Ucraina, NABU, SAP e l’architettura di pressione sull’establishment ucraino. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti


Ucraina, NABU, SAP e l’architettura di pressione sull’establishment ucraino. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti

Kyiv – Ucraina – Dai nostri corrispondenti in Ucraina Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Oltre a quello incendiato da migliaia di bombe e tentativi di sfondamento russi, l’Ucraina continua a doversi difendere anche sul fronte interno, acuito nelle scorse ore da dichiarazioni al vetriolo, manifestazioni di piazza e indagini annunciate quasi all’unisono.

OPERAZIONE FORREST GUMP

La sera del 18 agosto Mykhailo Fedorov ha smesso di parlare come un ex ministro in attesa d’esser richiamato. Ha descritto una crisi di governo, accusato il sistema d’opacità, corruzione e nomine fondate sulla lealtà e quindi ha chiesto un meccanismo «legale, sicuro e realistico» per ripristinare il processo elettorale durante una guerra destinata a protrarsi. Alle 05:45 del mattino seguente, gli organi anticorruzione ucraini creati su forte spinta occidentale NABU e SAP hanno annunciato l’operazione ‘Forrest Gump’ contro una presunta organizzazione criminale guidata, secondo il comunicato congiunto, da un deputato in carica e da un ex deputato (che la stampa, su fonti investigative, identifica in Vadym Stolar, il quale ha confermato le perquisizioni) e in Maksym Mykytas, col coinvolgimento d’alti funzionari dell’Ufficio del Presidente. Alle 07:00 è arrivato il primo video di 47 secondi, alle 08:00 il documento sul piano di comunicazione di crisi, alle 08:50 un filmato completo. Nelle stesse ore la Verkhovna Rada ha nominato Yevhenii Khmara ministro della Difesa su proposta presidenziale con 312 voti — 86 sopra la soglia dei 226, maggioranza e buona parte delle opposizioni —, nella seduta che ha confermato agli Esteri Andrii Sybiha con 266, e Zelenskyj ha rimosso per decreto Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio del Presidente, la cui residenza figurava fra i luoghi perquisiti. Sebbene gli organi anticorruzione non le avessero contestato nulla, il decreto ha provveduto per loro estromettendo Mudra. La sequenza è subito parsa confluire in un unico quadro pubblico: Fedorov denuncia il sistema e l’apparato anticorruzione gli fornisce, poche ore dopo, immagini, intercettazioni e sospetti contro quel sistema.

Alcuni fotogrammi del video diffuso da NABU e SAP

L’INDAGINE NON E’ NATA QUELLA NOTTE

Eppure certamente l’indagine non è nata durante quella notte. Le conversazioni divulgate riportano date del 9 e del 13 giugno e la cauzione al centro dell’accusa — 150 milioni di grivne, circa tre milioni di euro — fu versata il 29 giugno, anche col contributo di due società private. NABU e SAP sostengono che quel denaro, di provenienza criminale, sia transitato per società di comodo e per la Sense Bank — l’ex Alfa-Bank Ukraine nazionalizzata nel 2023 dopo le sanzioni agli azionisti legati a Mosca, di cui gli organizzatori avrebbero assunto ai primi di giugno il controllo di fatto — per liberare su cauzione Herman Halushchenko, ministro dell’Energia dal 2021 al 2025 e poi della Giustizia, incriminato a febbraio nel caso Midas per riciclaggio e organizzazione criminale all’indomani del fermo mentre tentava di lasciare il Paese.
I sospetti odierni sono stati notificati ai sensi dell’articolo 209, parte 3, sul riciclaggio. Un’accusa grave, concreta e verificabile tracciando origine del denaro, movimenti bancari, beneficiari effettivi e consapevolezza dei partecipanti. La presunzione d’innocenza tuttavia resta integra. La scelta del giorno dell’operazione, dell’ordine delle pubblicazioni e del montaggio narrativo appartiene invece interamente al 19 agosto.

