Otto grandi comuni al posto dell’attuale frammentazione amministrativa: Saronno, Busto Arsizio, Gallarate, Tradate, Arcisate, Besozzo, Luino e una Grande Varese allargata. L’idea è quella di trasformare le attuali zone omogenee in vere città-territorio, capaci di mantenere identità locali molto diverse ma con amministrazioni più forti e servizi organizzati su scala territoriale. Il modello è quello ipotizzato per Pavia. Nel Varesotto, infatti, le differenze tra il nord montano e lacustre, la fascia centrale, l’area industriale meridionale e le propaggini verso Milano e la Svizzera sono talmente forti da rendere quasi artificiale pensare alla provincia come a un territorio unico e indistinto.
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# La proposta: ridisegnare il Varesotto in otto grandi città

Saronno, Busto Arsizio, Gallarate, Tradate, Arcisate, Besozzo, Luino e una Grande Varese. Otto amministrazioni al posto degli attuali 136 comuni della provincia. Non otto semplici fusioni, ma otto città-territorio, costruite attorno alle zone omogenee, alle relazioni economiche e alle identità storiche del Varesotto. Il problema riguarda anche la frammentazione amministrativa. Molti dei piccoli comuni della provincia sono ormai parte di un sistema urbano continuo: condividono scuole, strade, trasporti, ospedali, attività economiche e servizi, pur mantenendo amministrazioni, bilanci e confini separati.
# Perché accorpare i 136 comuni della provincia

La provincia di Varese conta oggi 136 comuni e circa 882 mila abitanti. È un territorio estremamente articolato: montagna e laghi a nord, la fascia collinare centrale, le aree industriali della Valle Olona e dell’Altomilanese, le relazioni quotidiane con Milano, Como, il Piemonte e la Svizzera. L’idea sarebbe quindi semplice: ridurre drasticamente il numero dei comuni senza cancellare i paesi, che potrebbero continuare a esistere come quartieri, municipalità o circoscrizioni, e costruire otto grandi amministrazioni capaci di gestire il territorio su una scala più realistica.
Vediamo quali potrebbero essere.
#1 Saronno, capitale del Saronnese

La prima città-territorio nascerebbe nel profondo sud della provincia, quasi staccato dal resto del Varesotto. Saronno non è soltanto uno dei principali centri della provincia: è soprattutto il cuore di un sistema urbano che guarda contemporaneamente verso Milano, Como e Monza. Qui il confine provinciale conta relativamente poco. I rapporti quotidiani seguono ferrovie, strade, lavoro e commercio.
La nuova Grande Saronno potrebbe riunire il Saronnese, con una città centrale forte e gli attuali comuni trasformati in municipalità locali. Sarebbe probabilmente il territorio più “metropolitano” della provincia di Varese: quello che, per posizione e relazioni, appartiene già all’orbita della grande area urbana milanese.
#2 Busto Arsizio, la grande città del Bustocco

Poi c’è Busto Arsizio. Una delle città più grandi e più riconoscibili della provincia, con una storia industriale e urbana che la distingue nettamente dal territorio circostante. Ma il Bustocco non finisce ai confini comunali. L’area compresa tra Busto, Castellanza, Olgiate Olona e gli altri centri della fascia sud-occidentale forma già, nella vita quotidiana, una realtà urbana continua.
La nuova città-territorio di Busto Arsizio potrebbe diventare il grande comune del Bustocco: un’unica amministrazione per un territorio densamente popolato, industriale e fortemente integrato. Non sarebbe più una somma di piccoli municipi confinanti, ma una vera città di dimensione europea, con quartieri diversi e identità locali conservate.
#3 Gallarate, capitale del Gallaratese

Il terzo grande polo sarebbe Gallarate. Qui la geografia amministrativa dovrebbe seguire quella reale: aeroporto, Malpensa, logistica, ferrovie, autostrade, Ticino e una fitta rete di centri urbani che gravitano attorno a Gallarate. La nuova Grande Gallarate potrebbe comprendere il Gallaratese, creando un grande comune capace di rappresentare unitariamente una delle aree economicamente più strategiche della Lombardia.
Non sarebbe solo la città di Gallarate ad allargarsi. Sarebbe la nascita di un soggetto territoriale nuovo, con Gallarate come capoluogo ma con Somma Lombardo, Samarate, Cardano al Campo, Cassano Magnago e gli altri centri come parti di una stessa struttura amministrativa. Un territorio che, oggi, funziona già come sistema ma continua a essere spezzettato in decine di confini comunali.
#4 Tradate, la città della Valle Olona

