#Finsubito news – Tutti i balzelli occulti della legge di bilancio 2027


Non si chiamano tasse, non arrivano con la dichiarazione dei redditi e non c’è un’aliquota nuova da guardare. Ma la manovra 2027 aumenta il prelievo su bollette, sigarette, slot e compravendite di azioni. Sommando le voci si arriva ad almeno 5 miliardi, pagati alla cassa o allo sportello.

Il modo più semplice per aumentare le entrate dello Stato senza far rumore è non chiamarle tasse. Si alza il prezzo di un pacchetto di sigarette, si aumenta il prelievo sulle slot, si aggiunge un onere alla bolletta della luce. Il risultato per lo Stato è lo stesso di un’imposta nuova: incassa di più. Per il cittadino cambia solo il canale: il conto non arriva con la busta paga, con la dichiarazione dei redditi o con una cartella, ma scatta in automatico quando si paga la luce, si compra un pacchetto di sigarette o un dispositivo per lo svapo, si acquistano azioni o si fa una giocata. In questo articolo passeremo in rassegna tutti i balzelli occulti della legge di bilancio 2027, così come risultano dal disegno di legge presentato dal Governo. Mettendo insieme le sole voci che riguardano energia elettrica, tabacchi, giochi e transazioni finanziarie, il prelievo aggiuntivo stimato raggiunge almeno 5 miliardi di euro nell’intero periodo di proiezione, a partire dal 2027 e negli anni successivi, a seconda di quando ciascuna misura produce i suoi effetti. Il conto potrebbe crescere se il gettito della Tobin tax continuasse ad aumentare anche dopo il 2027. Il testo è ancora all’esame del Parlamento, che deve approvarlo entro la fine dell’anno, e le singole misure possono cambiare.

Perché si parla di tasse invisibili?

Si parla di fiscalità invisibile per i prelievi che il cittadino paga senza accorgersene come tasse, perché sono incorporati nel prezzo di un bene o di un servizio. Le accise sui tabacchi, i prelievi sui giochi, gli oneri di sistema in bolletta funzionano così: chi compra o consuma paga un prezzo finale, senza vedere quanta parte di quel prezzo va allo Stato o finanzia una politica pubblica. Spesso su questi prelievi si paga anche l’IVA, perché l’imposta sul valore aggiunto si calcola sul prezzo comprensivo dell’accisa o dell’onere: una tassa che si applica su un’altra tassa.

Sono prelievi difficili da evitare, perché riguardano consumi a cui molti non rinunciano, come la luce di casa, o consumi legati a una dipendenza, come il fumo e il gioco. E sono poco percepiti, perché l’aumento si distribuisce su tanti piccoli pagamenti quotidiani. La Tobin tax, che pure è un’imposta dichiarata, con la parola «tax» nel nome, colpisce invece chi investe in azioni, compresi i piccoli risparmiatori.

Quanto aumenterà la bolletta della luce?

La bolletta elettrica è la voce più lontana nel tempo, ma anche la più costosa per i cittadini e la più difficile da evitare. La manovra prevede che una parte degli aiuti alle imprese contro il caro energia sia finanziata con gli oneri di sistema, le voci della bolletta che non pagano l’energia consumata ma finanziano obiettivi di interesse generale. In particolare, la componente destinata al sostegno delle fonti rinnovabili dovrà garantire 2,6 miliardi di euro nel biennio 2029-2030: 1,4 miliardi nel 2029 e 1,2 miliardi nel 2030.

Gli oneri di sistema sono presenti in tutte o quasi le bollette, e il loro importo viene fissato periodicamente dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Il prelievo aggiuntivo previsto dalla manovra potrebbe arrivare fino a circa 100 euro per utenza, IVA inclusa, nel biennio interessato. Il cittadino lo pagherà con i consumi quotidiani, senza alcuna possibilità di sottrarsi, perché gli oneri si applicano a tutte le forniture, indipendentemente dal fornitore scelto e dall’offerta sottoscritta.

Quanto costeranno di più le sigarette?

Le accise sui tabacchi sono l’altra tassa che si paga direttamente alla cassa. La manovra anticipa al 1° luglio 2027 gli aumenti delle accise che erano già programmati per il 2028. Per le sigarette, questo significa un doppio rincaro nello stesso anno: il primo a inizio 2027, il secondo dal 1° luglio. Secondo le stime circolate, l’aumento complessivo potrebbe essere tra i 40 e i 50 centesimi a pacchetto.

Il doppio aumento non riguarda solo le sigarette. Colpisce anche i sigaretti, il tabacco trinciato per le sigarette arrotolate a mano e i prodotti a tabacco riscaldato. Secondo la relazione tecnica alla manovra, l’anticipo degli aumenti produrrà risorse aggiuntive per circa 112 milioni di euro. Come per gli altri prodotti soggetti ad accisa, sull’aumento si applica anche l’IVA, che si calcola sul prezzo finale di vendita.

Marco fuma un pacchetto di sigarette al giorno. Se l’aumento complessivo del 2027 fosse di 45 centesimi a pacchetto, e si distribuisse tra il primo rincaro di inizio anno e il secondo di luglio, alla fine dell’anno pagherebbe circa 160 euro in più rispetto al 2026. Dal 2028, a prezzi pieni, la spesa aggiuntiva salirebbe a circa 165 euro l’anno, senza che Marco abbia ricevuto alcuna cartella o visto cambiare la propria aliquota IRPEF.

