Quando arriva l’estate, gli stick solari diventano protagonisti del nostro beauty case, in spiaggia e non solo. Il motivo è semplice: sono piccoli, si infilano in qualsiasi borsa e permettono di stendere la protezione senza sporcarsi le mani, un dettaglio tutt’altro che trascurabile quando si è in spiaggia e la sabbia si attacca a tutto.
Sono perfetti per i ritocchi last minute su naso, zigomi e orecchie, oppure per proteggere con precisione nei e tatuaggi durante una giornata all’aperto. C’è però un rovescio della medaglia, ed è emerso chiaramente da un test condotto dalla rivista francese 60 Millions de Consommateurs su 10 prodotti: tutta questa comodità si paga carissima, con prezzi che possono arrivare a essere dalle cinque alle dieci volte superiori rispetto a una normale crema solare.
Cosa ha scoperto il test
Partiamo dagli aspetti positivi, perché ce ne sono. La maggior parte degli stick analizzati ha ottenuto un Cosméto’Score di classe A, il che significa formule pulite, senza interferenti endocrini conclamati né filtri UV tra i più discussi. Risultano infatti privi di parabeni, ftalati e di quei filtri UV storicamente controversi come ossibenzone, octinoxato e alcuni benzofenoni.
Nello specifico, 8 prodotti su 10 hanno raggiunto la A, e 5 di questi l’hanno ottenuta sia per la voce “salute” che per quella “ambiente”. Solo Uriage e Nivea si fermano alla classe B.
Tutti i prodotti testati dichiarano una protezione SPF 50 o 50+, quindi un buon scudo contro i raggi UVB (quelli responsabili delle scottature), e coprono anche parte dello spettro UVA, i raggi che invecchiano la pelle in profondità e aumentano il rischio di tumori cutanei. Su alcune confezioni, come quelle di Bioderma, Nivea, La Roche-Posay e Vichy, si trova anche la sigla PA++++, un sistema di classificazione della protezione UVA molto diffuso in Giappone e Corea del Sud.
Occhio invece alle tante dichiarazioni che si leggono sulle etichette, come “tecnologia anti-age”, “anti-macchie” o “anti-inquinamento”: secondo quanto sottolinea il professor Laurent Misery, un dermatologo francese, in realtà queste proprietà valgono, più o meno, per qualsiasi crema solare, non sono quindi un plus esclusivo di questi prodotti.
Il problema è come li usiamo. Per ottenere davvero la protezione SPF 50 indicata in etichetta non basta un solo passaggio di stick sulla pelle: servono dalle tre alle quattro applicazioni sulla stessa zona. Un dettaglio che in pochi conoscono e che, se ignorato, rischia di farci credere di essere protetti quando in realtà non lo siamo abbastanza.
Lo stick non sostituisce la crema solare
È bene sottolinearlo con chiarezza: lo stick va usato come prodotto complementare, mai in sostituzione della classica crema solare. Le confezioni sono piccole, tra i 9 e i 20 grammi di prodotto, e la texture solida rende difficile stendere uno strato uniforme su tutto il corpo. Per i bambini, in particolare, resta sempre preferibile una crema pediatrica applicata in modo generoso su tutta la superficie corporea.
Ne avevamo già parlato in questo articolo: Sono una dermatologa e ti spiego se gli stick solari possono davvero sostituire la crema solare
La classifica degli stick solari
Come già dicevamo, i singoli prodotti sono stati valutati con il Cosméto’Score, un sistema che analizza l’impatto di ogni prodotto su due fronti: la salute e l’ambiente, assegnando un voto separato per ciascuna delle due categorie. La scala va dalla A, il punteggio migliore che indica nessuna restrizione d’uso, fino alla E, che segnala invece un prodotto sconsigliato.
In questo modo, chi acquista può farsi un’idea rapida di quanto una formula sia sicura per la pelle e quanto sia rispettosa dell’ecosistema, semplicemente guardando le due lettere assegnate.
Ecco come si sono posizionati tutti gli stick solari analizzati, a cui in questo caso non è stato attribuito un punteggio complessivo:
- Caudalie – Vinosun Protect Invisible: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente A
- La Roche-Posay – Anthelios Stick Vitaminato: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente A
- La Rosée – Stick all’olio di albicocca bio: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente A
- Vichy – Capital Sun UV Aqua: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente A
- Typology – Invisible L53 Astaxanthine + olio di karanja: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente A
- Avène – Ultra Glide: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente B
- Bioderma – Photoderm Invisible Stick: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente B
- Laboratoires de Biarritz – Stick solaire blanc: Cosméto’Score A, Salute A, Ambiente B
- Nivea – Sun Silky UV Stick: Cosméto’Score B, Salute B, Ambiente A
- Uriage – Bariésun Stick Minerale: Cosméto’Score B, Salute B, Ambiente A
Per chi vuole scendere più nel dettaglio, a seguire quantitativo e prezzo al chilo di ciascuno stick testato (utile per capire quanto davvero pesa sul portafoglio acquistare uno di questi prodotti):
- Avène Ultra Glide: SPF 50, 20 g, 12,99 € (649,50 €/kg)
- Bioderma Photoderm Invisible Stick: SPF 50+ PA++++, 15 g, 10,48 € (698,67 €/kg)
- Caudalie Vinosun Protect Invisible: SPF 50, 15 g, 12,90 € (860 €/kg)
- Laboratoires de Biarritz Stick solaire blanc: SPF 50+, 12 g, 13,90 € (1.158 €/kg)
- La Roche-Posay Anthelios Stick Vitaminato: SPF 50+ PA++++, 10 g, 16,30 € (1.630 €/kg)
- La Rosée Stick all’olio di albicocca bio: SPF 50+, 18 g, 13,90 € (772,22 €/kg)
- Nivea Sun Silky UV Stick: SPF 50+ PA++++, 15 g, 13,93 € (928,67 €/kg)
- Typology Invisible L53: SPF 50, 20 g, 19,99 € (999 €/kg)
- Uriage Bariésun Stick Minerale: SPF 50+, 18 g, 12,25 € (680 €/kg)
- Vichy Capital Sun UV Aqua: SPF 50+ PA++++, 9 g, 13,99 € (1.554,44 €/kg)
Come è stato condotto il test
L’indagine è stata realizzata dalla rivista francese 60 Millions de Consommateurs, che ha messo alla prova 10 diversi stick solari attualmente sul mercato locale (ma molti sono presenti anche in Italia). Per valutare i prodotti è stato utilizzato, appunto, il Cosméto’Score. Gli esperti hanno verificato la presenza di sostanze critiche come interferenti endocrini, parabeni o filtri UV controversi, valutando al contempo l’ecotossicità delle formule per gli ecosistemi acquatici.
Oltre all’analisi chimica, il test ha incluso una verifica pratica sulla resa del prodotto: è stato calcolato che per ottenere la protezione SPF 50 realmente dichiarata sono necessari dai tre ai quattro passaggi sulla stessa zona di pelle, poiché un solo gesto non garantisce uno spessore di protezione sufficiente.
Fonte: 60 Millions de Consommateurs
Leggi anche:
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Francesca Biagioli
Source link