La quarta città-territorio potrebbe avere Tradate come sede amministrativa. La Valle Olona è uno dei grandi assi geografici e storici del Varesotto: un territorio costruito attorno al fiume, alle industrie e a una successione quasi continua di paesi e centri produttivi. Da Castiglione Olona verso sud, fino alla fascia industriale dell’Altomilanese, i confini comunali spesso dividono realtà che condividono ormai quasi tutto.
Tradate potrebbe diventare il centro amministrativo della nuova grande città della Valle Olona, mettendo insieme un territorio con una forte identità storica e produttiva. L’Olona, che oggi attraversa diversi comuni, diventerebbe finalmente anche un elemento organizzativo di una sola città-territorio. La valle, dal punto di vista geografico, prosegue infatti attraverso numerosi comuni varesini e costituisce uno dei principali sistemi territoriali della provincia.
#5 Arcisate, capitale della Val Ceresio

A nord-est il riferimento naturale sarebbe Arcisate. Qui il territorio cambia completamente: montagne, confine svizzero, il Lago di Lugano, le valli e una serie di paesi che hanno sviluppato una propria identità, diversa sia dalla città di Varese sia dalle zone industriali meridionali. La nuova città-territorio di Arcisate diventerebbe il comune della Val Ceresio, comprendendo i centri che gravitano attorno alla valle e ai rapporti transfrontalieri.
Non una periferia montana di Varese, ma una realtà autonoma, con una propria geografia e una propria funzione. Il confine con la Svizzera, in questo caso, non sarebbe il margine del territorio ma una delle sue principali caratteristiche.
#6 Besozzo, capitale dei Laghi Varesini

Forse la scelta più sorprendente sarebbe Besozzo. Non una grande città tradizionale, ma il possibile capoluogo di un territorio costruito attorno all’acqua: il Lago Maggiore, il Lago di Varese e il sistema dei laghi minori che caratterizzano la parte centrale e occidentale della provincia. La nuova città-territorio dei Laghi Varesini, con sede a Besozzo, metterebbe insieme una realtà composta da piccoli e medi centri, oggi separati ma uniti dal paesaggio, dal turismo e da problemi comuni.
Mobilità lacustre, tutela ambientale, turismo, piste ciclabili e valorizzazione del patrimonio naturale potrebbero essere gestiti da un’unica grande amministrazione. Il Varesotto è infatti uno dei territori italiani con la più forte presenza di laghi e ambienti d’acqua, dal Maggiore e dal Ceresio fino al Lago di Varese, Monate, Comabbio e agli altri bacini minori. Besozzo, più centrale rispetto a molti comuni lacustri e già punto di riferimento del territorio, potrebbe diventare la sede di questa nuova città diffusa.
#7 Luino, capitale delle Prealpi Varesine

Il nord della provincia ha un’identità ancora diversa. È il territorio delle montagne, delle valli, del confine svizzero e del Lago Maggiore. Un territorio vasto, con piccoli comuni spesso lontani dai grandi centri amministrativi della pianura. Qui avrebbe senso costruire una grande città-territorio con Luino come capoluogo: le Prealpi Varesine.
Luino è già uno dei principali centri dell’Alto Varesotto e rappresenta naturalmente un riferimento per la fascia settentrionale della provincia. La nuova amministrazione potrebbe mettere insieme le diverse realtà della Valtravaglia, delle valli settentrionali e delle zone montane, garantendo servizi che per i singoli piccoli comuni diventano sempre più difficili da sostenere. Non sarebbe una città compatta. Sarebbe una vera città-territorio montana, fatta di decine di paesi, frazioni, valli e località, amministrate insieme ma senza perdere la propria identità.
#8 La Grande Varese allargata

E poi ci sarebbe lei: Varese. Ma non più soltanto il comune racchiuso negli attuali confini. La Grande Varese potrebbe diventare il grande polo centrale della provincia, allargandosi ai comuni che costituiscono già la sua cintura urbana e il suo sistema territoriale naturale. Da Casciago a Induno Olona, da Malnate alle località della fascia orientale e meridionale, la città reale supera da tempo i confini amministrativi.
L’idea sarebbe quella di una Grande Varese allargata, costruita non semplicemente per annessione, ma come unione tra il capoluogo e i comuni che condividono con esso servizi, mobilità, attività economiche e vita quotidiana. Una grande città dei sette laghi e delle colline, capace di mantenere al proprio interno quartieri con una fortissima identità: Varese centro, ma anche Masnago, Bizzozero, Induno, Casciago e tutte le altre comunità dell’area urbana.
Varese diventerebbe così non solo il capoluogo della provincia, ma anche il capoluogo di una vera città metropolitana varesina in scala locale.
Continua la lettura con: La «Grande Lodi»: da 60 comuni a queste cinque città territoriali
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