Il Vetto Social Club è realtà: sabato 5 settembre l’inaugurazione



Vetto Social Club: oggi, 5 settembre, l’inaugurazione della struttura nell’ambito del progetto TenHub dell’Appennino reggiano.

Un investimento da oltre 2,3 milioni di euro per trasformare un’area abbandonata e fragile in un polo culturale, sociale e lavorativo di riferimento per tutta la montagna reggiana. Sabato 5 settembre, a partire dalle ore 18, inaugura ufficialmente il Vetto Social Club (VSC) nell’area dell’ex mostra mobili Costetti, nell’ambito del progetto territoriale “TenHub”.

Tra spazi per il co-working, musica dal vivo, sala prove, area biliardo e percorsi di aggregazione gestiti dalla Cooperativa di Comunità Il Pontaccio, la struttura punta a diventare un punto cardinale per frenare lo spopolamento dell’Appennino e restituire vitalità al territorio. All’evento prenderà parte anche l’assessora regionale Irene Priolo.

Fabio Ruffini

Alla vigilia del taglio del nastro, abbiamo rivolto qualche domanda al primo cittadino di Vetto per ripercorrere le sfide tecniche e burocratiche di questo lungo percorso e capire quale visione orienterà il futuro del centro.

Sindaco, la nascita del Vetto Social Club s’inserisce nel più ampio progetto “TenHub” per l’Appennino. Quanto è importante offrire spazi di co-working e aggregazione giovanile per contrastare lo spopolamento della montagna e trattenere i giovani su questo territorio?

Francamente non so dire che impatto hanno strutture come queste sul contrasto allo spopolamento, ho però una ferma convinzione: se non facciamo nulla per i giovani, se non li mettiamo in grado di esprimersi, di socializzare, di fare esperienze, se non mettiamo in campo nuove idee e nuovi progetti, le cose possono solo peggiorare. Certo, un edificio non basta, servono tanti altri elementi, sul lavoro e i servizi ad esempio, e quindi dobbiamo ritenere questo un luogo, non solo un locale per l’aggregazione, ma anche, e ancora di più, uno spazio dove poter sperimentare e dar gambe alle passioni dei ragazzi.

I giovani sono spesso i primi a lasciare i piccoli comuni montani. Qual è il messaggio più forte che il Comune di Vetto vuole inviare loro con l’inaugurazione di questa struttura?

In questi anni di amministratore pubblico ho maturato questa opinione: i giovani hanno bisogno di spazi e di spazio.

Spazi intesi come luoghi in cui ritrovarsi e confrontarsi, e spazio inteso come possibilità di avanzare le proprie idee e proposte per incidere nelle scelte riguardanti la società e le nostre comunità.

Il messaggio forte che vorrei partisse dall’inaugurazione è questo: la casa, la vostra casa oggi c’è, è una casa bella e sicura, una casa realizzata anche grazie al vostro contributo; ora insieme dobbiamo abitarla, farla vivere, riempirla di contenuti e idee. Vorrei dire a questi ragazzi, anche sulla spinta di questa nuova struttura: mettetevi in gioco, non abbiate paura di osare, di sbagliare, fatevi sentire.

Dal concorso di idee del 2019 e il bando del 2021 ad oggi: è stato un percorso lungo e complesso. Qual è stata la sfida più difficile nel trasformare l’ex mostra mobili Costetti da area degradata e a rischio a fiore all’occhiello del paese?

Il percorso è stato veramente lungo e faticoso, complesso sia dal punto di vista burocratico che tecnico. Sono stati tanti i problemi incontrati e superati: la fragilità del versante, la vicinanza alla strada provinciale e alle abitazioni private, il notevole dislivello della zona, solo per citarne alcuni.

Per fortuna abbiamo operato con tecnici e imprese altamente qualificati che, insieme al lavoro di tutti i dipendenti del comune e dei funzionari regionali che ringrazio per l’impegno e la disponibilità, hanno saputo affrontare e risolvere tutte le criticità che inevitabilmente si incontrano quando si fanno opere di questo tipo.

Quest’area, per chi conosce Vetto, ha rappresentato per parecchi anni un importante luogo di servizi e attività economiche: qui infatti vi erano un mobilificio e un ristorante e, nella zona a valle dove ora c’è un parcheggio, una latteria sociale. Chiuse tutte le attività e persa, con il tempo, la vocazione produttiva per cui era nata e si era sviluppata, l’area era diventa marginale e priva di interesse, di fatto abbandonata. Un’area che per essere restituita alla comunità andava completamente ripensata, rigenerata e riqualificata. Ricostruita non con un solo intervento ma con un insieme di interventi; qui infatti abbiamo un esempio di rigenerazione urbana, di ristrutturazione urbanistica, di riqualificazione architettonica e paesaggistica, un intervento di consolidamento del versante, un intervento di sicurezza urbana ed un intervento sulle politiche giovanili.

Un insieme di interventi che ha comportato un investimento notevole, di oltre 2.300.000 euro, e che ha beneficiato di una serie di finanziamenti, in gran parte regionali, per un totale di quasi 2.000.000 euro di contributi.

La struttura unisce anime diverse: dalla musica dal vivo alla sala prove, dal biliardo al co-working fino all’attenzione al dissesto idrogeologico. Quale di queste funzioni pensa possa rappresentare il vero elemento di attrazione, anche per chi viene dai comuni vicini?

L’edificio è pensato per accogliere anime diverse e per essere flessibile; la musica è il cuore del progetto e l’elemento, secondo me, distintivo e attrattivo della struttura. Per quanto importante, non possiamo però limitarci alla sola musica, dobbiamo essere capaci di utilizzarla a pieno anche per tante altre attività e iniziative.

In paese mi pare ci sia molto interesse anche per la sala biliardo.

Avete il sostegno della Regione e la presenza dell’assessora Priolo all’inaugurazione lo dimostra: qual è il prossimo passo per Vetto all’interno della rete della montagna reggiana?

La Regione, che ringrazio, ci ha davvero aiutato tanto, è evidente, ed è stata sempre molto disponibile; credo però sia giusto evidenziare che il sostegno della regione è arrivato anche e soprattutto per la qualità del progetto. Non è un caso se la nostra proposta è stata giudicata la migliore tra le 177 arrivate da tutta la regione sul bando di rigenerazione urbana del 2021.

Nei prossimi mesi saranno completati i lavori della nuova palestra e stiamo lavorando per trovare le risorse necessarie ad avviare i lavori di ristrutturazione dell’albergo centrale, lavori che auspichiamo possano iniziare nei primi mesi del 2027. Queste strutture, come il Vetto Social Club, sono state pensate in una logica di rete tra i comuni della montagna. Sempre di più, gli enti devono lavorare insieme e trovare sinergie; con questo progetto ho potuto anche constatare che i giovani amministratori della montagna sono molto più capaci di noi nel fare squadra, mi complimento con loro. Bravi.

 


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