Dolce vita


Non è una definizione presa a prestito da quella famosa di via Veneto, in una Roma di vari decenni orsono diventata famosa per i piaceri, le star, le attrici e gli attori conosciuti in tutto il pianeta, gli eventi mondani, il lusso e i paparazzi. E’ la “dolce vita” che regna sincera, si assapora, si gusta in tutte le sue sfumature di bellezza di natura e di pienezza di umanità, ormai da anni, in quell’angolo di Marca Trevigiana che coincide in particolare con il territorio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

E’ un termine appropriato, che ci sta tutto, senza presunzioni ma anche senza timori di smentite, perché traduce in parole questo “mix” davvero straordinario, unico, alla portata di tutti in maniera pressoché gratuita. Questo avviene in qualunque periodo dell’anno – nella fedeltà a un concetto di turismo esperienziale, lento, di prossimità e di tradizione che continua a macinare numeri e risultati d’avanguardia e di successo – ma nella stagione estiva la visione e la concretezza risaltano maggiormente nel fascino di un ambiente speciale che offre il meglio di se stesso in ogni località, nell’amenità antica e sorridente di spazi aperti e preziosi confini di storie edificate, tra coltivazioni di pregio e verde diffuso, di ogni forma e tonalità.

E ciò avviene mentre le comunità e il territorio fanno parlare molto per lo spirito di iniziativa che li animano; per la capacità di mettere in moto processi culturali, sociali e ricreativi in piena sintonia con la modernità, avendo sempre un occhio di riguardo per una consegna di valori e di insegnamenti che arriva da lontano; per la spontanea attitudine ad essere pronti, concreti e innovativi laddove esista una istanza, una necessità, la richiesta di impegno e di dedizione a favore della vita di tutti, con volontariato davvero gratuito.

Sicuramente una svolta importante è arrivata giusto sette anni orsono, il 7 luglio 2019, quando le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state ufficialmente riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Assemblea Unesco, inserite nella lista dei paesaggi culturali da tutelare a livello internazionale. Da allora, si può dire, sono cresciuti tanto la consapevolezza, la conoscenza, il lavoro di approfondimento di temi e di opportunità, l’intraprendenza motivata dalla bella novità e, soprattutto, lo spirito di collaborazione e di sinergia, la capacità di mettersi in rete e di produrre risultati positivi e vincenti per tutti i protagonisti.

Intendiamoci, non è sempre facile, ma una linea ormai chiara e definita di “sentiment” e programmazione unitari d’area sembra ormai tracciata, accettata, tradotta in progetti e traguardi condivisi, che hanno già avuto esiti brillanti in campo regionale e nazionale, e non solo. Parliamo di un fervore di attività e di progetti che a volte si fa fatica a raccontare compiutamente, vista la mobilitazione di realtà, gruppi e associazioni che formano un mosaico bellissimo di socialità e di intrapresa, non facilmente riscontrabili in altri luoghi.

L’estate da poco iniziata coltiva ed esprime in questo senso una narrazione davvero tangibile ed eloquente. Praticamente in ogni città, paese e frazione dell’Alta Marca, è tutto un fiorire di manifestazioni, sagre e feste, sempre ben organizzate e tanto partecipate da residenti e turisti di ogni età. Al tempo stesso, sono ben visibili a un vasto pubblico e hanno una caratura riconosciuta di alto livello una serie di eventi di territorio che mettono in risalto la formidabile capacità organizzativa dei promotori e la convinta filosofia di rete che li distingue, in linea con la proposta dei caratteri distintivi del ricco patrimonio d’area dal punto di vista ambientale, culturale, sociale, economico e dell’accoglienza dei visitatori.

In pratica, una serie di indiscutibili eccellenze, come dimostra in questi giorni il ricchissimo calendario di proposte: la partenza di “Armonie – Musica per il paesaggio. Musica nel paesaggio” con il concerto dedicato a Fabrizio De Andrè nella suggestiva location della Torre restaurata di Collalto, che prosegue il 10 luglio con Frida Bollani Magoni la sera del 10 luglio al Castello di Conegliano; al teatro panoramico di Castelbrando, il Gran Galà della Primavera del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore; l’apparire degli eventi legati a Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026/27, altro felicissimo riconoscimento; la conferenza stampa nell’Aula Civica del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto di presentazione del Festival “La Musica nel Sacro”, al suo debutto domenica 12 luglio al Castello di San Martino della Città della Vittoria.

Ma non è tutto: dentro un quadro così nobile e interessante di proposte e di rassegne, esiste un “unicum” che appartiene alle persone che abitano questo territorio, ossia la loro presenza solidale di coloro che si dedicano in maniera encomiabile e continuativa a servire la comunità attraverso l’impegno generoso di animazione sociale.

Ne è stata una testimonianza corale e significativa la festa del 3 luglio scorso a Sernaglia della Battaglia delle Pro Loco riunite nel Consorzio del Quartier del Piave presieduto da Roberto Franceschet: è stato l’incontro conviviale di 330 persone che hanno manifestato, ancora volta, la gioia di essere “pro”, di essere a favore, di amare l’umanità dei propri luoghi, di impegnarsi per la promozione di tutto quello che costituisce radici, identità, realtà e produzioni tipiche e genuine, orgoglio di appartenenza.

Ecco il “mix” assolutamente originale – premiato in questi anni dalla fedeltà e dall’alto gradimento di un pubblico sempre più numeroso e qualificato – che unisce magnificamente insieme ingredienti fondanti come bellezza e umanità, ossia la dolcezza del vivere che nessuna intelligenza artificiale, anche la più sofisticata, potrebbe mai comprendere ed esprimere.

Ecco dunque il significato profondo della “dolce vita”, ecco “l’attaccamento furibondo” a questa terra di cui parlava il grande poeta Andrea Zanzotto, ecco il primato di uno stile di felice stupore e di autentica armonia, con il creato e con le espressioni più alte del genio umano.

Un dono e una responsabilità, perché la “dolce vita” di cultura e socialità sia simbolo e strumento di nuovo umanesimo e vita buona, sempre, per tutti.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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