Diserbo e manutenzione pubblica, la minoranza interroga. La Giunta: “Impegno a tutela dell’ambiente”


Diserbo e manutenzione pubblica sono i punti al centro di un’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza “Insieme per Revine Lago – De Noni sindaco” in occasione dell’ultima seduta consiliare.

I consiglieri di opposizione (Moreno De Noni, Daniele Bernardi e Marco Casagrande) hanno infatti chiesto all’amministrazione dei chiarimenti in merito alla manutenzione del verde pubblico nelle aree comunali. Chiarimenti richiesti anche sul fronte dei prodotti impiegati.

I consiglieri hanno riferito che, nell’ultima operazione di potatura del verde pubblico, “numerose piante risultano essere state sfoltite in modo eccessivo” e, in alcuni casi, sarebbero state addirittura compromesse. Un fatto che, secondo l’opposizione, potrebbe provocare “un indebolimento degli arbusti”, incidendo “negativamente sul decoro urbano”.

La minoranza ha inoltre aggiunto che casi di sfalcio eccessivo si sarebbero verificati in passato, “in particolare lungo il percorso pedonale che interessa il perimetro dei laghi“.

Il gruppo consiliare ha chiarito che l’interrogazione “non ha finalità denigratorie nei confronti dell’operato dell’amministrazione”, ma mira a “un’esecuzione più accurata e rispettosa delle buone pratiche nella potatura e manutenzione del verde, invitando la ditta incaricata a operare con maggiore attenzione”.

La replica del Comune

Nella sua replica, il sindaco Massimo Magagnin ha premesso che il Regolamento comunale di Polizia rurale e Gestione ambientale, approvato con deliberazione di consiglio comunale nel 2016, “stabiliva, nella sua formulazione originaria, il divieto assoluto, su tutto il territorio comunale, dell’uso di prodotti chimici ad azione erbicida, imponendo il ricorso esclusivo a metodi meccanici e/o fisici (cosiddetto ‘diserbo ecologico’)”.

Successivamente, un aggiornamento stabiliva che nel territorio comunale “è vietato l’uso di prodotti chimici ad azione erbicida, salvo che per cimiteri, viabilità provinciale, comunali, piazze e marciapiedi”.

Inoltre, “il prodotto consentito per questi interventi dovrà contenere un principio attivo biodegradabile e privo di attività residuale”.

Tale modifica, secondo il resoconto fatto da Magagnin, “non ha introdotto alcuna apertura all’impiego di diserbanti sistemici e aggressivi quali il glifosato” e “la nuova formulazione mantiene il divieto generale di diserbo chimico su tutto il territorio”, consentendolo soltanto nelle zone indicate dei cimiteri, viabilità provinciale e comunale, piazze e marciapiedi, ovvero su “superfici di servizio in cui il contenimento manuale era divenuto, nei mesi primaverili ed estivi, materialmente insostenibile e fonte di evidenti problemi di decoro e di sicurezza”.

Oltre a ciò, sono consentiti “esclusivamente prodotti il cui principio attivo sia biodegradabile e privo di attività residuale”.

Il primo cittadino ha quindi informato il Consiglio che il prodotto impiegato dalla ditta incaricata della gestione del verde è il Fertifire: è un prodotto “di origine naturale, a base di estratto liquido di tannini di castagno e di aceto, il cui principio attivo è l’acido acetico, presente in concentrazione compresa tra il 58% e il 62%”.

“Il prodotto non è, e non contiene, glifosato, né alcun altro erbicida sistemico di sintesi”, ha riferito Magagnin, il quale ha allo stesso tempo fatto sapere che “trattandosi di una formulazione concentrata, il prodotto è classificato come corrosivo”.

Non si tratta, pertanto, di un prodotto da banco e, di conseguenza, “viene maneggiato e applicato esclusivamente dalla ditta specializzata incaricata, dotata degli idonei dispositivi di protezione individuale”.

Secondo quanto emerso, il prodotto presenta un pericolo al contatto “nella sola fase di manipolazione”. Un pericolo “del tutto diverso dalla tossicità cronica e dalla persistenza ambientale che caratterizzano i diserbanti sistemici”.

“L’acido acetico è la stessa sostanza che conferisce all’aceto il suo odore e le sue proprietà, qui impiegata in forma concentrata”, ha chiarito il sindaco, spiegando che agisce sulle “sole parti verdi della pianta direttamente raggiunte, senza trasferirsi all’interno della pianta nè penetrare in profondità nel suolo”.

Un prodotto, quindi, che non ha azione sistemica nè residuale, ma è rapidamente biodegradabile, non si accumula nell’ambiente, non è persistente e non è classificato come cancerogeno, non è mutageno, neppure tossico per la riproduzione o come interferente endocrino.

Il glifosato, invece, è un erbicida sistemico che “viene assorbito dalla pianta e traslocato fino alle radici, di cui provoca la morte”, oltre a essere il diserbante più diffuso al mondo e “da anni al centro di una controversia scientifica internazionale sulla sua possibile cancerogenicità”.

Magagnin ha ribadito, alla luce di ciò, che non viene utilizzato il glifosato ma un prodotto biodegradabile, impiegato nei due cimiteri comunali, lungo i cigli e i marciapiedi che costeggiano la Strada provinciale 35 (che attraversa il territorio comunale) e non utilizzato in aree sensibili come le sponde dei laghi, i parchi e i giardini pubblici, i campi da gioco e i cortili scolastici, neppure in vicinanza di strutture sanitarie e socio-assistenziali.

Sul fronte delle potature, il primo cittadino ha riferito che tali interventi vengono disposti dal Comune quando ci sono “finalità di sicurezza pubblica”, nel senso che riguardano l’abbattimento di rami e piante secche o instabili, ritenute pericolose per l’incolumità.

L’unico intervento eseguito direttamente dal Comune, come emerso, risale a gennaio 2025 lungo via Guglielmo Marconi (Sp 35) e non lungo il sentiero naturalistico che costeggia i laghi, zona che prevede dei “vincoli stringenti” che sarebbero stati rispettati dall’amministrazione, cosa che non coinciderebbe con quella situazione di interventi di sfoltimento eccessivo lamentata.

Secondo il sindaco, gli sfalci eseguiti attorno ai laghi potrebbero essere riconducibili all’attività periodica svolta dal gestore delle linee elettriche aeree (E-distribuzione, Enel), “per mantenere la vegetazione a distanza di sicurezza dai conduttori”. Pertanto si tratta di interventi non commissionati dal Comune ed eseguiti secondo criteri tecnici propri del gestore.

Magagnin ha quindi ribadito l’impegno a tutela dell’ambiente del Comune di Revine Lago e l’attenzione che sarà riservata nel trasmettere al gestore “le osservazioni formulate”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
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