Alcuni fotogrammi del video diffuso da NABU e SAP

OPERAZIONE COMUNICATIVA SOSPETTA

Proprio il montaggio del caso merita attenzione. Nel pacchetto destinato al pubblico, la contestazione di riciclaggio è infatti stata affiancata a conversazioni sul futuro del capo della SAP Oleksandr Klymenko, sulla preparazione d’un suo successore e sulla raccolta di voti per il Consiglio di controllo pubblico del NABU. È stato inoltre esibito un piano di comunicazione di crisi relativo all’attività della commissione temporanea d’inchiesta della Rada, che indica canali Telegram, televisioni, social network e testate internazionali proponendo il messaggio «audit, non attacco», assegna ruoli a parlamentari, esperti e organizzazioni civiche e tiene Presidente e governo lontani dalla prima linea mediatica. Un documento normalissimo che descrive una strategia politica e istituzionale. La sua eventuale rilevanza penale richiederebbe un collegamento con corruzione, coercizione, falsificazione, abuso di dati riservati od ostacolo all’indagine che non è invece stato reso pubblico.
Collocare il documento fra le prove d’un’organizzazione criminale trasferisce su di esso la gravità del riciclaggio e produce una contaminazione narrativa.
C’è di più: il codice di procedura consente la divulgazione dei dati dell’indagine preliminare soltanto con l’autorizzazione dell’inquirente – e qui inquirente ed editore coincidono, perché NABU pubblica ciò che NABU stessa autorizza a pubblicare — mentre le spiegazioni procedurali legittime per la data del 19 agosto, scadenze cautelari o rischio d’inquinamento probatorio, restano fuori dal comunicato: e anche questo è un dato.
NABU ha quindi compiuto la stessa operazione comunicativa che presenta come sospetta: nome cinematografico, annuncio all’alba, teaser, rilascio progressivo e filmato finale.

FEDOROV E ZELENSKJ

Il discorso di Fedorov completa l’altra metà della scena. Non ha presentato la promessa riforma dei centri di reclutamento, non ha annunciato d’andare al fronte e non ha dichiarato una candidatura. Ha pronunciato un discorso nazionale da candidato potenziale, mentre i sondaggi lo danno avanti su Zelenskyj in un ipotetico ballottaggio. Il 1º agosto affermava che durante la guerra non sarebbe entrato in opposizione a Zelenskyj e che non voleva essere trascinato artificialmente nella politica. Diciassette giorni dopo ha però occupato quello spazio parlando d’elezioni, legittimità, corruzione e trasformazione dello Stato.

Alcuni fotogrammi del video diffuso da NABU e SAP

UNA CANDIDATURA PUO’ INIZIARE MOLTO PRIMA DEL SUO ANNUNCIO FORMALE

Lo scetticismo che molti in Ucraina applicano al montaggio di NABU vale dunque anche qui: pure il discorso del 18 agosto ha avuto il proprio piano di comunicazione, perché Fedorov dispone della macchina digitale personale più sofisticata della politica ucraina, costruita con Diia e portata al ministero; la differenza, il 19 agosto, sta nel fatto che il suo piano nessuno l’ha fatto trapelare.
La conferma di Khmara ha chiuso la strada del suo ritorno alla Difesa. La porta chiusa del ministero ha aperto però quella della competizione politica. Una candidatura può iniziare molto prima del suo annuncio formale.

Anche la piazza ha una continuità riconoscibile. Dmytro Koziatynskyi, veterano e figura centrale delle proteste del 2025 in difesa di NABU e SAP, ha infatti lanciato nel luglio 2026 la mobilitazione per il ritorno di Fedorov. Da quel momento sono ritornati piazza Ivan Franko, i cartelli di cartone, i calendari sincronizzati fra città e gli stessi circuiti d’amplificazione. Come avevamo già documentato, le rivendicazioni hanno progressivamente oltrepassato il reintegro del ministro e investito Zelenskyj, il comando militare e la SBU. La sincerità di molti partecipanti coesiste quindi con una regia logistica: qualcuno stabilisce orari, formula messaggi, distribuisce grafiche, collega le città e decide quando il soggetto della protesta cambia.

