A Casera Schiba il Coro Monte Castel e il Coro ANA di Oderzo cantano il Creato nel ricordo di don Paolo Chiavacci


Una serata d’estate nel cuore del Monte Grappa, dove il cammino nel bosco, il canto corale e il silenzio della montagna si sono intrecciati nel ricordo di don Paolo Chiavacci. Ieri domenica sera il Centro di Spiritualità e Cultura che porta il suo nome ha ospitato il tradizionale “Incontro Musicale con il Creato”, appuntamento che ogni anno unisce natura, spiritualità e cultura, richiamando numerosi partecipanti nella suggestiva cornice di Casera Schiba.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione “Incontri con la Natura per la Salvaguardia del Creato – Don Paolo Chiavacci”, in collaborazione con il Centro Don Paolo Chiavacci, il Gruppo Alpini di Crespano del Grappa, il Gruppo Scout Agesci di Crespano del Grappa e l’Istituto Filippin La Salle di Paderno del Grappa, è stata dedicata alla memoria di don Paolo Chiavacci e di quanti, negli anni, hanno contribuito con il proprio impegno alla crescita del Centro.

L’evento si è svolto con il patrocinio del Comune di Pieve del Grappa, della Pro Loco di Crespano del Grappa, del Comune di Oderzo, della Provincia di Treviso, dell’IPA Terre di Asolo e Monte Grappa, della Parrocchia di Crespano del Grappa, della Fondazione Opera Monte Grappa di Fonte e della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Treviso. Sponsor tecnici della manifestazione sono stati Cantine Dal Bello di Fonte, Bibanesi Da Re Spa e la Confraternita del Formaggio Piave Dop Lattebusche.

La serata si è aperta con un momento di raccoglimento davanti alla tomba di don Paolo Chiavacci, custodita nella cappellina accanto al Centro. Da lì i partecipanti hanno raggiunto a piedi Casera Schiba percorrendo il sentiero immerso nel verde del Monte Grappa. Più che un semplice trasferimento, è stato un cammino vissuto nello spirito dell’iniziativa, un modo per entrare in sintonia con quel creato che don Paolo ha posto al centro della sua vita e del suo messaggio.

Ad accogliere i presenti è stato il presidente dell’Associazione, Francesco Chiavacci Lago, che ha ricordato il profondo legame del fondatore con gli Alpini. Prima dell’ordinazione sacerdotale don Paolo era stato tenente degli Alpini durante la seconda Guerra mondiale e mantenne per tutta la vita uno stretto rapporto con le Penne Nere del Grappa, protagoniste della nascita e dello sviluppo del Centro grazie a migliaia di ore di volontariato. Un legame che lo stesso don Paolo raccontava con commozione nei suoi scritti, definendo gli Alpini una vera “Famiglia Alpina”, instancabile nel costruire sentieri, sistemare la Casera e rendere il Centro sempre più accogliente. Ha inoltre ricordato la storia di Casera Schiba, entrata a far parte del Centro negli anni Novanta grazie all’impegno di don Giovanni Scavezzon e Marilena Fontana e oggi luogo simbolo dell’incontro tra natura, cultura e spiritualità.

Ospite della manifestazione è stato il vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, che ha ringraziato gli organizzatori per aver dato vita a un appuntamento capace di coniugare bellezza, musica e riflessione. Richiamando il messaggio dell’ecologia integrale di Papa Francesco e il magistero di Papa Leone XIV, ha sottolineato come il Centro Don Paolo Chiavacci favorisca “un’esperienza intensa e integrale”.

“Non c’è pace senza rispetto per il creato”, ha affermato il presule, ricordando che la cura dell’ambiente nasce dalle relazioni tra le persone e non può essere separata dall’impegno per la giustizia e la fraternità. Ha quindi invitato tutti a portare nella vita quotidiana “quel raggio di bellezza che la musica ci regala oggi”, trasformando l’emozione del concerto in una responsabilità concreta verso il creato e verso gli altri.

Per il Comune di Pieve del Grappa è intervenuta l’assessore alla Cultura, Turismo, Istruzione e Associazioni Daniela Andreatta, che ha ricordato come il Concerto per il Creato rappresenti un appuntamento che si rinnova ogni anno per custodire l’eredità di don Paolo Chiavacci.

“Don Paolo ci ha lasciato molto più della sua opera: ci ha lasciato un messaggio che mette al primo posto il creato, non solo quello della natura ma anche quello dell’essere umano. Ha saputo vedere qualcosa di buono in ogni creatura e questo gli ha permesso di realizzare ciò che oggi possiamo vedere e toccare con mano”, ha affermato.

L’assessore ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale degli Alpini: “Sono stati coloro che hanno dato una mano fin dall’inizio a don Paolo Chiavacci per realizzare concretamente la sua opera. Oggi ritornano qui, insieme al Coro Monte Castel e al Coro ANA di Oderzo, per celebrare questa grande eredità che ci ha lasciato”.

È intervenuta anche l’assessore Lara Corte, in rappresentanza del Comune di Oderzo, che ha ricordato il legame che unisce da anni la città al Centro Don Paolo Chiavacci, anche grazie alla figura dell’alpino Beppe Covre. Ha raccontato di avere percepito fin dal suo arrivo “armonia e pace”, le stesse sensazioni che i cori alpini riescono a trasmettere attraverso il loro canto.

Ad introdurre il momento musicale è stato Luca Rossetti, che ha ripercorso la storia del Coro Alpino Monte Castel, nato nel 1987 insieme al Gruppo Alpini di Crespano con l’obiettivo di mantenere viva la tradizione del canto alpino e popolare. Il Coro Alpino Monte Castel, diretto dal maestro Lino Torresan, e il Coro ANA di Oderzo, diretto dal maestro Claudio Provedel, hanno quindi proposto un repertorio di canti alpini e popolari dedicati alla montagna, alla memoria e ai valori della solidarietà, regalando al pubblico un concerto intenso e partecipato.

L’evento ha rappresentato anche il prologo della tradizionale Festa al Castagner della Madoneta, confermando ancora una volta il Centro Don Paolo Chiavacci come punto di riferimento della provincia di Treviso per le iniziative dedicate alla spiritualità, alla cultura e alla salvaguardia del creato, nel solco dell’eredità lasciata da don Paolo Chiavacci.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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 Mihaela Condurache

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