Un’offesa alla città, a quella vera, quella che lavora, che si impegna e che da questo evento non avrà nessun ritorno nemmeno di immagine anche perché Modica è bella di suo ed è già conosciuta grazie a persone che da tempo lavorano ad esportare la sua bellezza nel mondo e non, con tutto il rispetto, per merito di questa amministrazione che non sarebbe stata in grado di organizzare nemmeno la sfilata delle mascherine di carnevale.
E allora se vogliamo prenderci in giro questa mattina diciamo che siamo tutti contenti di questo evento, e lo siamo per carità, perché non esserlo sarebbe da stupidi, il ritorno d’immagine è inevitabile, ma dobbiamo esserlo per le ragioni giuste e per le persone giuste, dando a Cesare quello che è di Cesare cosa che da tempo nessuno ormai fa.
La memoria se non allenata rischia di perdersi e questa città ormai da tempo non lo fa, troppo concentrata sui successi momentanei, effimeri.
Ma se fossimo solo noi a pensarla così alla fine conterebbe poco, ma tantissimi cittadini oggi hanno espresso il loro disappunto per essere stati esclusi da un evento per pochi ma non per tutti. “Senza la memoria storica- ci scrive un lettore in privato-non si ha futuro” e lo fa dopo avere letto il post dell’ex sindaco di Modica Piero Torchi che fa una riflessione condivisibile
Il post di Piero Torchi
“Ciascun modicano che ama la propria città oggi dovrebbe essere felice. Naturalmente non ero invitato, e dunque non sarei stato presente, e con me molti altri protagonisti della storia recente di questa città (d’altra parte mi sono sempre trovato meglio in mezzo ai miei concittadini che nei tavoli riservati), ma sono stato sinceramente felice del palcoscenico mondiale offerto alla nostra città dalla premiere di Brunello Cucinelli; felice di aver rivisto, finalmente, la città rialzare la testa e godere, seppure per poche ore, del suo antico splendore.
Anch’io, a distanza lo sono stato e non ho mancato di condividere questo evento con quante più persone possibili, perchè si è degni, o si è stati degni, di rappresentare una comunità quando si gioisce delle gioie di cui si nutre, a prescindere dal ruolo che in quel momento si ricopre.
La città è dei modicani, della sua storia, della sua tradizione, dei popoli che per secoli hanno attraversato i suoi vicoli e navigato i suoi antichi canali; non è mai di un’amministrazione, o peggio ancora di una parte politica. Ieri la città vibrava, e con lei millenni di storia.
Complimenti dunque a chi ha creato i giusti contatti affinchè ciò accadesse, a partire dal mio amico Pierpaolo Ruta, a chi ha curato l’organizzazione e la gestione dell’evento, alle istituzioni che hanno creduto nell’opportunità offerta, a Lorenzo Ruta che con la sua intelligenza e sensibilità sa di aver rappresentato la straordinaria scuola culinaria della città, unendo nel suo lavoro, per una sera, idealmente, anche se solo per pochi, forse per troppo pochi, (ma non è stata una certo sua scelta) le mille evidenze gastronomiche che rendono unica la nostra offerta e che erano lì, ai nostri occhi, tutte presenti.
Complimenti anche a ciascuno degli artigiani, operai e professionisti coinvolti, plastica dimostrazione di quante e quali professionalità questa città può offrire.
Viva Modica dunque.
Ma non sfruttare questa nuova opportunità sarebbe un errore madornale. Questo non è un punto d’arrivo, ma deve essere un credibile punto di partenza.
Deve servire a dare nuovo impulso alle scelte sul centro storico che vanno fatte adesso, senza più indugiare, e devono essere improntate al coraggio ed alla sperimentazione; deve servire a costruire una nuova narrazione di marketing territoriale; deve servire a costruire una rete civica che immagini, davvero, e non tramite l’ennesimo ed inutile tavolo tecnico, lo sviluppo della città, della sua vocazione turistica ed internazionale, e della sua imparagonabile offerta.
Diamo continuità all’abbinamento moda e città, organizzando una grande manifestazione che coinvolga tutti gli stilisti modicani sparsi per l’Italia e per il mondo, o semplicemente residenti in città, accompagnati dai tanti artisti che la città sta offrendo al palcoscenico nazionale ed internazionale, e diamo loro la giusta ribalta in un itinerario magico che si snodi da San Giorgio a San Pietro, e coinvolga tutto il centro storico, stavolta con una grande evento popolare per colmare uno dei pochi inevitabili gap della manifestazione di ieri: l’impossibilità per tutti di fruire dello straordinario spettacolo. Si sa, le sfilate per definizione sono d’elite, ma forse ieri in questo senso si poteva fare di più e meglio. Altrimenti la felicità di oggi diventerà presto la tristezza di domani.
E di essere tristi ne abbiamo abbastanza”
Parole condivisibili, come dicevamo, ma oggi purtroppo un po di tristezza o meglio dire amarezza purtroppo la città ce l’ha ed è inevitabile basta leggere i commenti a questo post e non solo. Sono tanti i cittadini che si sono sentiti esclusi, non tanto perché si aspettavano di sedersi tra i tavoli ma a loro sarebbe bastato solo guardare, anche con un maxi schermo, essere parte di tanta bellezza.
Alcuni dicono che in questa città ci sono stati e continueranno ad esserci figli e figliastri in effetti è cosi. Come dimenticare la riapertura del Castello anche quello per un evento privato ed esclusivo? Ma ognuno dà alla propria amministrazione la propria impronta e così in un attimo la città è passata dal sindaco di campagna al sindaco di élite nella speranza che un giorno si riesca a trovare un giusto compromesso come Modica merita.
Ovviamente siamo d’accordo sul fatto che la città abbia figli e figliastri e noi della stampa ne siamo una dimostrazione. Nessuno ha pensato di riservare un angolino per la stampa locale, (visto che l’ufficio stampa di Cucinelli non si è degnato neanche di rispondere alle richieste), che avrebbe potuto raccontare l’evento come meglio credeva, non doveva mica pensarci Brunello Cucinelli ma certamente doveva farlo l’amministrazione che invece ha deciso di affidare il racconto alla solita stampa (evitiamo di fare i nomi), quella che si china al potere o che è essa stessa il potere.
Ma a questo punto meglio fuori con tutta la città che dentro con l’élite perché noi siamo la voce libera di Modica e quindi anche se fossimo stati dentro avremmo raccontato l’evento dal nostro punto di vista, con le stesse criticità di cui parliamo oggi. Una città blindata, Modica Alta già isolata ancora più isolata in questi giorni di chiusura al traffico di Corso San Giorgio su cui ci sarebbe tanto da dire.
Un ultimo appunto lo vogliamo fare alla Curia. Il Vescovo Mons Rumeo non ha battuto ciglio nel prestare la scalinata del Duomo ad una manifestazione che di religioso ovviamente non ha niente e non è la prima volta che ciò accade. Chissà se ci sarà stata un’offerta per la Chiesa…
Peccato che poi ci hanno raccontato che è stato vietato ad una coppia di giovani di festeggiare il matrimonio in una chiesetta di campagna con tanto di rinfresco fuori dalla chiesa.
E allora è vero che ci sono figli e figliastri…
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