“LAUDATO SII”: Francesco di ottocento anni fa parla all’uomo di oggi


Prima di diventare Francesco, per sua madre era Giovanni. È da quel ragazzo di Assisi, amante della festa, del canto e della compagnia, che prende avvio Laudati sii. Non dal santo già consegnato all’iconografia, sereno, contemplativo e riconciliato con il creato, ma dall’uomo: dalle sue inquietudini, dalle ferite e dalla radicalità delle scelte che ne cambieranno la vita.
È il percorso di “Laudato sii – Francesco, il canto del mondo. Musica e parola in dialogo tra Medioevo e contemporaneità”, originale progetto concertistico e narrativo commissionata dal Comune di Pescara – Assessorato alla Cultura alla Compagnia Virtuosa per l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi.
Lo spettacolo, andrà in scena sabato 22 agosto alle ore 21 nella Basilica Santuario Madonna dei Sette Dolori, con ingresso gratuito. Protagonisti Compagnia Virtuosa & Fairy Consort, con la direzione musicale di Chiara Leonzi e le letture di Aminta Lemme. Ideazione e drammaturgia sono di Walter Pili, direttore artistico e fondatore della Compagnia Virtuosa.
Laudato sii rinnova anche la collaborazione pluriennale tra la Compagnia Virtuosa e il Fairy Consort di Chieti, ensemble di strumenti antichi con il quale è cresciuto negli anni un vero sodalizio artistico, fondato sulla ricerca storica e sulla volontà di restituire al pubblico contemporaneo tutta la vitalità della musica antica.
Cinque quadri attraversano quasi otto secoli di musica: dalle danze e dalle laudi medievali al gregoriano, dalla polifonia rinascimentale fino alla coralità contemporanea. Tra le particolarità musicali, il Dies irae, tradizionalmente attribuito a Tommaso da Celano, nell’elaborazione di Barbara Bolognese, che dalla monodia gregoriana ne ricostruisce filologicamente l’aprirsi alle prime forme polifoniche, e la presenza della musica dell’abruzzese Cesare Tudino, compositore atriano del Cinquecento sul quale la Compagnia Virtuosa conduce da anni un lavoro di ricerca e riscoperta.
Il percorso culminerà nel Transito di Francesco, senza trasformarlo in un finale funebre: dal Dies irae si passerà alla polifonia rinascimentale e quindi alla musica contemporanea, in un progressivo approdo alla luce.
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Pili, perché avete scelto di non cominciare dal “santo”, ma dal ragazzo Francesco?
«Perché prima del santo c’è un uomo. E persino prima di Francesco c’è Giovanni, il nome con cui fu battezzato. Volevamo sottrarlo per quanto possibile all’oleografia e restituirgli carne, inquietudini, desideri. Il nostro Francesco entra nello spettacolo dentro una festa: è giovane, ama la musica, gli amici, vuole essere felice. Solo dopo qualcosa si incrina. Da quel momento anche la musica cambia: il ritmo si dissolve, le voci si allontanano, il suono si fa essenziale. La trasformazione non viene soltanto raccontata: cerchiamo di farla ascoltare.»
Eppure nello spettacolo non ci sono soltanto fonti medievali. Arrivano Jean Giono e Davide Rondoni. Perché?
«Perché non volevamo celebrare un anniversario guardando Francesco da ottocento anni di distanza. Volevamo verificare quanto quella voce possa essere ancora contemporanea. Alle testimonianze di Tommaso da Celano, compresa la straordinaria Vita brevior riscoperta nel 2014, agli autografi di Francesco e alle fonti su Chiara, abbiamo affiancato Jean Giono, complesso scittore e poeta francese del ‘900 per il suo rapporto profondissimo con la terra e il mondo vivente, e Davide Rondoni. Da Rondoni arriva una domanda che attraversa idealmente tutto il nostro racconto: “È possibile una vita lieta?”.
È soprattutto nel Cantico delle Creature che Francesco e il nostro tempo si avvicinano. Senza farne anacronisticamente un ambientalista moderno: il punto è molto più radicale. L’uomo non è padrone del creato, ma parte di una relazione con esso. Dopo ottocento anni, non mi pare una questione superata.»
Sono presenti strumenti musicali nell’esecuzione, come sono stati scelti?
I musicisti del Fairy Consort diretto da Luca Dragani (flauto dolce, citola, arpagotica, viola da gamba) e con la partecipazione di esperti musicisti del settore quali Marco Giacintucci (viella, flauto e tamburo, cornamusa, violino barocco) e Mauro Navarri (viella, violino barocco) oltre a Davide Giancristofaro (viola da gamba) di Compagnia Virtuosa, offrono ampia gamma di sonorità inconsuete, generate da copie fedeli di strumenti storici e alla luce di prassi esecutive documentate e attendibili.
Perché proprio la Basilica della Madonna dei Sette Dolori?
«È una scelta che ha un senso profondo. È un luogo fortemente radicato nella devozione popolare pescarese e affidato alla presenza francescana dei Frati Minori Cappuccini. Ma ci interessava anche artisticamente: la Basilica ci permette di utilizzare lo spazio, le distanze, le provenienze delle voci e degli strumenti. Alcuni suoni arriveranno da lontano, altri attraverseranno la navata. La chiesa non sarà semplicemente il luogo dove si tiene il concerto: entrerà, con grande sobrietà, nella sua drammaturgia.»
Anche il manifesto colpisce per una scelta grafica insolita: una grande rosa azzurra, bellissima ma piena di spine. Che cosa rappresenta?
Volevamo evitare anche visivamente l’iconografia francescana più prevedibile. Quella rosa azzurra e spinata è diventata quasi il simbolo del Francesco che proviamo a raccontare: la bellezza e insieme la ferita, la fragilità e la forza, una letizia che non nasce dall’assenza del dolore ma dalla capacità di attraversarlo. Non a caso dialoga idealmente anche con le parole di Davide Rondoni sulla “ferita” e sulla “letizia”. E l’azzurro, volutamente irreale, porta quella rosa fuori dalla semplice rappresentazione naturale: non descrive Francesco, lo evoca. Un grazie pieno di stima al giovanissimo grafico e amico Umberto Marchetti .»
Con Laudato sii prosegue inoltre un rapporto già consolidato tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara e la Compagnia Virtuosa, alla quale l’Amministrazione ha già dato credito in precedenti progetti dedicati alla valorizzazione della musica antica e del patrimonio musicale.
LAUDATO SII – Francesco, il canto del mondo
Musica e parola in dialogo tra Medioevo e contemporaneità
22 agosto 2026, ore 21:00
Basilica Santuario Madonna dei Sette Dolori, Pescara
ingresso gratuito

Comunicato stampa


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Roberta Maiolini

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