Michael Saylor definisce il Bitcoin una soluzione ingegneristica per il denaro


Punti chiave

Saylor definisce il bitcoin una tecnologia per la conservazione del valore economico

Il 15 agosto Michael Saylor, presidente esecutivo di Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR), ha descritto il bitcoin come una soluzione ingegneristica per la conservazione e il trasferimento del valore economico, ribadendo la sua tesi di lunga data secondo cui questo asset dovrebbe essere inteso come una tecnologia monetaria piuttosto che come una semplice criptovaluta. Nel suo saggio “What Is Money?”, Saylor ha paragonato il bitcoin all’oro e alla moneta fiat, presentandolo come potenziale fondamento per un sistema finanziario digitale più ampio. L’argomentazione di Saylor parte dalla premessa che il denaro conserva il valore generato dal lavoro, dall’intelligenza e dalle risorse naturali, consentendo a tale valore di spostarsi nel tempo e attraverso le distanze. L’oro, ha sostenuto, ha storicamente svolto tale funzione grazie alla sua scarsità fisica, ma comporta costi di trasporto, sicurezza e custodia. La moneta fiat migliora la portabilità, ma espone il potere d’acquisto e l’accesso alle decisioni prese da governi, banche centrali e istituzioni finanziarie. Su X ha affermato:

«Per comprendere il bitcoin, bisogna prima comprendere il denaro. Il denaro è energia. Il bitcoin è energia monetaria digitale.»

Il suo quadro concettuale considera la scarsità e la trasferibilità digitale del bitcoin come caratteristiche ingegneristiche volte a ridurre quella che egli descrive come «entropia» monetaria. L’argomentazione si inserisce anche nel suo modello della moneta digitale in quattro parti, pubblicato il 13 agosto, che distingue il capitale digitale, il credito, il denaro e la valuta in diverse funzioni finanziarie.

La Proof of Work collega la scarsità digitale alle risorse fisiche

La Proof of Work costituisce il fulcro tecnico della tesi di Saylor, collegando il registro digitale del bitcoin al lavoro computazionale e all’elettricità. Nell’ambito del meccanismo di Proof of Work del bitcoin, i miner eseguono ripetutamente l’hash dei dati dei blocchi, competendo per produrre un risultato che soddisfi l’obiettivo di difficoltà della rete. Gli altri nodi verificano in modo indipendente la validità della prova prima di accettare un blocco, rendendo le alterazioni storiche computazionalmente onerose.

Saylor sostiene che questo impiego di risorse fisiche conferisca al bitcoin un modello di sicurezza privo di un gatekeeper centrale autorizzato a riscrivere la cronologia delle transazioni. La sua enfasi sulla semplicità si estende al protocollo stesso: ha avvertito separatamente che le modifiche alle regole di consenso di Bitcoin potrebbero alterare la scarsità, le regole di regolamento e gli incentivi per i partecipanti, pur prevedendo un’adozione a lungo termine sostanzialmente maggiore.

Anche la proprietà differisce dagli asset finanziari convenzionali quando gli utenti detengono Bitcoin direttamente. Una chiave privata di Bitcoin consente al possessore di autorizzare transazioni senza bisogno di una banca o di un custode centrale, sebbene la perdita o la divulgazione di tale chiave possa compromettere in modo permanente l’accesso. Questo compromesso qualifica l’argomentazione di Saylor sulla sovranità: l’eliminazione di un intermediario può trasferire una significativa responsabilità in materia di sicurezza al proprietario.

La strategia trasforma la tesi monetaria di Saylor in un modello di bilancio

La tesi monetaria di Saylor è evidente nel bilancio di Strategy, dove il bitcoin rimane la sua principale riserva patrimoniale all’interno di un mix più ampio di debito, azioni privilegiate e liquidità. Il registro dei bitcoin di Strategy riportava 840.447 BTC al 10 agosto, con un costo di acquisto complessivo di circa 63,36 miliardi di dollari e un prezzo medio di acquisto di 75.385 dollari per bitcoin. Il registro contabile della società ha valutato tale riserva a circa 54,56 miliardi di dollari, riportando al contempo 6,75 miliardi di dollari di debito, 15,24 miliardi di dollari in azioni privilegiate e 4,65 miliardi di dollari in riserve in dollari statunitensi.

Strategy ha inoltre iniziato a vendere parti della propria posizione in bitcoin nell’ambito di un programma di gestione attiva del capitale, anziché considerare la riserva come permanentemente intoccabile. Il proprio registro contabile riporta vendite di 1.363 BTC il 30 giugno, 2.225 BTC il 6 luglio, 1.638 BTC il 3 agosto e 1.690 BTC il 10 agosto, tra le altre transazioni, mentre i risultati di luglio riportavano 218,4 milioni di dollari di vendite di bitcoin dall’inizio dell’anno fino al 26 luglio.

L’ultimo modulo 8-K depositato presso la SEC mostra come tale politica venga applicata nella pratica. Strategy ha venduto 1.690 BTC per 108,6 milioni di dollari tra il 3 e il 9 agosto e ha destinato i proventi netti al riacquisto di 1.152.020 azioni privilegiate STRC per lo stesso importo. Il documento riporta inoltre una riserva di 4,65 miliardi di dollari USA destinata a sostenere il pagamento dei dividendi privilegiati e degli interessi, collegando direttamente le vendite di Bitcoin alla più ampia struttura finanziaria della società.

Il livello di base del Bitcoin potrebbe sostenere un sistema finanziario più ampio

L’argomentazione più ampia di Saylor non richiede che il Bitcoin stesso elabori ogni pagamento o replichi ogni funzione bancaria. Egli immagina invece una base monetaria relativamente semplice attorno alla quale si sviluppino prodotti di credito, risparmio, prestito e pagamento. In un saggio pubblicato a luglio sul ruolo in espansione del Bitcoin nella finanza globale, Saylor ha descritto istituzioni, banche, fondi, assicuratori e mercati del credito come potenziali partecipanti che utilizzano il Bitcoin come capitale. Tale distinzione è centrale nella sua argomentazione del 15 agosto. Il livello di base del bitcoin garantirebbe la scarsità della proprietà digitale e l’integrità dei regolamenti, mentre i livelli finanziari superiori potrebbero fornire velocità, credito, prodotti di reddito e comodità nelle transazioni. Tali strutture reintroducono inoltre i rischi associati agli emittenti, ai depositari e alle controparti, il che significa che le proprietà del bitcoin stesso non si trasferiscono automaticamente a ogni strumento finanziario costruito attorno ad esso.

Saylor presenta infine il confronto come una progressione ingegneristica: l’oro ha monetizzato la scarsità fisica, la moneta fiat si basa sul credito politico e il bitcoin introduce una scarsità applicabile digitalmente. La sua tesi non è semplicemente che il bitcoin possa competere come metodo di pagamento, ma che possa fungere da infrastruttura monetaria duratura in grado di trasportare valore economico attraverso il tempo, la geografia e i sistemi finanziari.


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Alan Inman

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