#Finsubito news – Competitività: von der Leyen, Europa torni a trasformare idee in industrie, priorità a mercato unico, green e IA


Roma – Competitività: von der Leyen, Europa torni a trasformare idee in industrie, priorità a mercato unico, green e IA
Dal mercato unico con EU Inc e il Fondo Scaleup alla transizione ecologica fino all’IA industriale, la presidente della Commissione traccia al Summit di Bruxelles la strategia per trattenere le innovazioni e difendere la prosperità del Continente.

Discorso della Presidente von der Leyen al WinWin Brussels Summit

Signore e Signori,
è un piacere essere qui con voi oggi. L’Europa è sempre stata un continente di grandi idee. E Bruxelles vanta una lunga tradizione. Quasi 99 anni fa, a pochi chilometri da qui, si riunirono 29 tra i più grandi scienziati del mondo. Diciassette di loro avrebbero poi vinto il premio Nobel. Tra questi c’erano Albert Einstein, Maria Skłodowska-Curie, Niels Bohr, Erwin Schrödinger. Erano venuti per dibattere i grandi quesiti scientifici del loro tempo. Einstein e Bohr diedero vita a una celebre sfida tra menti brillanti. E le loro discussioni non si limitavano alla sala conferenze. A colazione, Einstein proponeva un esperimento mentale per sfidare le teorie di Bohr; a cena, Bohr aveva pronta una risposta. Il mattino seguente, alla colazione successiva, si ricominciava da capo. Come ricordò in seguito il loro collega fisico Paul Ehrenfest: «Einstein era come un diavolo a molla. Ogni mattina spuntava fuori di nuovo, pieno di energia». Fu un momento glorioso per la scienza europea, fatto di genio e libero pensiero.

Ho voluto iniziare con questa storia perché oggi stiamo vivendo un’altra epoca straordinaria di innovazione. Siamo testimoni di scoperte rivoluzionarie che hanno il potenziale di trasformare le nostre economie e le nostre società. C’è però un’importante differenza. Oggi le scoperte scientifiche passano dal laboratorio al mercato a una velocità incredibile. Ma trasformarle in imprese di successo qui in Europa: è questa la vera sfida europea. Non dobbiamo solo rimanere il luogo delle grandi scoperte scientifiche. Dobbiamo tornare a essere il luogo in cui quelle scoperte creano nuove industrie e generano posti di lavoro di qualità e sostenibili per i cittadini europei. È questo che determinerà la nostra competitività e la nostra prosperità futura.

La buona notizia è che l’Europa parte da una posizione di forza. L’Europa detiene quasi il 30% dei brevetti mondiali nelle tecnologie pulite. E quasi una società di tecnologia quantistica su tre a livello globale ha sede nell’Unione Europea. Abbiamo università e istituti di ricerca di livello mondiale. L’accesso all’istruzione superiore è gratuito, un fattore tutt’altro che scontato in ogni parte del mondo. Continuiamo a essere leader in molte delle tecnologie che plasmeranno il nostro futuro. Molti di voi qui presenti oggi rappresentano aziende pioniere, dimostrando che l’Europa non si limita a generare idee brillanti, ma è in grado di trasformarle in prodotti e servizi capaci di cambiare la vita delle persone. Pertanto, dobbiamo lavorare insieme per offrirvi le condizioni necessarie per aver successo, rendendo l’Europa il posto migliore per le imprese innovative dove nascere, crescere e affermarsi come leader.

Oggi voglio concentrarmi su tre priorità per rendere possibile tutto questo. Primo: sbloccare la scala del nostro mercato unico. Secondo: capitalizzare sulle opportunità della transizione ecologica. Terzo: sfruttare l’intelligenza artificiale per portare benefici a tutte le nostre economie.

