Dal 30 agosto al 14 novembre la quarta edizione del festival promosso da Fondazione Lanari e Comune di Ancona. Sei concerti, due prime esecuzioni in epoca moderna e un percorso che intreccia ricerca, patrimonio musicale e valorizzazione dei luoghi storici
La musica barocca diventa una chiave di lettura del patrimonio storico e culturale di Ancona. È questa la traiettoria lungo la quale si sviluppa la quarta edizione di Ancona Barocca, il festival promosso dalla Fondazione “Alessandro Lanari” e dal Comune di Ancona attraverso il Bando Cultura, in programma dal 30 agosto al 14 novembre 2026.
Un progetto che, dalla sua nascita nel 2023, ha progressivamente ampliato la propria proposta e che quest’anno compie un ulteriore salto di qualità: il cartellone passa infatti dai cinque appuntamenti delle precedenti edizioni a sei concerti, tutti di diretta produzione e con prime esecuzioni, in alcuni casi destinati a essere replicati nelle altre sedi del Sistema Regionale del Barocco Musicale.
La crescita non è soltanto quantitativa. Il festival punta infatti a consolidare una proposta musicale specialistica dedicata al periodo convenzionalmente compreso tra il 1600 e il 1750, costruendo attorno alla musica una vera infrastruttura culturale fatta di ricerca, luoghi storici e valorizzazione del patrimonio locale.
«Una crescita continua – ha sottolineato il direttore della Fondazione Lanari, Gianni Gualdoni – non solo dell’offerta culturale, ma anche della sua qualità artistica sempre più attenta e raffinata», accompagnata da un pubblico «consapevole e fidelizzato», proveniente non soltanto da Ancona ma dall’intero territorio.
Il punto distintivo di Ancona Barocca è proprio la scelta di non considerare i luoghi semplici contenitori per gli spettacoli. Il sottotitolo del festival, “Musica e Cultura nei luoghi storici”, definisce una strategia precisa: mettere in relazione il repertorio musicale con gli spazi nei quali viene proposto, creando un’esperienza che unisce fruizione artistica, storia e patrimonio.
Nel 2026 saranno coinvolti il Salone delle Feste di Palazzo Ferretti, la Chiesa del Gesù, la Chiesa di Santa Maria della Piazza e la Cattedrale di San Ciriaco, quest’ultima sede dell’appuntamento inaugurale dedicato al grande organo.
È un’impostazione che, nelle parole dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi, consente al festival di andare oltre la semplice programmazione musicale. «Ancona Barocca non è soltanto un festival musicale, ma diventa uno strumento di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio nascosto», ha spiegato, sottolineando il collegamento fra i fondi musicali antichi della Biblioteca Benincasa, la ricerca, la conservazione e la produzione culturale contemporanea.
In questo percorso assume un ruolo centrale la dimensione tartiniana di Ancona. Dal 2024 il festival ospita infatti il Concorso Internazionale di Violino barocco “Tartini ad Ancona”, unico nelle Marche e fra i pochi concorsi italiani dedicati a questo repertorio. Dopo le prime due edizioni del 2024 e del 2025, che hanno registrato adesioni internazionali, il concorso assumerà dal 2028 una cadenza biennale.
Parallelamente, il Sistema Regionale del Barocco Musicale ha avviato a Jesi il Concorso Internazionale di Canto Barocco “Pergolesi”, previsto nel 2026 e nel 2027.
La vocazione di Ancona come “Capitale Tartiniana” torna anche nel programma del festival 2026, attraverso un progetto dedicato al violinismo della scuola tartiniana nelle Marche e al patrimonio manoscritto custodito nel Fondo musicale Nappi della Biblioteca Benincasa. Proprio da questo lavoro di ricerca arrivano due prime esecuzioni in epoca moderna.
Il cartellone si apre il 30 agosto alle 21 nella Cattedrale di San Ciriaco con Italiani e Francesi. Scuole organistiche tra ’700 e ’800, affidato all’organista Marco Cadario. Il programma mette a confronto autori italiani e francesi e trova nel grande Organo Tamburini della Cattedrale, realizzato nel 1955, lo strumento ideale per un repertorio destinato al grande organo moderno.
Il 12 settembre alle 17.30, a Palazzo Ferretti, sarà la volta de Il Tartiniano virtuoso, recital solistico affidato a Simone Pirri, vincitore del Concorso “Tartini ad Ancona” 2024, con musiche di Telemann, Matteis, Bach, Torelli, Tartini, Pisendel e Biber.
Il 19 settembre, nella Chiesa di Santa Maria della Piazza, l’Orchestra Barocca delle Marche e il violinista e concertatore Federico Guglielmo presenteranno Tartiniani delle Marche: Bini. Sonate e Concerti per Violino e Orchestra, dedicato alla figura del pesarese Pasquale Bini, allievo prediletto di Tartini. Il progetto si inserisce anche in un’attività di riscoperta discografica dell’autore, con una registrazione destinata alla prossima pubblicazione in cd.
Il 10 ottobre a Palazzo Ferretti il programma proporrà Vaghe stelle, occhi lucenti. Cantate e Sonate di Autori marchigiani del ’600, con musiche di Barbarino, De Grandis e anonimi del Fondo musicale Planettiano. L’appuntamento costituisce una prima esecuzione in epoca moderna e porta alla ribalta il patrimonio musicale di Ostra, Fabriano e Jesi, attraverso manoscritti recentemente oggetto di nuovi studi musicologici.
Seconda prima esecuzione moderna il 17 ottobre nella Chiesa del Gesù, con Duetti galanti dal Conte Nappi. Tartiniani e “non” del Fondo Nappi-Benincasa. Il concerto nasce dalla valorizzazione della collezione musicale che la famiglia Nappi donò negli anni Trenta alla Biblioteca Comunale Benincasa, una raccolta particolarmente significativa per la presenza di manoscritti di Tartini e di numerosi autori collegati alla sua scuola violinistica.
La rassegna si chiuderà il 14 novembre a Palazzo Ferretti con Nei palazzi della “dotta”. Gli “Accademici Filarmonici” di Bologna tra ’600 e ’700, dedicato all’Accademia Filarmonica di Bologna, fondata nel 1666 e divenuta nel tempo uno dei sodalizi musicali più prestigiosi d’Europa.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, salvo indicazione, con prenotazione richiesta all’indirizzo [email protected].
La logica del festival, dunque, è quella di costruire valore attraverso la connessione fra elementi diversi: la produzione musicale, la ricerca musicologica, le biblioteche, i manoscritti e i luoghi storici. Un modello che consente alla programmazione culturale di trasformarsi in uno strumento di valorizzazione territoriale e di rendere nuovamente accessibile un patrimonio che, altrimenti, rischierebbe di rimanere confinato agli specialisti.
Per Ancona, in vista del percorso verso il titolo di Capitale italiana della cultura 2028, è anche un modo per consolidare una programmazione che l’amministrazione comunale punta a distribuire lungo tutto l’anno, collegando iniziative culturali, patrimonio e attrattività della città.
La quarta edizione di Ancona Barocca si colloca così dentro una strategia più ampia: non soltanto proporre concerti, ma utilizzare la cultura come dispositivo per far dialogare musica, luoghi storici, biblioteche, ricerca e patrimonio, restituendo al pubblico una parte della storia della città attraverso una forma di fruizione contemporanea.
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