L’11 settembre è il giorno dell’inaugurazione ufficiale del nuovo polo dedicato alla transizione energetica, situato negli spazi del parco tecnologico di Torino Environment Park.
Il nuovo centro mette a disposizione della comunità scientifica e delle imprese oltre 5mila metri quadrati di laboratori avanzati, realizzati grazie a un investimento globale di oltre 55milioni di euro, 35 dei quali provenienti dal Piano nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) e altri 20 milioni erogati da partner industriali privati.
L’obiettivo strategico dell’iniziativa consiste nello sviluppare, testare e mettere a disposizione del sistema produttivo soluzioni tecnologiche per abbattere la dipendenza dai combustibili fossili e rendere economicamente sostenibili i traguardi europei di neutralità climatica.
Due infrastrutture complementari per collegare scienza e industria
Il nuovo hub torinese unisce le risorse di due importanti progetti infrastrutturali nazionali denominati iEntrance e CoSyET, progettati per essere complementari e coprire l’intera catena del valore delle nuove tecnologie.
iEntrance si focalizza sulla ricerca scientifica di base nell’ambito delle micro e nanotecnologie, affrontando lo studio dei materiali e dei sensori di ultima generazione. CoSyET, acronimo di Components and Systems for Energy Transition, è un’infrastruttura tecnologica di innovazione creata per applicare e testare le invenzioni verso il mercato industriale. La sinergia tra i due programmi permette di guidare le scoperte lungo la scala del livello di maturità tecnologica, (TRL, Technology Readiness Level).
Questa scala, deputata a misurare il grado di sviluppo di una tecnologia parte dal livello uno che indica la ricerca pura e si estendono fino al livello nove, che corrisponde al prodotto commerciale pronto. I laboratori di CoSyET operano tra i livelli sei e otto, garantendo che i sistemi siano completamente verificati e qualificati per il mercato.
La mappa dei laboratori tra nano-misurazioni e impianti di prova
La struttura di iEntrance fa capo a una rete nazionale articolata su sei poli operativi distribuiti in Italia e coordinati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’ente pubblico dedicato alla ricerca scientifica. A Torino il progetto ha ottenuto oltre quattordici milioni di euro di finanziamenti pubblici ed è gestito dal Politecnico di Torino.
Il polo torinese si divide in due sedi strettamente interconnesse. La prima, presso Environment Park, sviluppa nanomateriali, sensori e sistemi energetici, mentre la seconda risiede presso il campus dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, l’ente statale preposto alla scienza delle misurazioni.
I dispositivi realizzati nel primo laboratorio vengono analizzati, misurati e certificati con massima precisione nel secondo. Parallelamente, il progetto CoSyET è stato avviato il 31 dicembre 2022 con una durata prevista di quaranta mesi sotto la guida dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), fondazione di diritto privato promossa dallo Stato per l’eccellenza scientifica.
CoSyET ospita impianti pilota dedicati a idrogeno verde, cattura e valorizzazione dell’anidride carbonica, accumulo energetico ed elettronica di potenza. Sebbene il nucleo centrale risieda a Environment Park, l’infrastruttura di CoSyET si articola in una rete di impianti distribuiti anche tra Caramagna Piemonte, Chivasso, Genova, Milano e Lecce.
Un modello pubblico-privato con dieci colossi e piccole imprese
Il progetto CoSyET si erige sulla costituzione della società consortile a responsabilità limitata CoSyET Scarl, un partenariato tra pubblico e privato in cui l’Iit detiene la maggioranza della componente pubblica assieme a dieci aziende industriali partner.
La presidenza della società è affidata a Fabrizio Pirri, docente universitario che ricopre il ruolo di Vicerettore per lo Sviluppo del modello e delle infrastrutture di ricerca del Politecnico di Torino, oltre a essere coordinatore del Center for Sustainable Future Technologies dello stesso Iit e responsabile dei laboratori iEntrance a Environment Park.
