Quando compriamo o ristrutturiamo una casa guardiamo la classe energetica, i consumi, l’isolamento termico. Ma c’è una domanda che quasi nessuno si pone: l’aria che respiriamo tra quelle mura è davvero sana? E la luce naturale è sufficiente? Gli ambienti favoriscono il benessere o, al contrario, possono influire negativamente sulla salute?
Per anni il dibattito sull’edilizia sostenibile si è concentrato soprattutto sull’efficienza energetica. Oggi però emerge una nuova consapevolezza: una casa non dovrebbe essere valutata soltanto per quanto consuma, ma anche per la qualità della vita che è in grado di offrire a chi la abita. Un tema al centro dell’evento promosso dal Gruppo VELUX e da SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale), ospitato presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.
L’incontro, dal titolo “Oltre l’efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare”, ha voluto stimolare un confronto trasversale tra istituzioni, comunità scientifica e mercato immobiliare sul futuro della rigenerazione urbana in Italia.
“Siamo molto orgogliosi di promuovere un evento dedicato a un tema cruciale: la necessità che Istituzioni, industria e professionisti lavorino insieme per migliorare la qualità degli ambienti in cui le persone vivono, andando oltre il solo obiettivo dell’efficienza energetica – commenta Raffaella Berardo, Vice-President del Gruppo VELUX – È un percorso che parte dall’esistente: in Italia gran parte del patrimonio edilizio risale agli anni Sessanta e necessita oggi di una profonda revisione. Per questo è fondamentale mettere attorno allo stesso tavolo gli attori chiave – l’industria, che sente la responsabilità di guidare l’innovazione sostenibile, i professionisti della progettazione e le istituzioni – per definire un futuro delle abitazioni fondato su qualità della vita, luce e ventilazione naturale, e valorizzazione del patrimonio immobiliare”.
Il valore della salubrità degli ambienti domestici
Il patrimonio edilizio italiano è ampiamente caratterizzato da strutture degli anni ’60 e ’70, che hanno quindi bisogno di una revisione strutturale ed energetica. La riqualificazione non dovrebbe però limitarsi all’isolamento termico. Nell’incontro al Senato è emerso chiaramente: un edificio salubre di norma è anche efficiente, ma non è sempre vero il contrario. Un immobile dai consumi ridotti, infatti, potrebbe comunque soffrire di scarsa ventilazione, carenza di luce naturale e problemi legati al surriscaldamento in estate.
“Il patrimonio edilizio italiano è enorme e fatto in gran parte di edifici datati, che possono essere valorizzati attraverso innovazione tecnologica, isolamento e progettazione orientata alla sostenibilità e alla salute – afferma Marco Soravia, Market Director VELUX Italia – Pensare all’edificio guardando oltre i materiali e l’efficienza energetica, partendo da chi lo abita e non solo dall’estetica, è oggi un’opportunità: sottotetti e coperture diventano spazi strategici per portare luce e ventilazione naturale all’interno degli edifici, un valore aggiunto sia per chi deve vendere casa sia per chi la ristruttura per viverci”.
Proprio per questo motivo parametri come la sicurezza, la salubrità dell’aria, l’adattabilità climatica, il comfort acustico e l’apporto di luce e ventilazione naturali dovrebbero entrare a far parte del progetto, in modo da trasformare la transizione ecologica in un’opportunità per dare valore reale alle aree urbane, rendendo gli immobili più resilienti e attrattivi sul mercato.
“Negli ultimi anni l’efficienza energetica è stata posta al centro delle politiche edilizie – conferma Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager VELUX Italia – L’idea è promuovere un approccio integrato, in cui sicurezza, adattabilità climatica e salubrità – luce e ventilazione naturale, comfort termico e acustico – siano considerati elementi di un unico sistema progettuale. Un edificio salubre è anche efficiente, ma non sempre è vero il contrario. Per questo riteniamo fondamentale portare il tema in un contesto istituzionale, affinché normative e processi autorizzativi riconoscano la qualità degli ambienti interni come leva di mercato immobiliare e di sviluppo economico”.
Lo studio SIMA-VELUX su condizionatori e qualità dell’aria
Uno studio condotto da SIMA in collaborazione con VELUX Italia approfondisce l’argomento, concentrandosi in particolar modo sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) negli ambienti domestici.
I Voc, tra i principali inquinanti dell’aria indoor causati dall’evaporazione di sostanze chimiche presenti in elementi come vernici, colle, mobili nuovi, detergenti, cosmetici e fumo di tabacco, possono causare irritazioni alle vie respiratorie, cefalea e affaticamento; un’esposizione prolungata in ambienti privi di adeguato ricambio d’aria comporta rischi più rilevanti per l’apparato respiratorio e cardiovascolare.
Le rilevazioni sono state fatte in un bagno reale, uno degli ambienti più esposti all’accumulo di inquinanti: in assenza di aerazione la concentrazione di Voc resta elevata per circa 15 ore, mentre con ventilazione meccanica il rientro ai valori di base avviene in circa 3 ore. Con ventilazione naturale, invece, il tempo si riduce a meno di 40 minuti. Questo dato illustra chiaramente come la ventilazione incida sui tempi di recupero della qualità dell’aria
“I risultati preliminari della nostra ricerca, condotta dal Professor Enrico Greco della University of South Florida, confermano quanto la qualità degli ambienti interni rappresenti una priorità per la salute pubblica – ha spiegato Alessandro Miani, Presidente di SIMA – La ventilazione naturale è uno strumento di prevenzione semplice ma essenziale per ridurre l’esposizione agli inquinanti indoor”.
Ti potrebbe interessare anche:
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Francesca Scarabelli
Source link


