La Commissione europea approva il Fer X definitivo: 23 miliardi di euro per sostenere le nuove rinnovabili italiane, con incentivi strutturali, aste Gse e maggiore stabilità per gli investimenti
Con l’approvazione da parte della Commissione europea – l’8 giugno 2026 – dello schema del Decreto Fer X definitivo (anche detto a regime, perché ora il sistema di incentivi e le regole per le aste del Gestore dei Servizi Energetici sarà stabile e strutturale, non più legato a finestre temporali di emergenza), vengono sbloccati 23 miliardi di euro a sostegno delle fonti rinnovabili consolidate, come il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e gli impianti di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione.
Il provvedimento sostanzialmente va in continuità con il Fer X Transitorio (che è stato il regime di emergenza per le rinnovabili fino al 31 dicembre 2025), pertanto l’accesso agli incentivi continuerà a differenziarsi in base alla taglia degli impianti, anche se con alcune differenze.
Cosa cambia rispetto al Fer X Transitorio
Più precisamente, il Fer X Transitorio prevedeva l’accesso diretto automatico per impianti fino a 1 MW (previa comunicazione di avvio lavori). Gli impianti superiori a 1 MW dovevano partecipare ad aste competitive.
Il Fer X (a regime) ridefinisce le soglie di potenza e le procedure amministrative, favorendo una maggiore stabilità di lungo periodo, l’integrazione di sistemi di accumulo e un calendario di aste più strutturato stabilito dal Gse.
Ancora, mentre il Fer X Transitorio si basava su contratti per differenza (CfD) bidirezionali e su tariffe fisse stabilite (per esempio 77 €/MWh per il fotovoltaico fino a 1 MW) per garantire la sostenibilità degli investimenti a breve termine, il Fer X (a regime), invece, aggiorna i prezzi di aggiudicazione e le soglie tariffarie massime, per riflettere i costi reali di costruzione e gestione, basandosi su analisi di mercato aggiornate.
Come già trattato su queste pagine in precedenza, si ricorda che il Contract for difference o contratto per differenza (CfD) è un contratto finanziario stipulato tra il Gse e un produttore di energia.
Serve a garantire un prezzo fisso al produttore per incentivare la costruzione di nuovi impianti rinnovabili. Il CfD funziona in base al meccanismo del Prezzo di Esercizio (Strike Price), ovvero viene fissato un prezzo poi se il prezzo di mercato è basso lo Stato paga al produttore la differenza (il produttore così è protetto dai crolli di mercato).
Se il prezzo di mercato, invece, è alto, il produttore deve restituire allo Stato l’eccedenza (questo protegge i consumatori dai rincari eccessivi). Lo Stato bandisce delle aste, chi offre il prezzo più basso si aggiudica il CfD.
Al pari del Power Purchase Agreement (Ppa), che però segue un modello di mercato, è uno strumento molto utile per stabilizzare i prezzi dell’energia a lungo termine. È lo strumento con cui l’Europa sta spingendo la transizione energetica per dare certezza agli investitori.
Le novità del Decreto Fer X a regime
Il provvedimento prevede un volume massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile incentivata: 10 GW destinati agli impianti fino a 1 MW di potenza, 27,15 GW riservati agli impianti di dimensioni superiori.
1 MW è esattamente la taglia massima consentita per gli impianti inseriti all’interno delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer): questo significa che i piccoli impianti comunitari beneficeranno di iter burocratici ridotti e tariffe garantite, senza dover passare dalle aste competitive.
Inoltre, in ottemperanza alla regola per le Cer di divieto di doppio incentivo sulla stessa energia, con il Fer X a regime si ha la combinazione di due ricavi separati.
Nello specifico, i membri della Cer usufruiscono della tariffa premio del Decreto Cer applicata all’energia condivisa (consumata dai membri nello stesso momento della produzione) erogata dal Gse (fino a circa 110-120 €/MWh a seconda della zona e della taglia), in aggiunta alla tariffa del Fer X a regime che si applica solo sull’energia immessa e venduta alla rete.
La tariffa garantita dal Fer X a regime tramite il Contratto per Differenza (CfD), che sostituisce il vecchio Ritiro Dedicato (Rid), non è necessariamente più alta, ma offre una stabilità finanziaria (tariffa fissa blindata per 20 anni) e una protezione dal rischio di mercato che il Rid non ha.
Le Comunità energetiche rinnovabili sempre di più, quindi, si dimostrano uno strumento efficace contro i rincari del mercato.
La misura amplia in modo significativo il perimetro degli interventi sostenuti rispetto al regime transitorio e punta a garantire una programmazione pluriennale degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili.
La dotazione finanziaria prevista (23 miliardi di euro) si basa su stime dei prezzi di mercato e il sostegno netto effettivo può essere notevolmente inferiore in caso di prezzi di mercato superiori al previsto.
La misura Fer X a regime, secondo le dichiarazioni della Commissione europea, contribuirà in modo importante al raggiungimento da parte dell’Italia dell’obiettivo connesso al consumo finale lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 e ridurrà i prezzi dell’energia elettrica e la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di energia.
Il testo sarà ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, passaggio che precederà la pubblicazione sul sito del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Dal Ministero fanno sapere che stanno già predisponendo i decreti direttoriali necessari per rendere operativa la misura e consentire l’apertura dei primi bandi in autunno.
Crediti immagine: Depositphotos
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Andrea Innocenti
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