Alcuni fotogrammi del video diffuso da NABU e SAP

LA SCOMPARSA DEL CANALE TELEGRAM ‘PROTEST’

La scomparsa della chat Telegram ‘Protest’ – sfuggita alla stragrande maggioranza dei media occidentali – costituisce per questo un passaggio prioritario. Circa 770 persone la utilizzavano per coordinare la partecipazione regolare alle manifestazioni. L’amministratore Vitalii Kamka, conosciuto online come Vitalii Pavuk, è stato fermato il 7 agosto; poco dopo sul suo account è apparso un messaggio d’abbandono della protesta e la chat è stata cancellata. Kamka sostiene che un investigatore abbia avuto accesso al suo Telegram, pubblicato il testo e rimosso la comunità. La polizia riferisce che fu fermato per una violazione stradale e consegnato alla polizia militare perché risultava assente senz’autorizzazione dalla propria unità. La prova decisiva si trova nei log delle sessioni, nell’elenco degli amministratori, nei dispositivi collegati, nelle copie conservate dagl’iscritti, nei flussi di denaro e nei rapporti con le altre chat.

Alcuni fotogrammi del video diffuso da NABU e SAP

IL CONFLITTO TRA NABU, SAP E SBU

Il conflitto fra NABU, SAP e SBU — che seguiamo da tempo — forma lo sfondo operativo. Il direttore del NABU Semen Kryvonos e il capo di SAP Oleksandr Klymenko accusano segmenti delle forze dell’ordine di seguire i detective, intercettarli e ricostruirne gli spostamenti tramite i sistemi urbani di videosorveglianza, col possibile obiettivo d’anticipare perquisizioni e indagini. Kryvonos riconosce che gli altri organi possono investigare legalmente i dipendenti NABU. I vertici anticorruzione chiedono intanto però intercettazioni autonome e ulteriori poteri, oltre ai nomi degli agenti di SBU che operano sotto copertura.
La soluzione richiede dunque simmetria: registri d’accesso non alterabili, autorizzazioni giudiziarie, tracciamento delle consultazioni alle telecamere e controllo indipendente sulle intercettazioni. Nessun apparato può godere d’invisibilità istituzionale durante la guerra.

La dimensione esterna è già documentata sul piano istituzionale. L’EU Anti-Corruption Initiative – finanziata dall’Unione europea e cofinanziata e attuata dal Ministero degli Esteri danese – ha reclutato consulenti per rafforzare le comunicazioni strategiche e di crisi di NABU e SAP. I compiti pubblicati comprendono consulenza diretta ai vertici, preparazione di briefing, dichiarazioni e post, incontri off the record, campagne rivolte al pubblico ucraino e internazionale, coordinamento dei messaggi fra organismi anticorruzione e rapporti periodici in inglese all’EUACI. Questa struttura dimostra quindi che la capacità narrativa di NABU e SAP comprende professionalità finanziate dall’esterno.

L’Ucraina stessa sta camminando in un campo minato © Giorgio Provinciali e Alla Perdei

LA RELAZIONE USA

La relazione americana è altrettanto formale. Gl’ispettori generali di USAID — agenzia poi smantellata nel 2025 —, del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Difesa hanno concluso memorandum con NABU e SAP che prevedono scambio d’informazioni, collaborazione investigativa e, nei casi pertinenti, indagini congiunte sulla possibile appropriazione degli aiuti statunitensi. L’Unione europea ha esercitato nel 2025 una leva finanziaria diretta: il 24 luglio comunicò per via diplomatica la sospensione dei versamenti fino al ripristino dell’indipendenza di NABU e SAP, mentre decurtava di 1,45 miliardi di euro la quarta tranche della Ukraine Facility per tre riforme mancanti (decentramento, ARMA, giudici anticorruzione). La Ukraine Facility, fino a 50 miliardi di euro, collega i versamenti all’attuazione di riforme; anche i programmi del Fondo monetario incorporano obiettivi di governance e anticorruzione. È un’architettura occidentale di sostegno, condizionalità e influenza sul bilanciamento istituzionale ucraino. Per qualificare quest’influenza come ingerenza coordinata nella crisi Fedorov servono ancora gli ordini operativi e la catena finanziaria. La sua legittimità dichiarata non la sottrae tuttavia al controllo giornalistico.

Il video diffuso nelle scorse ore dagli organismi anticorruzione ucraini NABU e SAP sposta nettamente il baricentro dell’analisi. L’abbiamo scomposto fotogramma per fotogramma, cronometro alla mano. Dura ventidue minuti e diciassette secondi e assume in tutto la forma d’un atto d’accusa audiovisivo costruito per il pubblico.