Lasciatemi iniziare dal mercato unico, la risorsa più grande dell’Europa. Un mercato di 450 milioni di persone, uno dei più vasti e prosperi al mondo. Allora perché i nostri innovatori non riescono a sfruttarne appieno le dimensioni? Un imprenditore che vuole espandersi in Europa si trova ancora davanti a un labirinto di regole e requisiti differenti. Invece di un unico mercato, si confronta con 27 sistemi giuridici e più di 60 forme societarie nazionali. Vogliamo cambiare le cose con la “EU Inc.”, il cosiddetto ventottesimo regime. Ma cosa c’è di diverso nella EU Inc.? Si tratta di un’unica forma societaria, semplice e uniforme in tutta Europa. La EU Inc. consente agli imprenditori di fondare un’azienda interamente online, da qualsiasi punto d’Europa, entro 48 ore e con meno di 100 euro. Questo aiuta le imprese a nascere, svilupparsi e scalare in tutta Europa. Come Commissione abbiamo presentato una proposta ambiziosa e, credetemi, stiamo lottando con forza con il Parlamento e il Consiglio per mantenere alta questa ambizione. La EU Inc. non deve diventare una pesante petroliera: deve rimanere il motoscafo snello e veloce di cui avete bisogno.

I nostri imprenditori hanno anche bisogno di capitali. Le scale-up europee di solito raccolgono il 50% di capitale in meno rispetto alle loro concorrenti a San Francisco. Pertanto, quando necessitano di centinaia di milioni per espandersi, sono spesso costrette a guardare oltreoceano. Vogliamo cambiare questa situazione. È per questo che abbiamo lanciato il Fondo Scaleup Europe, mettendo insieme investitori pubblici e privati per creare il più grande fondo di capitale di rischio europeo dedicato alla fase di crescita. E funziona. In soli due mesi, il Fondo ha investito in otto aziende, aiutandole a raccogliere quasi 5 miliardi di euro. Queste aziende stanno sviluppando le tecnologie che plasmeranno il nostro futuro: ad esempio veicoli spaziali riutilizzabili, una nuova generazione di chip per l’IA ad altissima efficienza e satelliti radar capaci di vedere attraverso le nuvole. Queste realtà hanno le carte in regola per diventare leader mondiali e, con il Fondo Scaleup, stiamo fornendo loro il capitale necessario per avere successo e rimanere proprio qui in Europa.

Il mio secondo punto riguarda la transizione ecologica. Anche quest’anno abbiamo toccato con mano l’impatto devastante dei cambiamenti climatici: siccità, incendi boschivi, alluvioni. Ma abbiamo anche visto il costo della nostra dipendenza dai combustibili fossili importati. Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l’importazione di combustibili fossili è costata all’Europa ulteriori 127 miliardi di euro, senza che vi sia stata una singola molecola di energia in più. Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare gli shock e le crisi ad essi connessi. La transizione pulita, quindi, da un lato protegge il nostro clima, ma dall’altro riguarda la competitività e l’indipendenza dell’Europa.

La nostra direzione è chiara. Diventeremo il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. E abbiamo compiuto un passo fondamentale verso questo obiettivo con l’accordo sul nostro target climatico per il 2040, impegnandoci a tagliare le emissioni europee del 90% entro il 2040. So che molti di voi hanno già investito in questo futuro, in nuove tecnologie e processi produttivi. Dal 2021, sono stati investiti oltre 1.200 miliardi di euro in attività sostenibili nell’UE. Si tratta di investimenti che richiedono certezze a lungo termine. Quindi vorrei essere estremamente chiara: l’Europa manterrà la rotta, rispetteremo i nostri obiettivi e terremo duro a fianco delle nostre industrie pulite.

