Da un’indagine sui Tolc 2025 coordinata da Cisia, il consorzio che da oltre 15 anni guarda al futuro, emerge fra gli studenti un calo generalizzato delle competenze di base. Orientamento, sfide e percorsi scolastici
I risultati dei Tolc 2025, i test online utilizzati dagli atenei italiani per verificare le conoscenze di base delle future matricole, rilevano un calo delle competenze generalizzato.
Tra le discipline più penalizzate, comprensione del testo e matematica restano i punti più critici nella preparazione degli studenti che si affacciano all’università.
A presentare i dati è Cisia, il consorzio interuniversitario che da oltre quindici anni sviluppa e gestisce le prove di accesso e orientamento per l’università.
Lo studio, basato su oltre 324mila test sostenuti nel corso dell’ultimo anno, offre una fotografia dettagliata delle competenze degli studenti italiani e delle principali tendenze che caratterizzano il passaggio dalla scuola superiore all’istruzione universitaria.
Calo delle competenze, differenze fra indirizzi scolastici e territori
Tra i dati che emergono con maggiore evidenza vi è il calo delle competenze linguistiche e matematiche. Nel Tolc-Su, utilizzato per l’accesso ai corsi di area umanistica, la comprensione del testo registra una diminuzione del 2,2% nel triennio 2023-2025. Nei corsi di economia, statistica e scienze sociali, invece, è la matematica a mostrare il peggioramento più significativo, con una flessione del 3%.
Il quadro generale conferma una tendenza al ribasso. Rispetto al 2024, quasi tutte le tipologie di Tolc evidenziano una riduzione del punteggio medio: il calo più marcato riguarda il Tolc-Lp (lauree professionalizzanti), con -1,2 punti, seguito dal Tolc-f (Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) con -1,1.
Più contenute le variazioni negli altri test, mentre i risultati restano sostanzialmente stabili nei Tolc per l’area ingegneristica e biologica.
Un altro aspetto interessante riguarda il background scolastico. Dall’analisi emerge, infatti, che gli studenti diplomati presso licei scientifici e classici registrino performance migliori nella maggior parte delle prove, anche se i risultati variano a seconda delle competenze richieste dai singoli test.
Una differenza individuata anche nella provenienza nazionale: coloro che frequentano scuole del Nord-Est e del Nord-Ovest conseguono mediamente punteggi superiori rispetto ai coetanei del Centro e del Sud Italia, confermando un divario che da anni caratterizza il sistema educativo nazionale.
Tolc, uno strumento di selezione e di orientamento
Se per molti il Tolc rappresenta soprattutto una prova di accesso all’università, il suo ruolo è ormai sempre più orientativo. Gli studenti possono sostenerlo già durante il penultimo anno delle scuole superiori per valutare il proprio livello di preparazione e individuare eventuali lacune da colmare prima dell’iscrizione.
Le università utilizzano i risultati per assegnare gli Ofa, gli obblighi formativi aggiuntivi destinati a chi presenta carenze nelle competenze di base. Mentre nei corsi a numero programmato, il Tolc può assumere una funzione selettiva.
I numeri confermano la centralità dello strumento nel sistema universitario italiano: nel 2025 sono stati 1.199 i corsi di laurea che hanno adottato almeno un Tolc, quasi la metà dell’intera offerta formativa nazionale.
Le persone che hanno sostenuto almeno una prova sono state 234.596, con una quota di candidati provenienti dall’estero pari all’8,4%.
Orientamento dopo la scuola: le motivazioni degli studenti e il ruolo delle università
Accanto all’analisi delle competenze, il Cisia ha presentato i risultati dell’indagine Orientarsi dopo la scuola, che ha coinvolto oltre 3.500 tra studenti delle scuole superiori, universitari e diplomati.
Lo studio restituisce una fotografia interessante delle modalità con cui i giovani maturano la scelta del proprio percorso accademico.
Per il 71% degli iscritti la decisione arriva durante l’ultimo anno delle superiori e, in quasi un caso su due, soltanto dopo l’esame di maturità. Solo il 17,8% degli studenti sceglie, invece, il proprio percorso prima del penultimo anno.
A guidare la decisione sono soprattutto motivazioni legate all’interesse personale: la passione per le discipline da studiare e il desiderio di svolgere il lavoro dei propri sogni rappresentano i principali fattori che orientano la scelta.
Tra chi decide di non proseguire gli studi universitari, invece, pesano soprattutto il mancato possesso dei requisiti richiesti, l‘incertezza sul futuro e le difficoltà economiche.
In questo scenario, l’orientamento assume un ruolo sempre più strategico. Sebbene oltre il 90% degli studenti partecipi ad attività organizzate durante il percorso scolastico, emerge la richiesta di esperienze più concrete e coinvolgenti rispetto alle tradizionali lezioni in aula.
Gli open day universitari restano tra le iniziative più diffuse, ma molti giovani dichiarano di preferire attività immersive che consentano di sperimentare direttamente la vita accademica.
Secondo il Cisia, l’orientamento non dovrebbe limitarsi agli ultimi mesi delle superiori, ma accompagnare gli studenti lungo tutto il percorso formativo.
I dati confermano, infatti, che chi utilizza strumenti come il Tolc anche in chiave orientativa mostra livelli di soddisfazione più elevati rispetto alla scelta universitaria compiuta, segno che una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini può contribuire a costruire percorsi di studio più coerenti e motivati.
Consapevolezza e miglioramento delle competenze di base: il ruolo della scuola
Tra gli aspetti più innovativi dell’indagine vi è uno studio dedicato alla percezione delle professioni e delle competenze personali. Ai partecipanti è stato chiesto di associare alcune caratteristiche – come creatività, curiosità, precisione e flessibilità – ai diversi ambiti professionali.
I risultati restituiscono un quadro interessante e in parte inatteso. Le professioni mediche vengono associate soprattutto a precisione e diligenza, quelle psicologiche a disponibilità e curiosità, mentre le professioni della comunicazione sono percepite come particolarmente inventive e dinamiche.
Tra i dati più sorprendenti emerge la presenza della creatività tra le caratteristiche maggiormente attribuite alle professioni ingegneristiche, contribuendo a superare alcuni stereotipi consolidati.
Per il Cisia, questo tipo di analisi può diventare uno strumento complementare alle tradizionali attività di orientamento, aiutando studenti e studentesse a confrontare le proprie inclinazioni personali con le competenze richieste dai diversi percorsi professionali.
Crediti immagine: Depositphotos
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Nicole Bianchi
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