di Giovanna Ricordati
Dopo quanto accaduto nell’Aula della Camera, dove il Governo è andato sotto su un provvedimento politicamente fondamentale per la tenuta della maggioranza, tutti i leader del Centrosinistra, hanno chiesto a Giorgia Meloni di salire al Quirinale e rassegnare le sue dimissioni. Questo passaggio però non è assolutamente scontato ed allora andiamo a vedere le parole dei leader del cosiddetto campo largo e di tutte le opposizioni.
Schlein, prendete atto del vostro fallimento, governo vada a casa
“È un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere, era pronta a schiacciare quello delle altre donne”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando in Aula dopo la bocciatura dell’emendamento del centrodestra sulle preferenze. “Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo paese in grado di risolvere i problemi dei milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni, mentre vi occupavate solo dei nostri patti di potere che oggi, sotto gli occhi del governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa”, conclude.
Conte, siete andati sotto, ora aprite crisi e andate a casa, tocca a noi
“A me piace sempre parlare di senso dell’onore, giusto? Chi ha senso dell’onore, come chi vi parla, nel Conte due, ha aperto una crisi di governo, è andato al Quirinale quando ha avuto sia la maggioranza al Senato e sia la maggioranza dei votanti alla Camera dei Deputati. Ora, che siete andati sotto, vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula dopo la bocciatura dell’emendamento del centrodestra sulle preferenze. “Dopo quattro anni oggi ci ritroviamo con un Paese che ha la crescita a zero nonostante gli investimenti PNRR, un calo della produzione industriale da tre anni di fila, abbiamo gli stipendi tra i più bassi d’Europa e le bollette tra le più care d’Europa e le liste d’attesa che s’allungano. Dopo quattro anni e zero riforme il Governo e la maggioranza hanno pensato di bloccare il Parlamento per cambiare le regole del gioco presentando peraltro una legge elettorale incostituzionale, che addirittura priva completamente i cittadini della libertà di scegliere i propri candidati, un accrocchio totale e in tutto questo Giorgia Meloni personalmente con Fratelli d’Italia cosa fa? L’ennesima presa in giro, presenta un emendamento per preferenze farlocche, un emendamento truffaldino per far credere che vuole le preferenze, se fosse passato non avremmo avuto le preferenze, avremmo avuto l’ottanta e il novanta per cento del Parlamento precostituito dalle segreterie di partito e solo una piccolissima parte scelto dai cittadini”. Così il leader M5s Giuseppe Conte. “la presa in giro viene svelata e vanno sotto, quindi è stata sfiduciata Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, dalla stessa maggioranza, dagli altri partiti, dai parlamentari – aggiunge – c’è solo una cosa da fare, se questo governo ha la dignità, conserva la dignità minima della politica e un senso dell’onore e del dovere istituzionale e costituzionale, questa sera, non domani, questa sera andare subito al Quirinale a rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato”.
Fratoianni, messaggio chiaro, Meloni si dimetta
“Quello di oggi è un messaggio molto chiaro, è un voto di sfiducia nei confronti di Giorgia Meloni che aveva messo la fiducia su questo passaggio, lo aveva fatto via social perché ormai fa così, lei ha posto la fiducia e la fiducia non l’ha avuta, anzi ha avuto una sonora sfiducia e il messaggio politico è molto chiaro, andate a casa, credo che debba notrarne atto Giorgia Meloni, la sua maggioranza perché è del tutto evidente, lo dicono i numeri, noi avevamo dichiarato il nostro voto, la maggioranza aveva fatto altrettanto, i voti mancanti sono tanti, tantissimi, sono tutti della maggioranza, questo governo non ha oggi una maggioranza, devono notarne le conseguenze”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni.
Bonelli, Meloni vada al Colle
“Oggi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in modo davvero inusuale, con un post sui social – come è solita fare – ha chiesto la fiducia al Parlamento. Presidente Meloni, oggi la faccia non ce l’ha messa lei. E pensi: è mancato proprio il voto di Giorgia Meloni. Il Parlamento ha sfiduciato Giorgia Meloni. Questa è la più grande sconfitta politica della presidente del Consiglio e non può che trarne le conseguenze. Lei oggi è intervenuta a gamba tesa, cercando di condizionare le prerogative costituzionali del Parlamento, chiedendo di fatto una fiducia via social: una cosa che non si era mai vista. Ed è stata sfiduciata. Per questo chiediamo alla presidente del Consiglio di andare rapidamente dal Presidente della Repubblica. Ancora una volta Giorgia Meloni ha perso. Oggi, ancora una volta, è intervenuta a gamba tesa ed è stata l’artefice della propria sconfitta”. Così intervenendo in Aula Angelo Bonelli.
Renzi, maggioranza non c’è più, Meloni si dimetta e si vada al voto
– “Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale”. Così Matteo Renzi che sui social aggiunge: “A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani”.
Calenda, Italia allo sbando, politica si occupi di cose serie
“Mentre sono in corso due guerre e gli europei sfilano, per la prima volta nella storia, insieme agli ucraini a Parigi, la politica italiana si occupa di legge elettorale, con la maggioranza che va sotto e il campo largo, senza un leader, un programma e una linea di politica estera, che strilla scompostamente “elezioni”. E’ l’immagine plastica di un’Italia allo sbando, con la destra e la sinistra attori di un teatrino ridicolo. Dobbiamo riportare la politica a occuparsi di cose serie, costruendo un’alternativa di centro a questo bipopulismo rumoroso e inutile”. Così in una nota Carlo Calenda.
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Redazione Ore 12
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