Nvidia e OpenAI, la scommessa sull’AI vale 145 miliardi in meno- Fortune Italia


Cosa è venuto prima: l’uovo o la gallina? O, nel caso dell’IA, l’investimento o i ricavi? Nvidia sta garantendo fino a 105 miliardi di dollari per il campus di data center che OpenAI intende realizzare nella contea di Pike, in Ohio, una cifra inferiore alla garanzia di circa 250 miliardi di dollari che stava prendendo in considerazione, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dalla CNBC. L’accordo ha superato almeno due tappe note prima di arrivare alla sua entità definitiva: il Journal ha riportato il 14 agosto che Nvidia aveva già ridotto la garanzia a “meno di 120 miliardi di dollari”, prima che le società concordassero su 105 miliardi di dollari al momento della firma della partnership lunedì. Nvidia ha reso nota la cifra definitiva – un “obbligo di pagamento complessivo” con un tetto massimo di 105 miliardi di dollari – in un documento depositato presso la Sec in occasione dell’annuncio. L’accordo di partnership è stato firmato ieri. La riduzione riflette una preoccupazione ricorrente tra gli investitori nel settore dell’AI: il ciclo circolare del denaro nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

Nvidia e OpenAI non hanno risposto alle richieste di commento da parte di Fortune. Il data center dell’Ohio rappresenta un banco di prova per verificare se il boom dell’IA sia in grado di generare entrate esterne sufficienti a giustificare la spesa finanziata dall’interno del settore stesso. L’accordo ha già messo in luce le preoccupazioni del mercato. Quando a luglio sono emerse notizie secondo cui Nvidia avrebbe potuto garantire fino a 250 miliardi di dollari, le azioni della società hanno registrato un calo intraday di circa il 4,5% a causa della reazione degli investitori alle preoccupazioni relative al finanziamento circolare. Reuters ha inoltre sottolineato che, nonostante le performance di mercato da record, permane l’ansia riguardo alla sostenibilità degli investimenti nell’IA, con gli investitori sempre più concentrati sugli ingenti investimenti di capitale, sull’aumento del debito e sull’incertezza riguardo a quando tali spese genereranno rendimenti.

Il finanziamento di Nvidia è concepito per aiutare SB Energy, la società sostenuta da SoftBank che sta sviluppando il campus, a garantire i finanziamenti sostenendo determinati pagamenti relativi a locazioni ed energia elettrica e garantendo il valore di parti dell’infrastruttura completata nel caso in cui OpenAI dovesse risultare inadempiente. La struttura dell’accordo riduce sostanzialmente l’esposizione finanziaria di Nvidia al rischio. Questo passo indietro arriva mentre Nvidia deve affrontare crescenti interrogativi su un modello di finanziamento in cui il principale produttore mondiale di chip per l’AI sta contribuendo sempre più a finanziare l’infrastruttura che, in ultima analisi, crea la domanda per i propri chip. Il ciclo di autofinanziamento è in atto da anni: Nvidia ha investito in società di AI e operatori di data center che acquistano il suo hardware, sviluppando al contempo accordi di finanziamento volti a facilitare l’acquisizione di maggiore capacità di calcolo da parte di tali clienti.

La scorsa settimana, Nvidia ha stretto una partnership con sei importanti istituzioni finanziarie per lanciare piattaforme di finanziamento dei sistemi di calcolo, con l’obiettivo di raccogliere oltre 500 miliardi di dollari di finanziamenti da terzi per le infrastrutture di IA – un’iniziativa che ha recentemente ricevuto un sostegno normativo. Le linee guida emanate a luglio dal personale della Sec hanno concluso che determinati debiti relativi ai data center non rientrano nelle norme sulla cartolarizzazione del Dodd-Frank, che impongono agli sponsor di mantenere una quota del rischio nei propri bilanci, rendendo così più facile per Nvidia mobilitare capitali esterni anziché assumersi direttamente l’esposizione.

Ma il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, contesta il modello di finanziamento circolare. Huang ha dichiarato in un comunicato stampa che l’azienda sta “garantendo infrastrutture di lunga durata per l’elaborazione di Nvidia, in modo che OpenAI possa implementare le fabbriche di AI più produttive, in grado di essere aggiornate ripetutamente, con ogni nuova generazione che offre maggiore intelligenza e migliori risultati economici”.

Nel progetto dell’Ohio, OpenAI prenderà in locazione il data center da SB Energy per un periodo fino a 20 anni, mentre Nvidia sarà il fornitore esclusivo di chip per la fase iniziale. Si prevede che il campus raggiunga, a regime, una capacità di calcolo fino a 8 gigawatt, e Nvidia sta inoltre investendo 1,5 miliardi di dollari in SB Energy. “Si prevede che i primi 800 megawatt saranno disponibili nel 2028, utilizzando in gran parte le infrastrutture esistenti di Aeo”, ha comunicato OpenAI in una nota. “L’ulteriore sviluppo richiederà nuove centrali elettriche collegate alla rete, compresa la generazione a gas naturale, nonché nuove linee di trasmissione e le relative infrastrutture”. SB Energy prevede di costruire il campus in un ex sito di arricchimento dell’uranio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, con una produzione di energia da gas naturale prevista di circa 9,2 gigawatt a sostegno dello sviluppo complessivo. Si prevede che SoftBank e SB Energy investano altri miliardi nelle infrastrutture energetiche regionali.

Le unità di elaborazione grafica (Gpu) di Nvidia sono diventate il principale motore di calcolo per l’addestramento e l’esecuzione di molti dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati al mondo. A differenza delle Cpu, le Gpusono in grado di eseguire un gran numero di calcoli contemporaneamente, il che le rende particolarmente adatte alle operazioni matriciali utilizzate dai sistemi di apprendimento automatico. Nvidia ha inoltre creato un ecosistema software attorno ai propri chip, tra cui la piattaforma di programmazione Cuda, rendendo il proprio hardware profondamente integrato nello sviluppo delle applicazioni di AI. I materiali informativi per gli investitori di Nvidia descrivono la partnership con OpenAI come un’offerta infrastrutturale integrata che comprende architettura, chip, sistemi, reti, data center, software, operazioni e finanziamenti. Nvidia ha affermato che ogni gigawatt di infrastruttura richiederebbe una spesa totale compresa tra circa 50 e 60 miliardi di dollari, mentre OpenAI dovrebbe reinvestire i ricavi futuri per finanziare la propria espansione.

La rete di accordi va oltre OpenAI e Nvidia, con partnership con Microsoft, Oracle, SoftBank, Coreweave e altre aziende per assicurarsi la capacità di calcolo necessaria per addestrare e gestire i propri modelli. Molti di questi accordi prevedono che le aziende investano, acquistino capacità di calcolo e realizzino infrastrutture l’una per l’altra contemporaneamente. “Prevediamo di utilizzare questa capacità per soddisfare la crescente domanda di AI avanzata e mantenere il nostro primato come laboratorio di ricerca all’avanguardia nel campo dell’AI, nel perseguimento della nostra missione”, ha affermato OpenAI.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Fortune.com


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Joshua Hong

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