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La Manovra 2027 dedica due interventi specifici ai settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Da un lato, l’articolo 11 del DDL di Bilancio 2027 proroga anche per il nuovo anno il regime Irpef agevolato applicabile ai redditi dominicali e agrari di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Dall’altro, l’articolo 88 rafforza il credito d’imposta noto come Agricoltura 4.0, estendendone le finalità all’efficienza energetica, e istituisce un nuovo fondo da 100 milioni di euro per l’ammodernamento sostenibile della flotta da pesca.
Il quadro emerge dal testo bollinato del DDL Bilancio e dalla relazione tecnica, che ne chiarisce finalità e impatto finanziario. Le disposizioni non sono ancora definitive e potranno essere modificate nel corso dell’iter parlamentare.
Agricoltura, proroga nel 2027 dell’Irpef agevolata
L’articolo 11 del DDL Bilancio 2027, rubricato “Misure in favore delle imprese del settore agricolo”, interviene sui redditi dominicali e agrari di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, IAP, iscritti alla previdenza agricola.
La disposizione proroga anche al periodo d’imposta 2027 il regime agevolato già applicato negli anni precedenti.
I redditi dominicali e agrari, considerati congiuntamente, concorrono alla formazione del reddito complessivo nelle seguenti percentuali:
- 0% fino a 10.000 euro;
- 50% sulla parte superiore a 10.000 euro e fino a 15.000 euro;
- 100% sulla parte eccedente 15.000 euro.
La norma esclude espressamente le società che hanno esercitato l’opzione richiamata dall’articolo 287 del Testo unico delle imposte sui redditi.
Redditi dominicali e agrari: come funziona l’agevolazione
Il beneficio non consiste in una generale esenzione Irpef per gli agricoltori.
La disposizione riguarda esclusivamente i redditi dominicali e agrari rientranti nell’ambito della norma.
Anche per il 2027 viene quindi confermata l’esclusione totale dall’Irpef fino a 10.000 euro della somma dei redditi dominicali e agrari dichiarati da coltivatori diretti e IAP.
Per la parte superiore a 10.000 euro e fino a 15.000 euro, i redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50%. Oltre la soglia di 15.000 euro, la quota eccedente è invece imponibile per intero.
L’agevolazione va quindi letta come un sistema di esenzione e imponibilità graduata, e non come una detassazione dell’intero reddito prodotto dall’impresa agricola.
La relazione tecnica precisa che, in assenza della proroga, dal 2027 i redditi interessati tornerebbero a concorrere integralmente alla formazione della base imponibile.
Il mantenimento dell’agevolazione determina minori entrate Irpef di competenza stimate in circa 119,2 milioni di euro, cui si aggiungono minori entrate per circa 8,6 milioni di addizionale regionale e 3,3 milioni di addizionale comunale.
Agricoltura 4.0, il credito d’imposta viene rafforzato
Il secondo intervento centrale è contenuto nell’articolo 88 del DDL Bilancio 2027, dedicato espressamente agli investimenti nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
La relazione tecnica definisce la disposizione come un intervento volto ad assicurare la continuità e il rafforzamento della misura “Agricoltura 4.0”.
Il credito sostiene gli investimenti delle imprese della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura nei processi di innovazione tecnologica, digitalizzazione e ammodernamento delle attività produttive.
Agricoltura 4.0, 160 milioni aggiuntivi nel 2027 e 2028
La novità più rilevante riguarda le risorse disponibili.
L’articolo 88 modifica il limite di spesa previsto dalla Legge n. 199/2025 e porta il plafond del credito d’imposta a:
- 82,1 milioni di euro per il 2027;
- 82,1 milioni di euro per il 2028.
L’incremento rispetto alla disciplina precedente è pari a 80 milioni di euro per ciascuno dei due anni, per un totale di 160 milioni di euro aggiuntivi nel biennio 2027-2028.
Il limite previsto per il 2026 resta invece fissato a 2,1 milioni di euro.
Credito d’imposta anche per l’efficienza energetica
Il rafforzamento di Agricoltura 4.0 non è soltanto finanziario.
L’articolo 88 amplia anche le finalità degli investimenti agevolabili.
Gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi individuati dagli allegati IV e V alla Legge n. 199/2025 possono essere finalizzati anche:
- al miglioramento dell’efficienza energetica;
- alla riduzione dei consumi energetici delle strutture aziendali e dei processi produttivi.
La modifica affianca quindi agli obiettivi di digitalizzazione e innovazione tecnologica una componente direttamente legata al contenimento dei consumi energetici delle imprese.
Agricoltura 4.0: chi può beneficiare del credito
Il credito d’imposta richiamato dall’articolo 88 è rivolto alle imprese operanti:
- nella produzione primaria di prodotti agricoli;
- nella pesca;
- nell’acquacoltura.
Si tratta quindi di una misura che non riguarda soltanto il comparto agricolo in senso stretto, ma coinvolge direttamente anche le imprese della pesca e dell’acquacoltura.
La relazione tecnica chiarisce che l’obiettivo è sostenere i processi di innovazione, digitalizzazione e ammodernamento delle attività produttive.
L’articolo 88 conferma inoltre che il credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a partire dall’anno successivo a quello di sostenimento della spesa agevolabile.
Pesca, nuovo fondo da 100 milioni per la flotta
L’articolo 88 introduce anche una misura specifica per il settore della pesca.
Presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste viene istituito il Fondo per l’efficientamento energetico e l’ammodernamento sostenibile della flotta da pesca.
La dotazione complessiva è pari a 100 milioni di euro nel biennio 2027-2028, così ripartiti:
- 60 milioni di euro nel 2027;
- 40 milioni di euro nel 2028.
Il fondo è distinto dal credito d’imposta Agricoltura 4.0 ed è specificamente destinato a sostenere interventi sulle unità della flotta da pesca nazionale.
Ammodernamento dei pescherecci: quali sono gli obiettivi
La norma individua più finalità per l’utilizzo delle risorse.
Gli interventi dovranno essere diretti a:
- migliorare l’efficienza energetica delle unità da pesca;
- favorire l’ammodernamento sostenibile della flotta;
- migliorare la sicurezza;
- rafforzare le condizioni di lavoro del personale imbarcato;
- sostenere la competitività delle imprese di pesca.
Per il comparto ittico si crea quindi un doppio livello di intervento: da una parte il credito d’imposta per gli investimenti tecnologici, accessibile anche alle imprese della pesca e dell’acquacoltura; dall’altra un fondo specificamente destinato all’efficientamento energetico e all’ammodernamento sostenibile della flotta.
Fondo pesca, serve un decreto attuativo
Il nuovo fondo non sarà pienamente operativo con la sola entrata in vigore della legge di Bilancio.
L’articolo 88 prevede infatti l’adozione di un decreto del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Il provvedimento dovrà definire i criteri e le modalità di attuazione del fondo.
La disciplina dovrà inoltre rispettare la normativa dell’Unione europea in materia di:
- politica comune della pesca;
- gestione della capacità della flotta;
- aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
Per conoscere nel dettaglio beneficiari, interventi finanziabili e modalità di accesso alle risorse sarà quindi necessario attendere il decreto attuativo.
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