All’interno del consorzio operano aziende con ruoli operativi specifici. L’azienda Newcleo, attiva nel settore del nucleare di quarta generazione, partecipa con un laboratorio dotato di cinquantacinque strumenti in nove aree per sviluppare e analizzare leghe metalliche e rivestimenti resistenti al piombo liquido caldo utilizzato nei reattori.
La società Lamicolor, produttrice di laminati decorativi per l’arredamento, ha realizzato un impianto di pirolisi per trasformare gli scarti di produzione in gas sintetico ricco di idrogeno da riutilizzare nei generatori di vapore per azzerare i propri rifiuti.
Nel campo dello stoccaggio elettrochimico dell’energia, la società G.D, appartenente al gruppo industriale Coesia, gestisce una linea pilota completa per la produzione di celle pouch per batterie. Per la valorizzazione della CO2 l’azienda di ingegneria Hysytech ha realizzato a Orbassano un impianto pilota per convertire l’anidride carbonica in prodotti chimici e carburanti sostenibili.
La ricerca sull’idrogeno vede in campo anche FEV Italia, con un laboratorio di banchi prova per analizzare prestazioni e degrado degli elettrolizzatori.
La filiera dell’elettronica di potenza e del confezionamento dei microcircuiti è presidiata da un raggruppamento di cinque aziende specializzate: Microla Optoelectronics per la lavorazione laser ad alta precisione di ceramiche e polimeri, Alutron per l’integrazione di circuiti su film sottile e spesso sviluppata assieme al Politecnico di Torino, Asseltech per l’assemblaggio di precisione, le saldature in vuoto e i controlli a raggi X, Mista per l’incapsulamento protettivo dei sensori mediante la riconversione di competenze dallo stampaggio automobilistico, e Cemas Elettra per le macchine di saldatura laser avanzata.
Le istituzioni scommettono sull’asse tra Torino e l’Europa
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte i vertici delle istituzioni locali e scientifiche che hanno sottolineato la rilevanza strategica dell’opera. Giacomo Portas, Presidente del parco tecnologico Environment Park, ha ricordato come la nascita di questi laboratori rappresenti un passaggio essenziale per attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico sul territorio piemontese.
Matteo Marnati, Assessore all’Ambiente, all’Intelligenza Artificiale e all’Energia della Regione Piemonte, ha ribadito che il nuovo centro posiziona il Piemonte come laboratorio nazionale ed europeo per la transizione energetica, integrandosi con la Strategia Regionale per l’Idrogeno e con i contributi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale, all’Innovazione e alle Politiche per l’Ambiente del Comune di Torino, ha evidenziato il valore del connubio tra ricerca universitaria e amministrazione comunale nel sostenere gli obiettivi del Climate City Contract per la neutralità climatica della città.
Gianmario Verona, Presidente dell’Iit, ha definito l’hub un modello di collaborazione pubblico-privata che rafforza la visione industriale del Paese. Giorgio Metta, Direttore Scientifico dello stesso istituto, ha spiegato come l’infrastruttura consenta di accelerare il salto di scala da un’idea di laboratorio a una soluzione adottabile dall’industria.
Vincenzo Tedesco, Direttore Generale del Politecnico di Torino, ha rimarcato l’impegno dell’ateneo nel trasformare la conoscenza scientifica in crescita competitiva per il sistema produttivo.
La presentazione delle infrastrutture si è svolta durante una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Vittorio Morandi, Direttore dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Consiglio Nazionale delle Ricerche e coordinatore di iEntrance, Davide Loiacono, responsabile della caratterizzazione dei materiali per Newcleo, Davide Calonico, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, e Luca Alberto Martino, Amministratore Delegato di Alutron.
L’intero polo si inserisce nel quadro dei programmi europei come il Green Deal, il pacchetto di direttive Fit for 55 e la strategia comunitaria sull’idrogeno, andandosi ad affiancare ai centri già operativi nel parco come il Center for Sustainable Future Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia, il centro di competenza Seastar e i laboratori Co2ccl e Megastream finanziati dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e da fondi regionali.
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