Le linee difensive sul Mar Nero nell’oblast’ di Odesa © Giorgio Provinciali e Alla Perdei

L’apertura contiene i loghi animati di NABU e SAP resi incandescenti dagli effetti luminosi, il fumo, una dominante rossa e la formula «operazione speciale per l’eliminazione della corruzione di alto livello»; dentro la sigla compare perfino un’interfaccia YouTube simulata, col canale NABU, i suoi 65.000 iscritti e un cursore animato che preme il bottone rosso e completa l’iscrizione, campanella delle notifiche compresa. Seguono il cartello col nome dell’operazione, «Femida» — la Themis della tradizione slava orientale — in caratteri deformati dal glitch; un detective del NABU — cappellino e polo col logo del Bureau, cartellino in sovrimpressione con nome e qualifica — che conduce da uno studio a fondale nero, con illuminazione cinematografica e diverse inquadrature; cifre in tipografia cinetica accanto al suo volto, mentre campeggiano cifre come 207 e poi 500 milioni di hryvnie; ricostruzioni grafiche tridimensionali; documenti evidenziati; registrazioni selezionate il cui testo si rivela a schermo (in sincrono con l’audio) sopra etichette che assegnano i ruoli agli indagati; onde sonore animate, musica e sound design. Le sequenze tridimensionali — reticoli di sfere luminose, una rete rossa sormontata da un palazzo parlamentare dalla cupola di vetro e perfino una schermata di caricamento “loading” in fase terminale — portano in sovrimpressione la dicitura «відео з youtube каналу @fern-tv», cioè il credito al canale di documentari fern da oltre quattro milioni d’iscritti su YouTube. La grammatica del documentario da piattaforma è quindi dichiarata dal suo stesso watermark. L’epilogo ripropone l’animazione dei loghi e chiude, di nuovo, con l’invito a iscriversi al canale e un clic simulato.

Le linee difensive ucraine sul fronte sud di Zaporizhzhia © Giorgio Provinciali e Alla Perdei

TRASPARENZA PROCESSUALE O PRODUZIONE NARRATIVA?

Questa non è trasparenza processuale. È produzione narrativa, concepita secondo la grammatica d’un documentario investigativo, d’un trailer giudiziario, o – forse – d’una campagna politica.

Il nodo risiede nel modo in cui NABU e SAP presentano una ricostruzione unilaterale come una storia già chiusa, mentre la pubblicazione d’informazioni su un’indagine d’interesse pubblico resta, in sé, legittima: si parla d’un’organizzazione criminale in cui i ruoli sono stati assegnati, le conversazioni selezionate ne rivelano le intenzioni, i documenti mostrati confermano il disegno, mentre un narratore — che qui coincide con l’investigatore in persona — conduce lo spettatore alla conclusione prevista.

La difesa non compare. Compare invece, sopra una delle conversazioni intercettate, un’etichetta che qualifica il parlante come «співучасник злочину», complice del reato: la didascalia stessa pronuncia un verdetto che nessun tribunale ha ancora emesso.
Lo spettatore non conosce il materiale escluso dal montaggio, il contesto integrale delle conversazioni, le eventuali registrazioni incompatibili con la tesi accusatoria, l’autenticazione dei file, la catena di custodia, le spiegazioni alternative e le contestazioni tecniche. Eppure, riceve una sequenza già sceneggiata nella quale il sospetto diventa colpevole attraverso il montaggio.

Un condominio distrutto dalle bombe russe a Sloviansk, Donetsk © Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Il Consiglio d’Europa riconosce il diritto delle autorità a informare il pubblico sui procedimenti penali, imponendo tuttavia contemporaneamente il rispetto della presunzione d’innocenza. La giurisprudenza della Corte europea distingue fra la comunicazione dell’esistenza d’un sospetto e la rappresentazione pubblica della colpevolezza come fatto acquisito. Anche la direttiva (UE) 2016/343 stabilisce che le dichiarazioni delle autorità non devono presentare una persona come colpevole prima della sentenza.

Il titolo stesso del filmato è rivelatore: NABU e SAP proclamano una «operazione speciale per l’eliminazione della corruzione di alto livello»: assai più di quanto annuncino un’indagine. L’organismo investigativo assume così il ruolo dell’accusatore, del narratore e del giudice morale. Il nome completa la sovrapposizione: l’istituzione che dovrebbe raccogliere gli elementi per il processo s’appropria simbolicamente della divinità della giustizia e presenta la propria ricostruzione come verdetto.

