Per godere di pomodori freschi e saporiti il più a lungo possibile, è fondamentale adottare alcune accortezze affinché le piante continuino a produrre anche alla fine della stagione calda.
Per prolungare il raccolto dei pomodori, dunque, bisogna mantenere le piante sane, forti e protette dai primi sbalzi termici. Intervenendo sui fattori ambientali e nutrizionali, è possibile stimolare la fioritura tardiva e favorire la maturazione degli ultimi frutti rimasti sui rami, evitando che il freddo o le malattie tipiche dell’umidità compromettano il lavoro di mesi.
Inoltre, una buona pratica è quella di mettere a dimora una seconda serie di pomodori: fruttificherà più tardi e sosterrà la produzione calante delle prime piante, ideale laddove il clima estivo dura di più.
Nella scelta delle varietà da mettere a dimora è consigliato disporre precoci (primo raccolto dopo 65 giorni), medie (75 giorni) e tardive (80 giorni), così da allungare al massimo l’epoca di raccolta, riducendo il picco di produzione estivo.
Non si tratta di un lavoro troppo complicato, ogni appassionato potrà facilmente prolungare la produttività dei pomodori seguendo alcuni facili suggerimenti.
Scegliere il terreno giusto
Per coltivare i pomodori, il terreno migliore è di medio impasto, fertile e ben drenato, perché i pomodori soffrono i ristagni d’acqua, che possono causare marciume radicale. Meglio prediligere un pH leggermente acido, tra 6.0 e 7.0 Torba o compost acido sono utili se il terreno è alcalino.
I nostri consigli per coltivare i pomodori
Concimazione
Il pomodoro è una pianta esigente in fatto di calcio: la coltivazione ripetuta sulla stessa superficie porta spesso a fenomeni di carenza. La produzione ininterrotta di frutti indebolisce la pianta, che asporta dal terreno una notevole quantità di elementi nutritivi impoverendolo: è assolutamente necessario reintegrare la fertilità del suolo e restituire forza e vigore alla pianta, tramite un intervento di concimazione.
È sufficiente somministrare un prodotto granulare a lento rilascio, incorporandolo superficialmente al terreno nella zona attorno alla pianta: gli elementi nutritivi verranno rilasciati gradualmente e assorbiti dalla pianta con notevole giovamento per la sua vigoria. Dosi e modalità di somministrazione vanno sempre lette sull’etichetta del prodotto acquistato, e seguite con scrupolo, per avere i migliori risultati.
Annaffiatura regolare
Le piante devono essere irrigate regolarmente, considerando l’andamento climatico. Il substrato va mantenuto uniformemente umido, senza ristagni.
Le temperature settembrine, meno calde rispetto a quelle di luglio, consentono di diminuire leggermente gli apporti di acqua necessari.
Cimatura
Per bloccare la crescita in altezza della pianta, si pratica la cimatura, ossia il taglio dell’apice vegetativo del fusto principale. È una potatura verde, applicata durante la stagione vegetativa.
Attraverso questo “taglio”, si dirotta l’energia verso i frutti, affinché crescano e maturino bene. Ed è anche molto utile, a fine stagione, per anticipare la maturazione, quando non c’è più tempo per far sviluppare nuovi grappoli. In genere si effettua, in base al clima, tra fine luglio e agosto.
Sfemminellatura
Serve a eliminare i germogli ascellari, detti femminelle, per favorire la crescita dei frutti ed evitare la dispersione di risorse.
La corretta pulizia
Un’altra operazione vivamente consigliata in questo periodo è la pulizia e il riordino delle piante. Se la chioma è troppo fitta e disordinata, è bene asportare qualche foglia, soprattutto quelle che iniziano a mostrare i primi ingiallimenti e disseccamenti.
Occorre tagliare anche i getti rotti e quelli troppo fitti (ad esempio, quelli cresciuti all’ascella delle foglie). In questo modo, si darà più luce alla pianta e si esporranno i frutti ancora presenti sulla pianta ai raggi del sole, che iniziano a essere meno forti e caldi, permettendo facilmente la maturazione.
La presenza di frutti bucati indica la presenza di parassiti che si cibano della polpa affondandovisi dentro: in questo caso bisogna eliminare le bacche colpite e distruggerle. Frutti crepati sono indice di apporti irregolari d’acqua che provocano una crescita in volume, ossia il frutto cresce più rapidamente della buccia quando arriva molta acqua dopo una fase di siccità.
Attenzione all’umidità, che favorisce le principali malattie fungine: mentre la ruggine si limita a macchiare le foglie compromettendo la produttività generale, è la peronospora il vero pericolo da temere a fine estate, poiché attacca rapidamente fusti e frutti portando alla morte improvvisa dell’intera pianta.
Ad agosto l’orto è in piena produzione e la raccolta dei pomodori è già cominciata. Le piante sono ricche di frutti rossi e succosi, che maturano ogni giorno sotto il sole estivo. Hanno già prodotto tanto, per gran parte dell’estate, e di lì a poco iniziano a rallentare il loro ciclo, con l’abbassarsi delle temperature, soprattutto quelle notturne, e l’affievolirsi dei raggi del sole.
Ma c’è ancora tempo, un mese almeno (condizioni meteo permettendo), per effettuare la raccolta dei pomodori. Bisogna raccogliere i pomodori man mano che maturano, giornalmente, utilizzando preferibilmente delle forbici in modo tale da staccare anche parte del peduncolo, e senza strapparli, con il rischio di rompere il ramo cui il frutto è attaccato alla pianta.
Quando a settembre i pomodori inizieranno a faticare a diventare rossi, si potrà procedere comunque alla raccolta e far proseguire loro la maturazione in casa, in un ambiente luminoso ma non necessariamente al sole diretto. Nel giro di pochi giorni, pomodori raccolti ancora verdi diventeranno rossi e saporiti, quasi come appena raccolti nell’orto.
Come mettere i tutori
Con il peso dei pomodori e la crescita continua della pianta, i tutori ai quali è stata legata potrebbero essersi indeboliti o incurvati e potrebbero aver perso di stabilità. È necessario controllarli e sistemarli nel caso non siano più ben fissi al terreno e stabili. Anche una revisione dei legacci è necessaria.
Affinché la pianta cresca bene, bisogna innanzitutto scegliere il tipo di sostegno adatto, come:
- pali singoli di legno, bambù o ferro, che si possono disporre anche a piramide
- rete detta anche gabbia, utile per i getti secondari
- spirali metalliche
I pali vanno installati prima del trapianto, per non danneggiare le radici. Vanno fissati bene nel terreno da 10 a 30 centimetri di profondità, per garantire maggiore stabilità.
La pianta va legata ai sostegni quando raggiunge i 20-30 centimetri di altezza. Per legarla serve uno spago di canapa oppure fascette elastiche. I sostegni vanno poi controllati periodicamente, circa ogni 10 giorni, per verificare che siano integri; in caso contrario, sostituirli.
Come difenderli dai parassiti
In questo caso è necessario intervenire per allontanarle: sempre meglio optare per l’utilizzo di un prodotto insetticida di origine naturale, come il piretro, o un macerato d’ortica fatto in casa.
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Francesca La Rana
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