Cosa cambia per slot e videolottery?

Nel mirino della manovra ci sono anche gli apparecchi da intrattenimento, come le slot machine e le videolottery. Su questi giochi lo Stato applica il prelievo erariale unico, il Preu, calcolato sulle somme giocate. La manovra lo aumenta dal 24% al 25% per le slot e dall’8,6% al 9,6% per le videolottery.

Insieme all’aumento del prelievo, cambia il funzionamento delle slot: la singola puntata massima passa da uno a due euro, e la vincita massima sale da 100 a 200 euro. La manovra conta di ricavare da queste modifiche oltre 1,1 miliardi di euro nel triennio. Una parte di queste risorse arriverà dai giocatori, attraverso le giocate più alte consentite dalle nuove regole. Il raddoppio della puntata massima aumenta anche la quantità di denaro che si può perdere in poco tempo, un aspetto che riguarda in particolare chi ha problemi di gioco compulsivo.

Le banche faranno pagare i clienti?

La manovra chiede un contributo in termini di maggiori imposte al settore finanziario e assicurativo. Il rischio è che banche e assicurazioni recuperino una parte di questo costo attraverso un ribaltamento sui clienti, per esempio aumentando le commissioni sui conti correnti, i costi dei servizi bancari o i premi delle polizze. Per ora si tratta di un pericolo potenziale e non di una certezza: la manovra non impone né vieta questo trasferimento, che dipenderà dalle scelte delle singole società e dalla concorrenza sul mercato.

Il cliente non ha strumenti per impedire aumenti decisi nel rispetto del contratto, ma ha alcune tutele. Le banche che modificano unilateralmente le condizioni del conto corrente devono comunicarlo con un preavviso di almeno due mesi, e il cliente ha il diritto di recedere senza spese entro la data di applicazione delle nuove condizioni. Conviene quindi leggere con attenzione le comunicazioni della banca nei prossimi mesi e confrontare le offerte.

Come cambia la Tobin tax dal 2027?

La certezza riguarda la Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, che dal 2027 aumenta per il secondo anno di fila. L’imposta si applica ai trasferimenti di proprietà di azioni emesse da società residenti in Italia, ovunque avvenga l’operazione, ed è a carico di chi acquista. La paga di regola l’intermediario, come la banca o la piattaforma di trading, che la addebita al cliente. Il disegno di legge prevede, dal 1° gennaio 2027, il raddoppio delle aliquote. Quella ordinaria, che si applica ai trasferimenti che non avvengono su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione, sale dallo 0,4% allo 0,8%. Quella ridotta, per le operazioni effettuate su questi mercati, passa dallo 0,2% allo 0,4%. Raddoppia anche l’aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza, quelle eseguite da algoritmi in frazioni di secondo, dallo 0,04% allo 0,08%.

Resta ferma l’esenzione per le azioni delle società con una capitalizzazione media inferiore a 500 milioni di euro, individuate in un elenco pubblicato ogni anno dal Ministero dell’economia. Chi compra azioni di piccole società quotate continua quindi a non pagare l’imposta. L’aumento si sente invece su tutte le altre operazioni, e riguarda anche i piccoli investitori che non operano con intenti speculativi, come chi compra azioni per tenerle a lungo. L’Associazione intermediari mercati finanziari (Amf Italia) ha osservato che l’aumento rischia di accentuare le differenze di competitività rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea.

Giulia acquista fuori da un mercato regolamentato azioni di una grande società italiana per 10.000 euro. Con l’aliquota ordinaria in vigore nel 2025, avrebbe pagato 20 euro di Tobin tax; con quella del 2026, 40 euro. Dal 2027 ne pagherà 80. Se acquistasse le stesse azioni in Borsa, pagherebbe 40 euro invece dei 20 del 2026. Se invece comprasse azioni di una società con capitalizzazione inferiore a 500 milioni, non pagherebbe nulla.

Quanto incasserà lo Stato dalla Tobin tax?

Secondo la relazione tecnica alla manovra, gli ulteriori aumenti di aliquota produrranno maggiori entrate per 1,38 miliardi di euro l’anno a partire dal 2027. La stima presuppone però che il numero e il valore delle transazioni restino simili a quelli attuali. Se la base imponibile si riducesse, perché gli investitori scelgono di comprare meno azioni italiane o di spostarsi su strumenti non soggetti all’imposta, il gettito effettivo potrebbe essere inferiore alle previsioni.

Finora i dati vanno nella direzione opposta. Nel 2026, anche dopo l’aumento scattato a inizio anno, il gettito della Tobin tax è cresciuto: da gennaio a settembre le entrate hanno superato il miliardo di euro, con un aumento del 90,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Se l’andamento dovesse continuare anche dopo il 2027, senza una riduzione delle transazioni, il conto complessivo dei balzelli della manovra salirebbe oltre i 5 miliardi stimati. Se invece gli investitori reagissero riducendo le operazioni, a pagare meno sarebbero loro, ma lo Stato incasserebbe meno di quanto ha messo in bilancio.


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