GIUSTIZIA PERFORMATIVA

Questa è giustizia performativa. L’effetto politico viene prodotto immediatamente; l’eventuale verifica giudiziaria arriverà mesi o anni dopo, quando l’opinione pubblica avrà già interiorizzato volti, frasi, ruoli e colpe.

Poche ore prima, come abbiamo detto, NABU e SAP esibivano come elemento sospetto un normalissimo piano di comunicazione dell’Ufficio del Presidente, mirato a descrivere una strategia politica e istituzionale, semplicemente perché quel documento segmenta i mezzi d’informazione, identifica portavoce ed esperti, formula messaggi, assegna ruoli ai parlamentari, programma la diffusione progressiva dei contenuti e protegge alcune figure istituzionali dalla prima linea mediatica.

Un murales che recita ‘Ucraina o morte’ a Kharkiv © Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Peccato che, nello stesso momento, NABU e SAP stessero realizzando un’operazione comunicativa infinitamente più sofisticata: branding, teaser, pubblicazioni scaglionate, video breve, video lungo, intercettazioni montate, documenti evidenziati, annunciatore interno al Bureau, grafica cinematografica presa in prestito da YouTube e distribuzione coordinata sui social. Due puntate brandizzate si sono succedute in due giorni: «Forrest Gump» il 19 agosto, «Femida» il 20. Dunque, se il documento dell’Ufficio del Presidente descrive una strategia di comunicazione, il filmato di NABU e SAP la esegue davanti ai nostri occhi.

La collocazione del documento dell’OP dentro un filmato dedicato a presunte attività criminali — senza che vengano spiegati collegamenti concreti con corruzione, coercizione, falsificazione, uso illecito d’informazioni riservate od ostacolo all’indagine — produce comunque una contaminazione immediata: la gravità delle ipotesi di reato si trasferisce sulla strategia comunicativa e la trasforma, agli occhi dello spettatore, in una prova di colpevolezza.

Le forze dell’ordine di molti Paesi diffondono immagini di arresti, perquisizioni e sequestri. L’anomalia si trova nella serializzazione dell’accusa: episodi da ventidue minuti, nomi cinematografici delle puntate, costruzione della suspense, montaggio delle presunte prove e invito animato a seguire un canale. La comunicazione istituzionale diventa in questo tipo di campagna un prodotto destinato a conquistare il ciclo delle notizie, orientare l’interpretazione e rendere politicamente costosa qualsiasi critica successiva. NABU e SAP producono così eventi politici attraverso le indagini.

Alcuni fotogrammi del video diffuso da NABU e SAP

UNA GUERRA INTERNA, UN’OMBRA PERMANENTE ACCOSTATA AL PRESIDENTE

Nessun Paese in guerra per la propria stessa sopravvivenza ha interesse ad alimentare un’altra guerra interna, restituendo all’esterno un’immagine bacata e corrotta e accostando al proprio Presidente — frontman e garante d’accordi internazionali vitali — un’ombra permanente. Eppure il video dimostra l’intenzione di spettacolarizzare quest’operazione.

Esistono interessi istituzionali capaci di spiegare una parte di questa scelta: consolidare la propria legittimità, mobilitare l’opinione pubblica, neutralizzare preventivamente le contestazioni, proteggere la propria autonomia, dimostrare risultati ai finanziatori e forse anche alzare il prezzo politico di qualsiasi intervento della SBU, dell’OP o della maggioranza parlamentare. La loro esistenza rende ancor più rilevante la dimensione esterna dell’ecosistema: interessi istituzionali interni e infrastruttura comunicativa finanziata e professionalizzata dall’esterno possono infatti operare nella stessa direzione.

La componente esterna è già documentata. Nel settembre 2025 l’EU Anti-Corruption Initiative, programma finanziato dall’Unione europea e cofinanziato e attuato dal Ministero degli Esteri danese, ha avviato il reclutamento d’un consulente senior per le comunicazioni di NABU e SAP, cui un bando parallelo affianca un profilo junior. I compiti comprendevano comunicazione strategica e di crisi, preparazione di briefing, dichiarazioni e contenuti social, incontri off the record, design e infografiche, campagne rivolte al pubblico ucraino e internazionale, coordinamento dei messaggi con gli altri organismi anticorruzione e rapporti periodici sui servizi svolti. L’obiettivo esplicito consisteva nell’aumentare l’impatto dei messaggi delle due istituzioni e rafforzarne il rapporto con cittadini e interlocutori internazionali.

