#Finsubito news – Jaques Moretti di fronte ai Pm, ma la moglie non c’è. Sarà ascoltata il 2 dicembre


Jaques Moretti è entrato in tribunale quando il sole non è ancora sorto del tutto, dal retro degli uffici di Sion, per evitare le telecamere e difendersi dalle accuse legate al rogo di Capodanno del suo locale Le Constellation. 

Nell’incendio morirono 41 persone e altre 115 rimasero ferite. 

Si tratta del quinto interrogatorio dall’inizio dell’inchiesta, il primo da quando al suo fianco non c’è più la compagna di vita e di affari Jessica Moretti (anche lei sul banco degli imputati) e che lo scorso agosto lo ha denunciato per violenze domestiche.

Nell’interrogatorio in corso a Sion il proprietario del discobar non risponderà alle domande degli avvocati di parte civile su eventuali episodi di riciclaggio di denaro. Lo ha chiarito il suo avvocato Patrick Michod in una lettera inviata nei giorni scorsi alla procura del Vallese. Su queste ipotesi di reato è stato aperto dagli inquirenti un secondo filone di indagine. Nel fascicolo dell’inchiesta compare infatti un rapporto dell’ufficio federale svizzero fedpol in cui si rilevano sui conti correnti movimenti “anomali” e “transazioni opache”.

Moretti: “Per i lavori al Constellation non servivano autorizzazioni”

Per i lavori di ristrutturazione del Constellation, nel 2015, “non essendoci stato alcun cambio di destinazione d’uso, né interventi sui volumi dell’immobile non c’era bisogno di specifiche autorizzazioni”, è stato quanto poi sostenuto da Jaques Moretti. L’imprenditore ha tuttavia precisato di essersi occupato personalmente dei lavori di ristrutturazione, ma di non aver seguito tutti gli aspetti amministrativi: “All’epoca dei lavori non ero ancora proprietario né conduttore dell’immobile, l’avvio del rapporto contrattuale era previsto solo dopo”. Per gli aspetti amministrativi – ha riferito – l’allora proprietario dell’immobile Julien Beytrison aveva incaricato un professionista di Crans-Montana.

 

Jessica Moretti: il certificato per grave fragilità psicologica. Nuova audizione il 2 dicembre

Avrebbe dovuto essere un interrogatorio “di confronto” assieme alla ex convivente: il 26 ottobre i legali di lei hanno però spedito una lettera alle pm allegando la relazione di una psicologa che ha riferito di “uno stato di grave fragilità psicologica” provocato dall’aggressione del marito tale da non permetterle di essere presente.  Alla vigilia c’era l’ipotesi che Jessica si sarebbe comunque potuta presentare, cosa che non è avvenuta. Secondo quanto riferito dai suoi legali, il confronto diretto con il marito avrebbe potuto aggravare ulteriormente il suo stato psicologico.

L’imprenditore dovrà di nuovo rispondere alle domande poste dalle magistrate Catherine Seppey e Victoria Roth e difendersi dalle accuse, comuni a un’altra quindicina di indagati, di omicidio, lesioni e incendio colposi. 

Come sempre sono presenti decine di legali delle parti civili e familiari delle vittime e dei feriti francesi e svizzeri.

La nuova audizione di Jessica Moretti è stata fissata per il 2 dicembre. 

Per la prima volta presenti numerosi feriti oltre alle famiglie delle vittime

Tante le famiglie delle vittime dell’incendio di Crans-Montana e anche, per la prima volta, alcuni feriti.

Nell’aula dell’audizione allestita all’interno del Politecnico di Sion sono presenti oltre cento persone, tra inquirenti, avvocati e parti civili.

Le famiglie delle vittime chiedono di accedere alla documentazione finanziaria

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori figura anche un rapporto della polizia federale svizzera (Fedpol), che avrebbe individuato sui conti riconducibili ai coniugi Moretti movimenti bancari anomali e transazioni considerate opache. I legali delle famiglie delle vittime chiedono di poter accedere alla documentazione finanziaria per ricostruire la provenienza e la destinazione delle somme e verificare le disponibilità patrimoniali in vista degli eventuali risarcimenti.

Nei giorni scorsi, l’avvocato Alfredo Zampogna, che rappresenta la famiglia della vittima milanese Chiara Costanzo, aveva infatti chiesto alle pm di desecretare gli atti dell’indagine sui movimenti finanziari di Jacques. “Vorrei capire le banche come ha fatto a finanziare un pregiudicato. C’e’ un’inchiesta sul riciclaggio, vorremmo vedere queste carte. Al momento la Procura non ci ha risposto” ha detto il legale stamane prima dell’interrogatorio. Inoltre, sempre nei giorni scorsi, alcuni legali hanno chiesto il commissariamento  del Comune di Crans-Montana in vista dei possibili risarcimenti che l’autorità giudiziaria potrebbe disporre in caso di condanne.

Ventiquattro genitori delle vittime hanno chiesto al governo del Canton Vallese di attivare una vigilanza finanziaria e amministrativa sui conti del Comune di Crans-Montana. L’obiettivo è garantire che l’ente disponga delle risorse necessarie per far fronte alle richieste risarcitorie legate all’incendio, considerato che le somme potenzialmente in gioco potrebbero raggiungere cifre molto elevate.

La madre di Cyanne, cameriera morta nel rogo: “Volevo vedere Jessica ma scappa sempre”

“Non ho paura di Jacques Moretti, mia figlia ha lavorato per lui per quattro anni, non è lui che volevo vedere, ma Jessica ma scappa dalle responsabilità tutte le volte”, ha detto Astrid Panine, la mamma di Cyanne, la cameriera del Constellation morta nell’incendio di Capodanno, dopo aver inconsapevolmente appiccato il fuoco con una candela pirotecnica. La donna ha parlato con i giornalisti prima di partecipare all’interrogatorio del proprietario del discobar. “Sono qui per miei ragazzi, per tutte le vittime e anche per i feriti perché conosco persone molto vicine che stanno soffrendo molto“, ha aggiunto.

Tra i familiari presenti all’udienza, anche la madre di Arthur, un ragazzo svizzero di 16 anni, morto nell’incendio, che ha contestato la definizione di “tragedia” per quanto accaduto al Constellation, sostenendo che si sia trattato di un evento riconducibile a gravi negligenze. La presenza in aula di alcuni dei feriti, oltre a quella dei familiari delle vittime, ha sottolineato ulteriormente la partecipazione diretta dei sopravvissuti al procedimento giudiziario.

Moretti: “Per i lavori al Constellation non servivano autorizzazioni”

“Non essendoci stato alcun cambio di destinazione d’uso, né interventi sui volumi dell’immobile non c’era bisogno di specifiche autorizzazioni” (per i lavori del 2015, ndr.), ha sostenuto Jacques Moretti nell’interrogatorio. 

L’imprenditore ha tuttavia precisato di essersi occupato personalmente dei lavori di ristrutturazione, ma di non aver seguito tutti gli aspetti amministrativi: “All’epoca dei lavori non ero ancora proprietario né conduttore dell’immobile, l’avvio del rapporto contrattuale era previsto solo dopo”. Per gli aspetti amministrativi – ha riferito l’imprenditore francese – l’allora proprietario dell’immobile, Julien Beytrison, aveva incaricato un professionista di Crans-Montana.


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