Ci sono sempre più prove del fatto che l’ambizione climatica sia un potente motore di innovazione e crescita. Il mercato globale delle tecnologie pulite cresce di circa il 20% ogni anno: un’opportunità enorme. Il nostro compito è garantire che queste tecnologie non vengano solo utilizzate in Europa, ma sviluppate e prodotte qui. Per farlo disponiamo di strumenti potenti, a partire dal nostro sistema di scambio delle quote di emissione (ETS). Dalla sua introduzione nel 2005, le emissioni nei settori coperti dall’ETS sono diminuite di circa il 50%, mentre l’economia è cresciuta del 30%, generando oltre 270 miliardi di euro di entrate da reinvestire nell’innovazione e nelle tecnologie pulite del futuro. Stiamo lavorando anche a una Banca per la decarbonizzazione industriale, con l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di euro per sostenere la trasformazione industriale. In sintesi, è così che trasformiamo l’ambizione climatica europea in un vantaggio industriale: non ci limitiamo a tagliare le emissioni, costruiamo nuove industrie.

La mia ultima priorità è l’intelligenza artificiale. L’IA offre un’opportunità enorme per far crescere la prosperità e migliorare la vita. Per realizzare questo potenziale, dobbiamo applicare l’IA all’economia reale. Oggi ne vediamo ottimi esempi qui: pensiamo al monitoraggio dei macchinari industriali tramite IA, che consente di individuare precocemente i problemi e permette ai team di manutenzione di intervenire prima che i macchinari si guastino. O lasciate che vi faccia un altro esempio a livello sociale: lo screening del tumore al seno. La mammografia riduce la mortalità di circa il 30%-40% tra le donne che vi si sottopongono, e la diagnosi precoce è fondamentale. È qui che l’IA può fare la differenza. La mammografia supportata dall’IA consente di individuare un maggior numero di tumori e in fase più precoce durante i controlli, consentendo a più donne di salvarsi. Abbiamo quindi bisogno dell’IA per la salute. Si tratta di due applicazioni molto diverse tra loro, ma che evidenziano la medesima opportunità: unire i punti di forza dell’Europa con il potere trasformativo dell’IA.

E in questo campo l’Europa vanta vantaggi concreti: settori industriali leader nel mondo, una lunga tradizione manifatturiera, un’elevata competenza scientifica e un patrimonio immenso di dati industriali preziosi. Il nostro compito è mettere insieme questi punti di forza e far lavorare l’IA, portandola dallo schermo al mondo reale. Per questo, all’inizio di quest’anno, ho nominato Jim Snabe Inviato Speciale per l’Intelligenza Artificiale Industriale.

Vi porto un esempio del suo lavoro nel settore dei trasporti, dove l’IA può portare enormi benefici: i veicoli autonomi potrebbero ridurre gli incidenti che coinvolgono i pedoni di oltre il 90%. Noi vogliamo che l’Europa sia il luogo in cui questi veicoli vengono progettati e costruiti, non solo dove vengono usati. Dobbiamo quindi offrire ai nostri innovatori le condizioni per avere successo, che significa procedure di omologazione più rapide e semplici per i veicoli autonomi. Le aziende dovrebbero poter affrontare un unico processo di approvazione e, una volta approvata una tecnologia, essere in grado di distribuirla in tutta Europa senza ulteriori ostacoli, in modo che i nostri innovatori possano operare per un mercato autenticamente europeo fin dal primo giorno.

Signore e Signori,
ho iniziato con la storia della Conferenza Solvay del 1927, quando le più grandi menti scientifiche della storia si riunirono qui a Bruxelles. Avevano conoscenze straordinarie, ma ciò che li rese unici fu la disponibilità a mettere in discussione ciò che pensavano di sapere e a immaginare ciò che altri ritenevano impossibile. Come disse Einstein: «L’immaginazione è più importante della conoscenza. Perché la conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo intero, stimolando il progresso, dando origine all’evoluzione». A un secolo di distanza, quelle parole risuonano ancora attuali. L’Europa possiede ancora uno straordinario talento scientifico, ma dobbiamo accompagnarlo con l’immaginazione. L’immaginazione necessaria per trasformare le scoperte in prodotti che cambiano la vita, per costruire industrie che ancora non esistono e plasmare un futuro che possiamo solo iniziare a immaginare.

Grazie. E viva l’Europa.





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