per persone che stavano affrontando lutti o situazioni di fragilità personale, dimostrando come la comunità possa ancora rappresentare una risorsa fondamentale contro la solitudine e l’isolamento.

Grande rilievo ha avuto anche la dimensione intergenerazionale del progetto. Le attività hanno coinvolto i ragazzi del Consiglio comunale delle Ragazze e dei Ragazzi (CCRR), insieme a giovani, adulti, figli e nipoti che si sono avvicinati spontaneamente al percorso, attratti dall’entusiasmo dei partecipanti e dalla ricchezza delle loro testimonianze.

Le memorie individuali si sono trasformate in patrimonio condiviso, favorendo un dialogo autentico tra generazioni diverse e consentendo ai più giovani di conoscere meglio le proprie radici, mentre gli anziani hanno riscoperto il valore della propria esperienza come strumento di trasmissione culturale e umana.

Un valore aggiunto particolarmente importante è stato il contributo di Casa Giulia – OAMI Giavera, che ha partecipato attivamente al progetto coinvolgendo i propri ospiti nelle diverse attività proposte.

La presenza dei ragazzi con disabilità ha arricchito ulteriormente il percorso, introducendo concretamente il tema dell’inclusione e dimostrando come una comunità autentica si costruisca valorizzando le capacità, le sensibilità e le esperienze di ogni persona.

L’incontro tra generazioni, storie di vita e fragilità diverse ha generato momenti di straordinaria umanità, nei quali le differenze sono diventate occasione di crescita reciproca, conoscenza e condivisione.

“Un ringraziamento particolare va alla presidente di Casa Giulia, Novella Santamaria, per aver creduto nel progetto e per aver favorito una partecipazione attiva e convinta degli ospiti della struttura, contribuendo a rendere ancora più forte il messaggio inclusivo dell’iniziativa”, le parole degli organizzatori.

La restituzione finale è stata accompagnata dall’inaugurazione della mostra “Dai Monti alla Laguna lungo la Piave e il Sile – Storie e Memorie di un Paesaggio Veneto”, composta da mappe creative e manufatti realizzati durante il percorso e capace di rappresentare visivamente il patrimonio di storie, ricordi e relazioni costruito nel corso dell’esperienza.

Alla serata erano presenti, in rappresentanza dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, la Dott.ssa Tiziana Menegon, Responsabile del Servizio Promozione della Salute, e la Dott.ssa Rita Cagnin, Educatrice del Servizio Promozione della Salute.

Particolarmente significativa è stata inoltre la presenza dell’assessore Regionale Paola Roma, con delega ai Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative.

La partecipazione dell’assessore ha rappresentato non soltanto un importante segnale di vicinanza istituzionale, ma anche un concreto riconoscimento del valore di un progetto che ha saputo interpretare in modo innovativo gli obiettivi regionali sull’invecchiamento attivo, mettendo in relazione salute, cultura, spiritualità, inclusione e partecipazione sociale.

La sua presenza ha inoltre valorizzato il lavoro svolto dalla rete di partner e confermato come le esperienze sviluppate a Giavera del Montello possano rappresentare esempi virtuosi e modelli di riferimento per altre realtà del territorio regionale.

«Progetti come “Abbi Cura di Me” dimostrano concretamente come l’invecchiamento attivo non sia soltanto una politica sociale, ma una vera e propria strategia di sviluppo delle comunità. – ha dichiarato l’assessore regionale Paola Roma – Giavera del Montello rappresenta un esempio di innovazione sociale capace di sperimentare percorsi che mettono al centro le persone che diventano protagoniste della vita collettiva, custodi di memoria, cultura e valori capaci di generare nuove relazioni e nuove opportunità di crescita per l’intera comunità. Particolarmente apprezzabile è la capacità di questo percorso di mettere insieme dimensioni diverse ma profondamente connesse tra loro: il recupero delle storie e delle memorie del passato, la promozione dell’invecchiamento attivo, l’inclusione delle persone con disabilità e il dialogo con le giovani generazioni. Attraverso la condivisione delle esperienze di vita, dei ricordi e delle tradizioni del territorio, si è costruito un autentico ponte tra età, sensibilità e percorsi diversi, trasformando la memoria in uno strumento di crescita collettiva e di coesione sociale. Questo progetto interpreta in modo esemplare gli indirizzi che la Regione del Veneto promuove attraverso le proprie politiche per la longevità attiva. L’incontro tra anziani, giovani e persone con disabilità ha dimostrato come una comunità inclusiva si costruisca riconoscendo il valore che ogni persona può offrire agli altri prima di tutto nella sua famiglia e poi nella comunità in cui vive e che gli appartiene.»

