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Il credito d’imposta ZES Unica viene rafforzato dalla Manovra 2027. L’articolo 85 del DDL di Bilancio 2027, rubricato “Rifinanziamento del credito di imposta ZES unica”, aumenta infatti le risorse destinate agli investimenti produttivi nel Mezzogiorno.
Per il 2027 il limite di spesa sale da 1 miliardo a 2,4 miliardi di euro, con un incremento di 1,4 miliardi. Per il 2028 la dotazione passa invece da 750 milioni a 1,25 miliardi di euro.
La relazione tecnica conferma quindi un rafforzamento complessivo di 1,9 miliardi di euro nel biennio 2027-2028 rispetto agli stanziamenti già previsti.
Tali importi dovranno essere confermati in via definitiva al termine dell’iter parlamentare, da completare entro il 31 dicembre 2026.
ZES Unica, confronto tra 2026 e 2027
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Elemento |
2026 |
2027 |
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Risorse disponibili |
2,3 miliardi |
2,4 miliardi |
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Dotazione già prevista prima della Manovra 2027 |
2,3 miliardi |
1 miliardo |
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Incremento disposto dal DDL Bilancio 2027 |
— |
+1,4 miliardi |
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Aliquote |
secondo Carta degli aiuti regionali |
nessuna modifica prevista dall’art. 85 |
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Investimento minimo |
200.000 euro |
nessuna modifica prevista dall’art. 85 |
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Investimento massimo agevolabile |
100 milioni di euro |
nessuna modifica prevista dall’art. 85 |
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Beni agevolabili |
macchinari, impianti, attrezzature, terreni e immobili strumentali |
nessuna modifica prevista dall’art. 85 |
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Comunicazione |
31 marzo-30 maggio 2026 |
31 marzo-30 maggio 2027 |
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Integrativa |
3-17 gennaio 2027 |
3-17 gennaio 2028 |
Cosa non cambia con l’articolo 85
Il rifinanziamento previsto dalla Manovra non interviene sulle regole sostanziali del credito d’imposta ZES Unica. Restano quindi applicabili, secondo la disciplina vigente, i criteri relativi alle intensità di aiuto, agli investimenti ammissibili e ai limiti del progetto.
L’articolo 85 non modifica le intensità massime del credito, che continuano a dipendere dalla localizzazione dell’investimento e dalla dimensione dell’impresa, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale.
Per i progetti fino a 50 milioni di euro, le aliquote massime previste dalla disciplina vigente arrivano al 60% per le piccole imprese in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, al 50% in Basilicata, Molise e Sardegna e al 35% nelle aree assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Nelle aree interessate dal Just Transition Fund le percentuali possono raggiungere il 70% per le piccole imprese nella provincia di Taranto e il 60% nei territori interessati del Sulcis.
Beni e investimenti agevolabili
Non cambiano neppure, per effetto dell’articolo 85, le categorie di investimenti ammissibili. Il credito continua a riguardare i progetti di investimento iniziale realizzati nelle strutture produttive della ZES Unica e, alle condizioni previste dalla disciplina, l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove, nonché terreni e immobili strumentali.
Resta il limite in base al quale il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.
Il progetto deve inoltre rispettare la soglia minima di 200.000 euro e il limite massimo agevolabile di 100 milioni di euro.
Il rifinanziamento non determina un aumento automatico delle percentuali riconosciute alla singola impresa. Il credito continua a essere calcolato applicando alla spesa ammissibile l’intensità di aiuto prevista per il territorio e per la dimensione aziendale, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa europea e nazionale.
Il beneficio riconosciuto è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 secondo le regole previste dalla disciplina del credito ZES.
Chi può accedere al credito ZES nel 2027
La misura continua a rivolgersi alle imprese che realizzano investimenti in strutture produttive situate nei territori della ZES Unica.
Rientrano, in presenza degli altri requisiti, gli investimenti destinati a:
- nuovi stabilimenti;
- ampliamento della capacità produttiva;
- diversificazione della produzione;
- introduzione di nuovi processi produttivi.
Restano ferme anche le esclusioni settoriali e quelle previste per le imprese in liquidazione o in difficoltà.
ZES Unica 2027: come funzionano le comunicazioni
Restano inoltre operativi, in base alla disciplina già prevista per il triennio 2026-2028, gli adempimenti relativi alle comunicazioni.
La procedura resta articolata in due fasi.
Per gli investimenti del 2027, la prima comunicazione dovrà essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio 2027.
Successivamente l’impresa dovrà confermare le spese effettivamente sostenute attraverso la comunicazione integrativa, da inviare dal 3 al 17 gennaio 2028.
Nell’integrativa devono essere indicati gli investimenti realizzati, gli estremi delle fatture elettroniche e i dati relativi alla certificazione delle spese. L’importo non può superare quello indicato nella comunicazione iniziale.
Investimenti 2026: integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027
Per le imprese che hanno presentato la comunicazione relativa agli investimenti 2026, il prossimo adempimento è invece già alle porte.
La comunicazione integrativa deve essere trasmessa dal 3 al 17 gennaio 2027.
Con questo invio l’impresa conferma gli investimenti effettivamente realizzati entro il 31 dicembre 2026 e completa la procedura per il riconoscimento del credito.
NOTA BENE: La trasmissione è essenziale: la mancata presentazione dell’integrativa comporta la decadenza dall’agevolazione, anche quando l’investimento sia stato già effettuato e pagato.
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