Uno dei tanti murales patriottici che si vedono in Ucraina © Giorgio Provinciali e Alla Perdei

Intendiamoci: il video, da solo, non consente d’attribuire sceneggiatura, montaggio o decisione editoriale a un consulente europeo o americano. Prova però una regia comunicativa professionale, mentre i documenti dell’EUACI provano l’esistenza d’una struttura esterna incaricata di rafforzare, progettare e coordinare quella comunicazione. L’attribuzione di questa specifica produzione richiede ancora il contratto, l’identità degli autori, la sceneggiatura, le revisioni, le fatture, i file di progetto, la catena d’approvazione e gli eventuali prodotti trasmessi ai finanziatori. Altro dunque che ipotesi astratta d’un’assistenza occidentale alla comunicazione: esiste formalmente una struttura finanziata dall’estero incaricata d’aumentare l’impatto dei messaggi di NABU e SAP, costruire campagne, coordinare attività e riferire al programma europeo.

Il punto delicato è la sostituzione della comunicazione istituzionale con una serializzazione dell’accusa. Il quadro emerso dagli eventi di piazza mostra una sequenza coerente, che abbiamo ricostruito passo per passo: una rete di mobilitazione già impiegata per NABU e SAP viene riutilizzata per Fedorov; le rivendicazioni si spostano rapidamente dal suo reintegro alla delegittimazione di Zelenskyj e della SBU; Fedorov pronuncia un discorso di posizionamento nazionale; NABU e SAP pubblicano immediatamente prodotti audiovisivi costruiti per accusare l’establishment; la loro capacità di comunicazione strategica è sostenuta da una struttura occidentale formalmente incaricata di finanziare e organizzare competenze destinate ad accrescerne l’impatto.

La lotta alla corruzione resta una necessità vitale per l’Ucraina. La sua credibilità dipende dalla qualità delle prove, dal rispetto del contraddittorio e dalla distanza fra l’investigazione e la m

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Ucraina: il tempo che i Patriot stanno facendo perdere a Kyiv. VIDEOSERVIZIO dai nostri corrispondenti

obilitazione politica. Un organismo che monta i sospetti come un trailer, presenta le proprie ipotesi come una storia compiuta e invita il pubblico ad assistere all’episodio successivo assume però un potere che nessun giudice gli ha conferito.

A quel punto la giustizia smette di essere soltanto amministrata. Viene messa in scena.

LA RUSSIA NON COMPARE, MA E’ IL PRIMO BENEFICIARIO

In tutto questo la Russia non compare, ed è l’assenza che merita l’ultima considerazione. Qualunque sia la regia — se una regia esiste — il beneficiario non cambia. L’unico attore il cui vantaggio non richiede prove siede al Cremlino. Ogni ora che Kyiv spende a combattersi è sottratta al fronte, e l’ecosistema propagandistico russo amplificherà entrambe le narrazioni, il ‘regime corrotto’ e le ‘agenzie eterodirette’, perché gli servono tutt’e due. Basta dare una scorsa ai megafoni della propaganda russa in occidente – soprattutto in Italia – per rendersene conto. La distinzione va custodita con precisione: l’influenza occidentale è documentata, pubblica e condizionale; l’interesse russo è strutturale e parassitario, e la sua amplificazione sarà misurabile sui canali della propaganda entro poche ore.

Da anni chiamiamo il fronte una fascia di zone d’infiltrazione reciproca. Il 19 agosto quella geometria è comparsa dentro lo Stato: apparati che s’infiltrano a vicenda mentre il paese regge un fronte di mille chilometri. Vivendo costantemente quel fronte da quasi cinque anni, sappiamo che cosa costa ogni ora d’attenzione sottratta alla guerra: per questo continueremo a verificare i log, i flussi e le catene di comando di tutti — di NABU come della Bankova — finché il quadro non parlerà da sé.

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Alessio Ramaccioni

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