Nel corso della serata il Comune di Giavera del Montello ha inoltre ricevuto un importante riconoscimento istituzionale, venendo ufficialmente accreditato come “Comune Attivo” nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione “Vivo Bene Veneto”.

Il riconoscimento è stato consegnato dalla Dott.ssa Tiziana Menegon, Responsabile del Servizio Promozione della Salute dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, quale attestazione dell’impegno profuso dall’Amministrazione Comunale nella promozione della salute, del benessere e della partecipazione attiva dei cittadini.

La consegna della targa da parte della Dott.ssa Menegon ha rappresentato un significativo riconoscimento da parte del sistema sanitario territoriale del percorso intrapreso dal Comune di Giavera del Montello nella costruzione di una comunità attenta alla prevenzione, alla salute, all’inclusione e al benessere delle persone.

Un risultato che non premia soltanto il progetto “Abbi Cura di Me”, ma l’insieme delle iniziative sviluppate nel territorio a favore della prevenzione, degli stili di vita sani, della partecipazione attiva, dell’inclusione sociale, della qualità della vita e della coesione comunitaria.

Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione tra la Regione del Veneto, la Provincia di Treviso, la Diocesi di Treviso, il Comune di Treviso, il Comune di Nervesa della Battaglia, l’ULSS 2 Marca Trevigiana, l’Istituto Comprensivo di Giavera del Montello, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Treviso, il Consorzio del Bosco Montello, il Circolo ACLI Ricreativo Anziani APS, le Parrocchie di Giavera, Cusignana e SS. Angeli, la Pro Loco di Giavera del Montello, OAMI Giavera e Il Gruppo & La Tribù APS.

“Un sentito ringraziamento va al consigliere comunale Moreno Caoduro, che ha seguito il progetto con costanza e dedizione durante tutte le sue fasi, partecipando attivamente alle attività e accompagnando il gruppo lungo l’intero percorso – hanno sottolineato gli organizzatori – Un particolare ringraziamento è rivolto all’assessore del Comune di Giavera del Montello Valentina Longo, delegata alla Cultura, alle Politiche Giovanili e alla Parità di Genere, che ha sostenuto e condiviso gli obiettivi del progetto contribuendo a valorizzarne gli aspetti culturali, educativi, intergenerazionali e inclusivi. Un particolare ringraziamento va inoltre alla Dott.ssa Daniela Favero, Posizione Organizzativa e Responsabile dell’Area Sociale del Comune di Giavera del Montello, per il prezioso lavoro di coordinamento, programmazione, gestione amministrativa e accompagnamento svolto durante tutte le fasi del progetto”.

La realizzazione di “Abbi Cura di Me” è stata possibile anche grazie all’impegno professionale, alla competenza e alla disponibilità di tutto il personale dell’Area Sociale del Comune di Giavera del Montello, che ha contribuito alla costruzione del percorso, alla gestione delle attività, dei rapporti con i partner e delle numerose iniziative sviluppate nel corso dell’anno.

“Un sentito ringraziamento va al Circolo ACLI Ricreativo Anziani APS di Giavera del Montello, partner del progetto, rappresentato durante la serata dal vicepresidente Giovanni Paruzzolo, per la disponibilità, la collaborazione e l’accoglienza dimostrate nel corso dell’intero percorso”.

La disponibilità degli spazi del Circolo ha consentito lo svolgimento di numerose attività e dei laboratori di “Abbi Cura di Me”, offrendo ai partecipanti un luogo di incontro, confronto e condivisione che nel tempo è diventato un autentico punto di riferimento per il gruppo. Un contributo concreto che ha favorito la crescita delle relazioni, la partecipazione attiva e il consolidamento di quello spirito di comunità che rappresenta uno degli esiti più significativi del progetto.

Alla serata conclusiva era inoltre presente l’assessore del Comune di Nervesa della Battaglia, Giorgia Martignago, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Nervesa della Battaglia, partner del progetto.

«Delle tante attività e iniziative avviate dal progetto – ha dichiarato Maurizia Bordin – mi piace ricordare quella che considero tra le più innovative ed efficaci: la Scuoletta di Storie e Memorie, un vero e proprio luogo del fare, dove gli anziani possono continuare a mantenere un ruolo attivo e propositivo all’interno della comunità.

Alla Scuoletta si producono e si raccolgono materiali preziosi: scritture autobiografiche, fotografie storiche inedite legate alla vita del paese, interviste, racconti, manufatti artigianali e testimonianze che diventano patrimonio collettivo. Un patrimonio che viene poi restituito alla comunità attraverso mostre, passeggiate-racconto, letture in biblioteca, iniziative comunali e parrocchiali.

Un ruolo importante è svolto anche dal profilo social Ti Racconto Giavera, nato per condividere memorie, immagini e racconti del territorio. Un progetto che oggi conta numerosi follower anche oltre oceano, tra parenti e amici emigrati che, attraverso questo canale, mantengono un legame vivo e affettuoso con il proprio paese di origine

«Ho avuto il privilegio di seguire questo progetto fin dalle sue prime fasi e di condividere con i partecipanti un percorso che si è rivelato straordinariamente ricco sul piano umano – ha dichiarato il consigliere Moreno Caoduro –. In questi mesi ho potuto conoscere storie di vita, valori, esperienze e testimonianze che mi hanno profondamente arricchito.

Ciò che porto con me non sono soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto le relazioni che si sono create, il clima di solidarietà che si è sviluppato all’interno del gruppo e la capacità delle persone di mettersi in gioco condividendo una parte importante della propria storia.

Ho visto nascere amicizie, momenti di sostegno reciproco e un autentico spirito di comunità. È stata un’esperienza che mi ha insegnato molto e per questo desidero ringraziare tutti i partecipanti, Maurizia Bordin, i partner del progetto e l’Amministrazione Comunale per aver creduto in un’iniziativa che ha saputo lasciare un segno profondo nelle persone e nella comunità.»

«“Abbi Cura di Me” è stato molto più di un progetto sull’invecchiamento attivo – dichiara il sindaco Andrea Maccari –. È stato un percorso che ha messo al centro la persona nella sua interezza, valorizzandone le esperienze, la memoria, le relazioni e il bisogno di continuare a sentirsi parte attiva della comunità.

Ma ciò che personalmente porto con me da questa esperienza è soprattutto il patrimonio di valori che è emerso con straordinaria forza durante il percorso. Nei racconti, nelle testimonianze e nelle esperienze condivise abbiamo ritrovato quel senso di solidarietà, di appartenenza, di responsabilità reciproca e di comunità che ha caratterizzato la generazione che ha costruito il nostro territorio.

Sono valori che non appartengono al passato e che non devono essere custoditi come semplici ricordi. Al contrario, credo debbano essere raccolti, custoditi e trasmessi alle nuove generazioni.

Uno degli aspetti che più mi ha colpito è stato proprio l’incontro tra generazioni diverse e tra persone con esperienze di vita differenti. Vedere anziani, ragazzi del CCRR, giovani e persone con disabilità condividere gli stessi spazi, le stesse attività e le stesse emozioni è stata la dimostrazione concreta che una comunità cresce davvero quando nessuno resta ai margini e quando le differenze diventano una ricchezza da mettere in comune.

Credo che la vera sfida che ci lascia “Abbi Cura di Me” sia riuscire a trasformare il patrimonio di valori di quella generazione: senso di appartenenza, solidarietà, responsabilità verso gli altri e capacità di affrontare insieme le difficoltà, in un’eredità viva per le nuove generazioni.

Desidero inoltre ringraziare Maurizia Bordin per la professionalità e la passione con cui ha guidato il progetto, il consigliere Moreno Caoduro per la presenza costante e il prezioso supporto organizzativo, Don Paolo Barbisan e la Diocesi di Treviso per il contributo culturale e spirituale, Don Narciso per la significativa testimonianza offerta durante la serata conclusiva, Novella Santamaria e Casa Giulia per aver portato nel progetto il valore dell’inclusione, l’assessore Valentina Longo per il sostegno e la condivisione degli obiettivi del percorso, la Dott.ssa Daniela Favero e tutto il personale dell’Area Sociale per il lavoro organizzativo, amministrativo e di coordinamento svolto con competenza e dedizione, il Circolo ACLI Ricreativo Anziani APS di Giavera del Montello, rappresentato dal Vicepresidente Giovanni Paruzzolo, per l’ospitalità e la disponibilità degli spazi che hanno accolto molte delle attività del progetto, oltre a tutti i partner che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa e ai partecipanti che ne sono stati i veri protagonisti.

Ricevere inoltre il riconoscimento di “Comune Attivo” nell’ambito del programma regionale “Vivo Bene Veneto” è motivo di grande soddisfazione. È un risultato che appartiene all’intera comunità e a tutte le persone, associazioni, volontari, professionisti e istituzioni che ogni giorno contribuiscono a costruire un territorio più sano, inclusivo e coeso.»

La restituzione di ieri non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma una nuova tappa di un percorso che continua a crescere. Un’esperienza che ha saputo trasformare l’invecchiamento attivo in un progetto di comunità, capace di unire benessere, cultura, spiritualità, memoria, inclusione e solidarietà.

Perché una comunità forte è una comunità che sa avere cura delle proprie persone, custodire le proprie radici e trasformarle in una risorsa per costruire il futuro.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza e Comune di Giavera del Montello. Video: Alessandro Lanza)
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 Alessandro Lanza

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